«Nessuna condotta anti sindacale», il giudice assolve la Asl

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

1238

VASTO. Non può configurarsi come antisindacale il comportamento della Asl in merito alla questione dei carichi di lavoro alla cucina dell'ospedale di Casoli.
Il Giudice del Lavoro presso il Tribunale di Lanciano, Flavia Grilli, ha così rigettato il ricorso presentato dalla Fials Confsal che aveva denunciato l'Azienda, accusandola di condotta antisindacale per non aver attivato il meccanismo della concertazione relativamente al problema segnalato.
La sigla sindacale, infatti, aveva inviato una lettera alla Direzione aziendale nella quale veniva evidenziata una «gestione poco corretta dell'articolazione dei turni di servizio delle cuciniere da parte della responsabile del servizio cucina del presidio ospedaliero di Casoli», facendo anche presente lo scambio di ruoli tra cuciniere e ausiliari; una situazione che, secondo la Fials, rendeva necessario un incontro urgente con la Direzione non solo perché «l'organizzazione del lavoro è materia di contrattazione» ma al fine di «ristabilire un rapporto di concreta collaborazione nell'interesse di tutti».
Un mese più tardi, non avendo ancora ottenuto l'incontro richiesto, la stessa organizzazione aveva poi fatto ricorso alle vie legali ritenendo antisindacale l'atteggiamento dell'Azienda.
Secondo il magistrato, invece, la Asl non può essere accusata di aver ignorato l'invito ad attivare la concertazione, che invece, secondo quanto previsto dal contratto collettivo di lavoro, deve essere esplicitamente richiesta per iscritto, cosa che invece nel caso in questione non era avvenuta, visto che il sindacato si era limitato genericamente a richiedere un incontro con la Direzione, che per quanto non fosse stato fissato a 23 giorni dall'istanza, non può essere sufficiente a configurare a posteriori l'anti sindacalità del comportamento tenuto dall'Azienda.
La notizia del rigetto del ricorso è stata accolta con soddisfazione dal Direttore Generale Michele Caporossi: «Abbiamo vissuto come un atto di profonda ingiustizia l'accusa di condotta anti sindacale – dice – in virtù dell'attenzione e dell'impegno profusi nelle relazioni con tutti i rappresentanti degli organismi di tutela dei lavoratori, verso i quali abbiamo profonda apertura. Teniamo profondamente al rispetto delle norme dettate dai contratti collettivi di lavoro, e non possiamo che essere soddisfatti del riconoscimento della magistratura, che non ha ritenuto la linea aziendale lesiva dei diritti dei lavoratori, né dell'attività del sindacato».


16/01/2008 15.29