Balneatori. Rinnovo concessioni, parte diffida contro il Comune di Pescara

Alessandro Biancardi

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PESCARA. La Torre e Gorilla: «Il Comune ci dica se il mare è ancora una risorsa o se è solo un peso di cui disfarsi»
La Fiba-Confesercenti, l'associazione di categoria più rappresentativa delle imprese balneari, sta verificando la possibilità di procedere ad una diffida stragiudiziale contro lo Sportello Unico per le Attività produttive (Suap) del Comune di Pescara se non verranno rispettate le regole esistenti in materia.
Al centro della vicenda c'è il rinnovo delle concessioni balneari, per il quale - ai sensi di un regolamento quadro predisposto dalla Regione di concerto con tutte le amministrazioni comunali costiere voluto proprio per unificare le procedure in tutto l'Abruzzo - è sufficiente la fornitura del certificato della Camera di commercio con antimafia e vigenza.
«Lo sportello Suap del Comune di Pescara» spiegano invece il presidente regionale di Fiba Antonio La Torre e il coordinatore Ciro Gorilla «ha deciso, in maniera del tutto autonoma e isolata, di richiedere l'integrazione di altri documenti la cui produzione costa al singolo imprenditore fino a 6 mila euro, ma che in realtà contengono informazioni già in possesso di altri uffici comunali».
«L'articolo 74 del Dpr 445/2000» chiarisce inoltre l'ufficio legale di Fiba-Confesercenti «stabilisce che "costituisce violazione dei doveri d'ufficio la mancata accettazione delle dichiarazioni sostitutive di certificazione o di atto di notorietà rese a norma delle disposizioni del presente testo unico"».
«Abbiamo più volte sollecitato il rispetto della legge» dicono La Torre e Gorilla, «ma le risposte del Comune di Pescara sono state evasive e testimoniano come in questa città sembra avviata una caccia alle streghe insostenibile contro gli imprenditori balneari. Ci chiediamo» dicono i due dirigenti di Fiba-Confesercenti «se esiste ancora un assessorato alle risorse del mare, se per l'amministrazione comunale il mare è ancora una risorsa, e se non lo è più ciò significa considerare l'indotto turistico balneare un settore non strategico per l'economia cittadina».
Anche questo tema sarà al centro della manifestazione degli imprenditori balneari convocata per il 18 gennaio a Montesilvano, alla quale parteciperanno le imprese provenienti da Romagna, Marche, Abruzzo e Molise per protestare contro l'insostenibile aumento dei canoni.
11/01/2008 11.56