Bullismo a scuola: operazione riuscita per il ragazzo colpito a sprangate

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

2166

PESCARA. E' stato operato ieri mattina al setto nasale il ragazzo di 17 anni, aggredito, lunedì scorso, con una spranga di ferro tubolare da un compagno di classe, di 19 anni, nei corridoi dell'istituto industriale "Volta" di Pescara. E alla Vita in Diretta assicura: «non voglio tornare in quella scuola».
L'intervento è andato bene, anche se ora dovranno essere valutate da parte dei medici dell'ospedale civile di Pescara, in cui è ricoverato, le condizione dell'occhio.
Il ragazzo presenta, inoltre, diverse ecchimosi sul corpo ed un dente spezzato.
Stando al racconto fornito dall'avvocato Claudia Centorame che sta seguendo la vicenda per conto della famiglia, il diciasettenne sarebbe stato colpito dal compagno al collo e al volto.
Alla base dell'aggressione, si ipotizza una forma di odio razziale per le origini venezuelane del ragazzo.
Sulla vicenda sta indagando la squadra mobile di Pescara.
Intanto, questa mattina è stato depositato in Procura, al Pm, Giuseppe Bellelli, il fascicolo inerente la vicenda.
Nel pomeriggio di ieri anche il programma televisivo La vita in Diretta (Rai Uno) condotto da Michele Cucuzza si è occupato della vicenda. Il ragazzo ha ricostruito la vicenda al microfono dell'inviata e i genitori si sono detti pronti a lasciare Pescara e tornare magari all'estero per evitare al figlio qualsiasi forma di discriminazione.

Il ragazzo ha anche detto di non voler più ritornare in quella scuola, ha ricostruito quella mattina tragica in cui il compagno «mi ha colpito al volto. Ho sentito un dolore atroce all'occhio sinistro», ha detto ancora, «ero convinto di aver perso l'occhio…non vedevo più niente ….solo dei pallini bianchi davanti a me».
Anche il preside Domenico Di Carlo è intervenuto nel corso della trasmissione e ha raccontato che l'aggressore non si sarebbe reso conto di aver ferito tanto gravemente il compagno.
Il ragazzo, un 19enne con diversi precedenti alle spalle era stato espulso già da un'altra scuola ma oggi rischia addirittura l'arresto per lesioni aggravate.
Il presidente della Provincia di Pescara, Giuseppe De Dominicis, chiede invece per il responsabile del gesto «una punizione esemplare qualora fosse confermata anche nei suoi particolari più agghiaccianti, l'aggressione brutale» «La violenza cieca - prosegue - non può trovare diritto di cittadinanza all'interno della scuola. Compito delle istituzioni pubbliche, di quelle scolastiche, delle famiglie e dei ragazzi stessi, e' cooperare affinchè il bullismo sia bandito dalle aule e dalle coscienze».

MELILLA: «PESCARA NON E' UNA CITTA' RAZZISTA»

Sull'episodio è intervenuto anche il presidente del consiglio comunale Gianni Melilla che ha condannato aspramente il gesto di bullismo e di intolleranza razziale.
Melilla parla infatti di «un episodio grave, a cui non avremmo mai voluto assistere nella nostra città, che da sempre s'ispira ai valori della tolleranza e della solidarietà».
«A Pescara», ricorda Melilla, «risiedono più di quattromila stranieri, molti dei quali extracomunitari. Questi cittadini lavorano e partecipano alla vita economica e sociale della città. Abbiamo da poco festeggiato il primo capodanno multietnico in città ed è stata una festa colorata in cui tante persone, provenienti da ogni parte del mondo, hanno condiviso culture, cibo ed esperienze in piena armonia.
Con le nostre iniziative dobbiamo insegnare a tutti, e specialmente alle nuove generazioni, i valori della tolleranza e del rispetto, per far sì che certi gravi fatti di cronaca non si ripetano e si arrivi alla piena integrazione dei popoli che, ogni giorno, vivono sul territorio pescarese».


18/01/2008 11.08