Asl Pescara, in bilico tra precari e reparto Dialisi

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Le Rappresentanze Sindacali di Base promuoveranno iniziative locali per sensibilizzare sulla stabilizzazione dei precari che lavorano in ambito sanitario, sia nel campo dell'assistenza che in quello dei servizi.



PESCARA. Le Rappresentanze Sindacali di Base promuoveranno iniziative locali per sensibilizzare sulla stabilizzazione dei precari che lavorano in ambito sanitario, sia nel campo dell'assistenza che in quello dei servizi.«Troppo spesso le cronache lamentano episodi di mala sanità, troppo spesso i cittadini scoprono, nel momento del dolore e della sofferenza, che il diritto alla salute è ormai un privilegio per pochi», commenta il portavoce Mario Frittelli.
La mancata stabilizzazione dei precari nella ASL di Pescara (circa
450) preluderà, secondo le organizzazioni sindacali, la chiusura d'interi reparti di degenza e di alcuni servizi, lo stesso varrà per la ASL di Chieti (circa 120) «già in gravi condizioni dal momento che per assicurare i livelli minimi d'assistenza dovrebbe assumere 300 dipendenti», ad Avezzano Sulmona dove 60 precari ex lsu (CUP e 118), «da 5 anni, ricevono solo promesse e false rassicurazioni» e così per la altre ASL per un totale complessivo di circa un migliaio di persone.
«Chiediamo solo il riconoscimento», prosegue Frittelli, «del fatto che alcune centinaia di persone, con acquisita professionalità e competenza data da anni di lavoro, stanno dando il loro contributo per la tutela della salute degli abruzzesi. Li vogliamo assumere?»

E intanto questa mattina Alfredo Castiglione, capogruppo di An in Consiglio Regionale ha presentato una interrogazione urgente all´assessore regionale alla Sanità e al presidente della Regione Abruzzo per sapere se, «anche in considerazione della più volte auspicata razionalizzazione della spesa sanitaria, non valga la pena di valutare seriamente l´opportunità di unificare le due Dialisi - nefrologie e anche le altre attività complementari in un´ottica di dipartimentazione dell´attività nefro-dialitica».
Con questa soluzione, sottolinea Castiglione «si potrebbero cogliere risultati auspicabili quali un miglior controllo della spesa in generale, un miglior controllo e una gestione più efficace delle risorse umane e tecnologiche che favorisca l´allocazione di queste laddove ce ne sia maggiore necessità, e un miglior controllo sul territorio».
Nel nuovo atto aziendale dell'Asl di Pescara, pubblicato due giorni fa, il manager Balestrino ha formalmente accolto la proposta di accorpare i due reparti della Dialisi 1 e 2, con il blocco della nomina del nuovo primario della Dialisi 1, «per consentire un migliore utilizzo del personale, carente in entrambi i reparti, a tutto vantaggio dei pazienti, e ovviamente anche un taglio dei costi».
«Però», fa notare il consigliere di An Albore Mascia, «sfogliando l'atto aziendale è saltata fuori una novità ben più onerosa: il manager Balestrino ha predisposto la realizzazione ex novo di 5 Dipartimenti amministrativi, mentre nel vecchio atto aziendale ne erano previsti appena 2».
Cinque nuovi Dipartimenti che, secondo il manager, andranno a ricalibrare l'organizzazione della struttura aziendale, «dimenticando però di dire», puntualizza Mascia, «che gli stessi comporteranno la nomina di 5 nuovi super-direttori, con relativi oneri. Si tratta di un atteggiamento assolutamente incoerente per una Asl che ha mandato a casa decine e decine di precari, anche medici e infermieri, che si prepara a smantellare reparti e laboratori, proprio per l'assenza di risorse finanziarie, e poi crea dal nulla 5 maxi-strutture ingiustificate».
A seguito della richiesta inoltrata dal Presidente della Commissione Sanità e Servizi Sociali, Glauco Torlontano, ha convocata una riunione del “Comitato ristretto dei Sindaci” per il giorno 31 gennaio alle ore 9,30 presso la Sala San Cetteo di Palazzo di Città, con il seguente argomento all'ordine del giorno: “misure programmatiche per la sanità pescarese”.

18/01/2008 12.07