Progetto Afrique, realizzato un ospedale in Costa d’Avorio

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Dare una speranza ai nuovi nati e proteggere la popolazione locale dalle malattie infettive, come l’Hiv. Questo lo scopo del progetto Afrique, presentato nella sala consiliare della Provincia dell’Aquila, grazie al quale è stato possibile realizzare un Centro Sanitario in Costa d’Avorio.
Ad illustrare i particolari c'erano i responsabili del progetto, i dottori Gaspare Carta e Pietro Iovenitti, oltre alla presidente della Provincia Stefania Pezzopane e all'assessore comunale Pierluigi Pezzopane. L'amministrazione provinciale è infatti uno dei tanti enti che hanno sostenuto l'opera dell'Associazione Progetto Afrique. Mentre il Comune dell'Aquila lo farà in futuro, ha assicurato l'assessore Pezzopane nel corso del suo intervento.
Il Centro sanitario è costituito da una struttura ostetrico-ginecologica (con una sala travaglio, una sala parto, due sale operatorie, un'isola neonatale e 40 posti letto), un centro poliambulatoriale (oculistico, internistico e cardiologico), un centro vaccinazioni, una radiologia e un laboratorio analisi.
«E' una struttura unica nel suo genere - ha affermato il dottor Carta, presidente dell'Associazione Progetto Afrique - perché non ce n'è una simile nei dintorni in grado di offrire questi servizi ai pazienti».
Nella struttura inaugurata lo scorso aprile 2007 operano, oltre al dottor Iovenitti (Direttore Sanitario) anche un altro italiano, Franco Pizzirani, in collaborazione con cinque medici ivoriani, sei ostetriche e 12 infermiere.
La struttura ospedaliera si trova nella città di Anyama che conta oltre 200.000 abitanti, e dista una ventina di chilometri dalla metropoli Abidjan (capitale economica della Costa d'Avorio).
Il Progetto Afrique è portato avanti dalla Congregazione delle Piccole Suore Missionarie della Carità in collaborazione con l'Associazione Progetto Afrique Onlus.
L'obiettivo del progetto è quello di offrire agli abitanti di Anyama e della Costa d'Avorio un'assistenza medico-chirurgica in ogni periodo della vita, e soprattutto alle donne in stato di gravidanza.
«Quello che l'Associazione svolge in Costa d'Avorio – ha detto Iovenitti – non è solo un'opera sociale, ma anche didattica, perché forma nuovi professionisti locali in grado di proseguire l'attività iniziata e di recarsi dove c'è bisogno».

Mara Iovannone 18/01/2008 9.37