Testimonia a favore del collega, operaio Honda licenziato in Abruzzo

Alessandro Biancardi

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Testimonia a favore del collega, operaio Honda licenziato in Abruzzo
ATESSA. E’ stato sbattuto fuori dalla fabbrica perché ha testimoniato, in tribunale, nella causa di un altro operaio della Honda Italia. La notizia è finita ieri sulle pagine del Manifesto.
Secondo il management dell'industria motociclistica sarebbe venuto a mancare il rapporto di fiducia con il suo operaio e per questo l'unica scelta che si poteva compiere era licenziarlo.
L'articolo ricorda che nell'ottobre scorso l'operaio è stato citato in tribunale a Lanciano (Chieti) , insieme ad altri colleghi, in una causa intentata dalla Fim-Cisl, per «condotta antisindacale», nei
confronti del colosso metalmeccanico.
E l'azienda il 27 aprile precedente aveva congedato anche un altro lavoratore dopo che
all'esterno, fuori dai cancelli, e in campagna elettorale per il rinnovo della Rsu-Rsl, aveva distribuito un volantino in cui denunciava difficoltà e incongruenze presenti in azienda.
Dai carichi e turni insostenibili alla tutela della salute degli operai, alle condizioni ambientali: questi i temi affrontati nel manifestino, dai toni duri, a tal punto che la direzione ha deciso di disfarsi del rappresentante sindacale senza preavviso.
Vicenda che, dopo mobilitazioni e scioperi, è approdata dinanzi ai ministri del Lavoro e della Solidarieta' sociale con un'interrogazione dei parlamentari di Rifondazione comunista, Francesco Giordano e Maurizio Acerbo. Il caso e' successivamente arrivato sui tavoli della magistratura.
L'operaio cacciato recentemente, nell'udienza tenuta in autunno, interrogato, ha confermato, come hanno fatto pure gli altri testi, la veridicita' dei contenuti del volantino.
Ha detto, in sostanza, che i problemi, in fabbrica, esistono, riferendo anche episodi e fatti ai quali ha assistito. Ma il suo comportamento non è piaciuto ai vertici Honda che, due mesi dopo, il 21 dicembre, prima di Natale, gli hanno dato il benservito.
Una strenna inaspettata sotto le feste e non certo accolta con gaudio dato che il giovane e' pure sposato e con una famiglia e un mutuo a carico.
Il suo stipendio era l'unico sostentamento.
Alla Honda di recente e' stato anche sospeso per tre giorni un rappresentante della Fiom-Cgil che
aveva avuto un diverbio con un collega all'interno della saletta sindacale. Facendo un salto indietro nel tempo, inoltre, viene fuori che nel '99 un altro rappresentante Fiom venne mandato via. Fu la bagarre con ricorsi, polemiche al vetriolo, anche politiche, e l'arrivo degli ispettori del
lavoro.
14/01/2008 12.06


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