L'inchiesta sui concorsi. Cordoma: «io vittima di un linciaggio mediatico»

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Una pioggia fina e insistente ieri mattina sul Comune di Montesilvano. Qui ci si è risvegliati di nuovo con l'incubo degli arresti dell'operazione Ciclone.
Anche a Palazzo di Città la notizia è arrivata di buon'ora, con l'apertura degli uffici ed è passata di bocca in bocca in piazza Diaz.
Nessun commento ufficiale, «non sarebbe elegante».
E poi adesso ci sono altri problemi da tenere sotto controllo. Qui adesso c'è da districare la intricata matassa dei concorsi che la Procura di Pescara ritiene taroccati. Quelli ultimi banditi ad agosto, roba recente, insomma, per nulla legata alle assunzioni clientelari scoperte dalle indagini sull'ex sindaco Cantagallo.
Allora meglio chiudersi in un fine «no comment».
Il sindaco Cordoma per la sua faccenda si dice assolutamente «tranquillo».
Tutta l'amministrazione dà fiducia a sindaco e indagati anche se qualche faccia dubbiosa c'è, si alza qualche sopracciglio, si spalanca qualche bocca, l'ambiente comunale sarebbe pronto a scommettere sull'estraneità del primo cittadino.
La pensano così quelli che vedono Cordoma tutti i giorni, che lo hanno accolto calorosamente sei mesi fa quando i cittadini lo hanno scelto con un voto plebiscitario e la voglia di rinnovamento.
Lui oggi ostenta tranquillità anche se in fondo gli rode questa bega dal gusto un pò retrò che sta infangando la sua giunta.
Lui che ci credeva veramente quando in campagna elettorale aveva parlato di una svolta.
Lui che adesso ci sta mettendo la faccia perché è pur sempre il front man di una coalizione che ha già dovuto superare qualche crisi… e già si racconta che qualcuno ha tradito, se è vero che è partito tutto da un esposto anonimo di qualche alleato che non sarebbe stato accontentato.
«Non ho ricevuto alcun avviso di garanzia», ribadisce con forza.
«Io tutto quello che so lo leggo sui giornali».
Lui, che quando è turbato lo si legge in faccia, non pensa di presentarsi spontaneamente dal pm per fare una deposizione spontanea, così come ha fatto il suo omologo pescarese Luciano D'Alfonso.
Ma di una cosa è certo: in queste settimane è «vittima» di un «linciaggio mediatico» che lo starebbe divorando.
I giornali scrivono che lui è indagato.
Lui smentisce. I giornali lo scrivono ancora.
Lui smentisce ancora.
«L'altra sera una emittente regionale ha smentito due volte», e lui spera che basti.
E girava voce in Comune che fossero già pronte alcune querele… ma ieri mattina il sindaco ha smentito anche questa notizia.
Giovedì sera affronterà il consiglio comunale straordinario: la minoranza vuole sapere, vuole risposte.
Vuole capire se taroccamento ci fu o no.
Ora è Cordoma a trovarsi nella stessa situazione che fu di Cantagallo quando l'allora minoranza di centrodestra chiese un consiglio straordinario per chiarire i blitz della polizia e i sequestri di decine di faldoni.
Cantagallo assicurò di avere le mani pulite che non si «attaccavano ai tasti» quando suonava il pianoforte.
Chissà oggi che musica suona a Montesilvano.

a.l. 09/01/2008 8.56