La paura fa 90: Cordoma si dà il colpo di grazia

Alessandro Biancardi

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La paura fa 90: Cordoma si dà il colpo di grazia
MONTESILVANO. Il clima si fa pesante. C'è molta paura per una "leggerezza" che poteva essere evitata. Gli inquirenti affondano sempre più le loro armi con nuovi sequestri e trovano "prove importanti" circa i concorsi che si ipotizzano falsati per una email giunta con le risposte esatte a chi "doveva vincere" perché vicino al partito. An è nella bufera, ma non è sola. CORDOMA A PDN: «IL MIO GESTO E' STATO FRAINTESO»
Ieri la polizia è entrata nella società che ha organizzato i concorsi e perquisito e sequestrato molte carte relative all'organizzazione delle selezioni bandite in pieno agosto, non pubblicizzati sul sito internet dell'ente e svoltesi a metà dicembre.
Sarebbero stati sequestrati anche alcuni hardisk e pc che saranno analizzati nei prossimi giorni dagli inquirenti.
Oggi poi nuovi arresti che riguardano il vecchio filone.
Poi si sparge la voce che persino il sindaco è indagato, qualcuno smentisce, si crea la solita bagarre sull'avviso di garanzia che non è arrivato, poi si aggiunge anche l'accusa di truffa e gli indagati si allargano. Insomma un momentaccio.
Cordoma perde la testa, non sa più come muoversi, le dichiarazioni rassicuranti non bastano più: i fatti sono che nessuno si dimette, alle promesse non seguono i fatti, si cerca di far circolare informazioni rassicuranti.
Ieri poi il primo cittadino ha deciso di darsi il colpo di grazia e farsi uno sgambetto, un tranello nel quale è cascato in pieno. Forse alterato per un alterco, forse per la "goccia che ha fatto traboccare…" l'amministratore.
«Vietato l'ingresso ai giornalisti» nel Comune. Piani alti offlimits.
Bussare prima di entrare, annunciarsi, sparare razzi segnalatori e accendere le sirene: giornalista in arrivo.
I giornalisti possono entrare solo su appuntamento e debitamente scortati.
Basta dunque ai giornalisti che arrivano in Comune (un vero esercito…) e disturbano continuamente sindaco e assessori alla ricerca di notizie.
Ci sono cose ben più importanti da fare.
Vietato parlare o "disturbare" i dipendenti del Comune.
Il luogo più pubblico che ci sia, ovvero la casa di tutti non è più libera (ma non erano della "Casa delle libertà"?) Qualunque senso abbia il volantino affisso ieri è una brutta figura che l'amministrazione tutta poteva benissimo evitare soprattutto dal momento che in campagna elettorale Cordoma annunciava che il suo sarebbe stato "un palazzo di vetro", accessibile a tutti (previo appuntamento, non lo aveva detto). Ma loro, sì, sono liberi e dunque… Qualunque significato abbia trasmette un segnale chiaro.
Un provvedimento che si potrebbe facilmente commentare con una lista lunghissima di aggettivi che seppellirebbero facilmente il "sindaco del cambiamento" e raccoglierebbe consensi facilissimi.
Si potrebbe parlare della "libertà di stampa imbavagliata", della stampa che fa paura e via dicendo.
Solo che queste cose le abbiamo già scritte.
Quando?
Esattamente il giorno in cui la polizia ha arrestato l'ex sindaco Enzo Cantagallo.
Sì proprio quel giorno.
All'epoca però c'erano i "cattivoni del centrosinistra" e nel trambusto disorientante dell'arresto eccellente l'allora vicesindaco Savini, in preda al panico e senza sapere cosa fare, decise per la prima cosa che gli parve utile: vietare l'ingresso ai giornalisti al Comune.
La paura che si scoprisse qualcosa era troppa e bisognava ostacolare chi poteva scrivere o divulgare cose poco piacevoli ma fondamentali per l'interesse pubblico.
Per fortuna a scoprirle fu comunque la Squadra Mobile che ha indagato lo stesso Savini che è stato per diversi mesi agli arresti domiciliari.



ARRESTATO CANTAGALLO, MUNICIPIO VIETATO PER I GIORNALISTI

SETTEMBRE E' TEMPO DI CONCORSI CONTESTATI 



LA CONDANNA DELL'ORDINE DEI GIORNALISTI

E per far capire quanto sia una decisione come quella assunta da Cordoma oggi anche il consiglio dell'ordine dei giornalisti prende una posizione chiara di contestazione.
«All'appello delle stravaganze della politica nostrana mancava soltanto l'ultima trovata del sindaco di Montesilvano, Pasquale Cordoma, che ha deciso di concedersi alla stampa solo previo appuntamento». Lo affermano in una nota il presidente e il segretario dell'Ordine dei giornalisti d'Abruzzo, Stefano Pallotta e Sergio D'Agostino. «Quando si vuole limitare la circolazione dei giornalisti nei palazzi del potere – afferma l'Ordine dei giornalisti – è evidente che qualcosa non vada. Così, il timore che ci si voglia sottrarre al fondamentale ruolo di controllo e vigilanza che la stampa esprime a nome di tutta la pubblica opinione è più che legittimo».
«Chiunque abbia a che fare con il difficile lavoro che ogni giorno tanti colleghi compiono – aggiungono il presidente e il segretario dell'Ordine abruzzese rivolgendosi al primo cittadino di Montesilvano – sa bene quanto irrealizzabile sia il proposito di ricevere per appuntamento. Perché spesso la verifica di una notizia non può passare per le richieste burocratiche di appuntamenti filtrati da segreterie e staff. Del resto, il primo cittadino di Montesilvano può già avvalersi di collaboratori dedicati ai rapporti con la stampa, e dunque non ha senso mettere ulteriori ostacoli. Stentiamo a credere che la misura decisa sia da attribuire a bivacchi prolungati dei giornalisti nelle stanze del palazzo di città».
Infine, a detta dell'Ordine dei giornalisti, presto la misura decisa rivelerà la sua inefficacia: «Il sindaco metterà una segreteria anche sul suo cellulare con l'invito a richiamare su appuntamento? E che direbbe se l'intensa attività di comunicazione della sua amministrazione venisse considerata da giornali e tv solo previo appuntamento con i capi-redattore? L'unica cosa giusta, Cordoma ne converrà, è chiudere questo incidente, rimuovere cartelli sbagliati e cercare di trasformare in una casa di vetro il palazzo comunale».

08/01/2008 8.36

CORDOMA A PDN: «IL MIO GESTO E' STATO FRAINTESO»

E' costernato e dispiaciuto questa mattina il sindaco Cordoma quando si accorge che la sua idea di appendere un cartello al secondo piano per limitare l'acceso alla stampa «è stato male interpretato» e ha provocato «addirittura» una reazione dell'Ordine dei giornalisti.

Lui assicura che è stato un atto «indispensabile» per ripristinare l'ordine, per non permettere a chi, pur nelle sue funzioni di giornalista, a volta abusa degli spazi e della sua disponibilità.
Un vero e proprio «porto di mare» sarebbe diventato, infatti, negli ultimi periodi il secondo piano, dove ci sono gli uffici del primo cittadino, e quel cartello è stata la soluzione definitiva per arginare il problema.
Ma risolto questo problema ne è sorto subito un altro, anche perché si è deciso di bloccare il flusso "anomalo" proprio nel momento più delicato dell'amministrazione di centrodestra su cui la procura sta indagando per la questione dei concorsi pilotati.
Uno più uno, però, pare, non sempre fa due.
Effettivamente parlare con il sindaco stamattina, nonostante il cartello, non è più difficile del solito. Basta farsi annunciare (come tra l'altro la buona educazione avrebbe richiesto anche prima) e non piombare nel suo studio.
«Non c'è alcuna volontà di nascondere nulla», assicura ancora Cordoma che sempre in mattinata ha telefonato personalmente al presidente dell'ordine dei giornalisti Stefano Pallotta per replicare alla nota diffusa.
Non è chiaro se il cartello resterà lì anche nei prossimi giorni, ma è chiaro, anche all'entourage del primo cittadino che questa è stata una mossa avventata, una piccola caduta di stile che poteva essere evitata.

08/01/2008 13.54