Ferranti richiede il rimborso del "diritto di signoraggio" a Draghi

Alessandro Biancardi

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SANT'EGIDIO ALLA VIBRATA. Il presidente dell'associazione "Dalla parte giusta per la tutela del cittadino", Settimio Ferranti ha annunciato che domenica 13 gennaio 2008 alle ore 11 a Sant'Egidio alla Vibrata, porterà a conoscenza dei cittadini, la richiesta e diffida alla Banca d'Italia di rimborso del "diritto di signoraggio".
Ferranti con un apposito modulo, darà la possibilità a tutti i cittadini, di chiedere alla Banca d'Italia S.p.A., la corresponsione della somma di euro 87,00 (oltre agli interessi legali) a titolo di risarcimento del danno, «derivante dalla sottrazione del "reddito di signoreggio" illegittimamente percepito e distribuito a privati».

Ferranti tiene a precisare che la somma di 87 euro (oltre agli interessi legali), «è stata così determinata dal Giudice di Pace di Lecce Cosimo Rochira, nel giudizio n. 3712/2004 RG, definito con sentenza n. 2978/2005, depositata presso la cancelleria in data 26.09.2005, contro la Banca Centrale d'Italia S.p.A. e con tale sentenza, la stessa è stata condannata a risarcire il danno a tutti i cittadini che ne faranno formale richiesta, oltre agli interessi legali, dalla domanda al soddisfo».

Ferranti chiede inoltre l'intervento del Governo Prodi ed in primis del Ministro dell'Economia Padoa Schioppa, «in modo che gli organi preposti, prendano seriamente in considerazione l'illegittimità del "diritto di signoraggio", così come gestito fino ad oggi, ed il vantaggio ottenuto dalla Banca d'Italia e dalle sue azioniste private, che hanno percepito il "reddito da signoraggio" (in esenzione fiscale), in violazione dell'art. 3, ultimo comma, dello Statuto della Banca Centrale».

11/01/2008 17.18