Balneatori: «non pagheremo l’occupazione del suolo pubblico»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il Sib/Confcommercio Pescara ha scritto all’assessore comunale al bilancio per chiedere l’annullamento delle richieste di pagamento retrattivo inoltrate agli stabilimenti balneari per l’occupazione del suolo pubblico sul lungomare
Il SIB/Confcommercio a seguito dell'invio da parte del Comune di Pescara per il tramite della Gestor spa, di richieste di pagamento retroattivo relative all'occupazione del suolo pubblico sul lungomare da parte degli stabilimenti balneari, interviene con una nota inviata all'Assessore Comunale al Bilancio per chiedere l'annullamento delle cartelle erroneamente inviate.
Appaiono, infatti, «totalmente immotivate le suddette richieste di pagamento», scrive l'organizzazione, tra l'altro comprensive di «sanzioni spropositate», in considerazione del fatto che «il lungomare di Pescara, compreso il marciapiede, fa parte del demanio marittimo e, pertanto, il canone per l'occupazione del suolo pubblico con tende, tavolini ed altro è già calcolato e pagato mediante il canone demaniale che ogni stabilimento balneare versa annualmente».
Il SIB/Confcommercio Pescara chiede, quindi, l'annullamento immediato delle cartelle già inviate relative all'anno 2002 e la conseguente sospensione di ulteriori richieste per gli anni successivi.
10/01/2008 11.23