Montesilvano:arrestato ex direttore azienda speciale Gianluca Di Blasio

Alessandro Biancardi

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Montesilvano:arrestato ex direttore azienda speciale Gianluca Di Blasio

MONTESILVANO. Nuovo colpo di scena a Montesilvano. Mentre la nuova giunta di centrodestra è sotto indagine per presunti concorsi truccati si rifanno sentire anche gli sviluppi dell’operazione Ciclone che colpì e devastò la vecchia giunta di centrosinistra. (nella foto: Nicola Zupo)

La novità di oggi è l’arresto dell'avvocato Gianluca Di Blasio, 37enne pescarese, ex direttore generale dell'azienda speciale "Deborah Ferrigno" di Montesilvano (Pescara), è stato arrestato a Pescara dal personale della Squadra mobile, diretta da Nicola Zupo.

 


MONTESILVANO E QUELLA BANDIERA AMMAINATA



Di Blasio è accusato, in concorso con l'ex sindaco Enzo Cantagallo, di concussione e abuso, aggravata e continuata.

Di Blasio era stato nominato proprio dall'ex sindaco a dirigere l'azienda speciale Ferrigno che a Montesilvano si occupa della gestione dei servizi sociali. Era anche dirigente del personale del Comune nonche' consulente del 'Considan', il consorzio per le acque nere, sempre per la ex giunta.

L'arresto di Di Blasio rappresenta uno stralcio dell'operazione denominata 'Ciclone' che ha portato in carcere l'ex sindaco Cantagallo, assessori e tecnici di Palazzo di citta' e imprenditori e facendo tornare gli elettori alle urne.

L'operazione Ciclone ha preso il via a partire dal 15 novembre 2006, proseguendo in varie tranche.

Secondo l'accusa a Montesilvano vigeva il sistema della tangenti, nella gestione degli appalti pubblici, e ora si sta aprendo il filone che riguarda le assunzioni di amici e parenti e che stanno interessando Comune, aziende speciali e vigili urbani.

Maggiori dettagli saranno resi noti in mattinata.


08/01/2008 8.42


CHI E’ GIANLUCA DI BLASIO


37 anni di Pescara, avvocato nello studio associato con Marcello Cordoma (fratello del sindaco) è stato per un paio d’anni direttore della Deborah Ferrigno (su chiamata dell’ex sindaco Cantagallo), fino alle sue dimissioni lo scorso settembre con l’arrivo della nuova giunta Cordoma. Durante il suo incarico nell’azienda speciale è stato contemporaneamnete consulente del ‘Considan’.

Nel passato Di Blasio ha partecipato anche alla vita amministrativa del Comune vera e propria: dirigente del I° settore (personale), dirigente del II° settore e per un breve periodo segretario generale (nell’era Cantagallo). Un breve lasso di tempo, ricordano oggi in Comune «ma quello più fruttuoso e importante per gli accordi del Considan».

Figlio di Stafano Di Blasio, consigliere decano al consiglio comunale di Montesilvano da un trentennio (ma nessuna parentela con l’ex assessore Paolo Di Blasio, rimasto coinvolto anche lui nel Ciclone).




LE INDAGINI DELLA PROCURA ED I RISCONTRI TROVATI

TUTTI I NOSTRI VECCHI ARTICOLI SULL'INCHIESTA CICLONE


FERRIGNO, UNA AZIENDA PROPRIO SPECIALE


Gianluca Di Blasio si era dimesso dalla carica di direttore della Ferrigno il 7 settembre. Con l’arrivo della giunta Cordoma, infatti, erano cambiati anche i vertici e dal giorno successivo è subentrato

Nicola Grimaldi 51 anni, è medico di famiglia a Montesilvano.

Ma in realtà con l’arrivo di Cordoma erano molti ad aspettarsi che l’azienda speciale venisse rasa al suolo perché molto spesso criticata (anche dallo stesso Cordoma quando era un semplice consigliere di opposizione) e definita un carrozzone politico dove far entrare parenti, amici, affini.

L'azienda speciale navigava e naviga inoltre in una serie innumerevoli di problemi finanziari (quasi 2 milioni di euro per mantenersi in vita) ed è finita in più di una inchiesta giudiziaria a causa della metodologia di assunzione.

E probabilmente l’arresto di questa mattina è il risultato di uno di questi filoni.

In fase post elettorale la Casa delle Libertà ha però cambiato idea: la Ferrigno è rimasta in piedi e si è dimostrata una poltrona comoda per far accomodare l'alleata di apparentamento Paola Sardella, candidata sindaco con la lista civica “Rinnovamento” e schieratasi al ballottaggio con il centro-destra.


08/01/2008 9.06


TUTTE LE POLEMICHE SULLA DEBORAH FERRIGNO


LA PARENTOPOLI E’ SERVITA


Con l'arresto dell'avvocato Di Blasio esplode ufficialmente il bubbone definito a vario titolo "parentopoli" o "concorsopoli" o “raccomandopoli”.

Così da questo nuovo filone dell’inchiesta Ciclone emergono tutte le storture di un sistema politico che cerca di farsi sempre più forte calpestando però la legge e facendo leva sulla deleteria cultura delle persone che pretendono un posto facile. E' un dato di fatto e incontrovertibile che all'inizio del 2004 i dipendenti della Ferrigno fossero 94 e appena 10 mesi dopo, (e parecchi concorsi espletati) si fosse arrivati alle 160 unità (quasi più dei dipendenti del Comune stesso). Oggi l'azienda conta quasi 200 dipendenti.

Di Blasio dovrà rispondere dei reati di abuso d'ufficio e concussione aggravata in concorso con l'ex sindaco Enzo Cantagallo sul quale, dunque, peseranno altri fatti, altre accuse dai quali dovrà difendersi nel futuro processo.

Purtuttavia, per lui non sono stati disposti ulteriori arresti (il pm Gennaro Varone non li ha chiesti) perché l'ex sindaco «ha già sofferto circa quattro mesi di custodia cautelare nell'ambito del procedimento penale originario».


QUANDO IL CLIENTELISMO CALPESTA IL CODICE PENALE


Alla base delle nuove accuse vi è una intensa gestione clientelare dei posti di lavoro e la violazione sistematica di norme che riguardano il divieto di assunzioni, le selezioni pubbliche per le assunzioni, la regolarità dei concorsi, la gestione della cosa pubblica nei suoi fondamenti.

Le intercettazioni hanno, infatti, evidenziato come in realtà l'azienda speciale non fosse affatto autonoma ma dipendesse interamente dalla volontà politica del sindaco che non mancava nemmeno di rammentarlo ai vertici della struttura la cui nomina era fiduciaria.

Il testo unico sugli enti locali (art. 113) stabilisce che l'ente locale può gestire i servizi in varie modalità fra cui quella dell'istituzione (cioè l'esercizio di servizi sociali senza rilevanza imprenditoriale, cioè senza guadagnarci) oppure può servirsi dell'Azienda Speciale.

In quest'ultimo caso però le cose sono diverse e l'azienda speciale diventa una vera e propria impresa e, non solo opera sul mercato, ma può produrre utili. Insomma una cosa molto diversa dall’ente pubblico.

Formalmente. La sostanza però sarebbe diversa per la procura di Pescara.


L’AZIENDA SPECIALE COME ESCAMOTAGE


La Deborah Ferrigno nasce come istituzione nel 2002. Nel novembre del 2004 il sindaco Cantagallo, dovendo anche provvedere alla gestione della farmacia comunale, decide di trasformarla in di una azienda speciale, nominando appunto come direttore l'avvocato Di Blasio.

«In realtà, l'affidamento del servizio farmaceutico è risultato soltanto il pretesto per trasformare in ente economico un organismo del tutto privo di autonomia economica» ha scritto il gip De Ninis nell'ordinanza che impone gli arresti domiciliari, «e per attrarre nel regime privatistico, in palese violazione di legge, anche la gestione dei servizi che invece hanno rilevanza esclusivamente pubblicistica, i cui costi continuano ad essere sostenute esclusivamente dal Comune».

«Il risultato che hanno in tal modo raggiunto i vertici dell'ente territoriale e dunque il sindaco Cantagallo e i suoi affiliati politici», scrive ancora il Gip De Ninis, «è stato quello di disporre liberamente di un serbatoio di circa 200 posti di lavoro, remunerati però dall'ente pubblico, da assegnare secondo le proprie convenienze politiche ed esigenze personali...»

In pratica il sistema era molto semplice.

Poiché la Ferrigno non era un ente pubblico le assunzioni potevano essere fatte aggirando le regole di evidenza pubblica dei concorsi ma gli stipendi dei dipendenti, però, a conti fatti, erano pagati dallo stesso Comune che provvedeva annualmente ad uno stanziamento pari al costo del personale. Soldi pubblici insomma.

«La legge stabilisce che tutte le assunzione presso la pubblica amministrazione devono venire per concorso pubblico», ha chiarito il comandante della squadra mobile, Nicola Zupo, «le indagini tuttavia hanno stabilito che, nei casi in cui sono stati espletati i colloqui sono, stati svolti con modalità e tempi che li rendono assolutamente incompatibili con qualsiasi prova selettiva seria».

Come dire: visto che bisognava pur dare una parvenza di legalità si serviva la «messa in scena molto pittoresca».


Il risultato era chiaro: la violazione della legge finanziaria che imponeva il blocco delle assunzioni ed il grosso vantaggio di accontentare circa 200 persone (tanti sono i dipendenti della Ferrigno) che con le loro famiglie avrebbero puoi ricambiato il grosso favore al momento debito.

Vero in pieno la leggenda metropolitana: “se non hai la raccomandazione non entrerai mai”.

«Addirittura», ha spiegato il pm Gennaro Varone, «è stato accertato che erano falsi anche i progetti in base ai quali il personale veniva assunto, in quanto in molti casi i dipendenti dell'azienda speciale invece di dedicarsi al sostegno degli anziani prestavano servizio presso le segreterie degli assessori. In alcuni casi è stato anche accertato che per favorire l'assunzione di persone amiche, alcuni dipendenti venivano minacciati di licenziamento, costringendoli ad optare per altra forma di lavoro… a tempo determinato».

La sventura è capitata ad una vincitrice di concorso che evidentemente aveva avuto l'ardire di essere più preparata di chi invece "andava assunto" e dunque lo stesso Di Blasio -presala da parte- l'avrebbe consigliata a rinunciare al posto a tempo indeterminato che le spettava per legge per uno a tempo determinato ma con la promessa -poi mai mantenuta- di trovare “una sistemazione migliore”.

La vincitrice di quel concorso decise di assecondare quel consiglio che la procura descrive come una vera e propria intimidazione e traduce nel gergo del codice penale come concussione aggravata.


"MISURA CAUTELARE GIUSTIFICATA PER DARE TRANQUILLITA' AI TESTIMONI"


Gli accertamenti effettuati dalla procura resi noti oggi, risalgono gli ultimi mesi del 2006, così come gli atti intimidatori dell'ex direttore.

Per il Gip, tuttavia, poiché sono stati accertati tentativi di inquinamento delle prove e addirittura atti specifici da parte dell'indagato ad inficiare il lavoro degli inquirenti è stato giudicato potenzialmente ancora “pericoloso”.

Di Blasio rimarrà, infatti, sicuramente per almeno quattro mesi agli arresti domiciliari per evitare che nell'imminenza dell'incidente probatorio possa esercitare pressioni ed influenze sui testimoni.

La procura, infatti, prevede che entro quattro mesi possa essere formalizzata l'acquisizione della prova testimoniale da parte di moltissimi dipendenti dell'azienda.

Sarà questo il momento importante nel quale le future dichiarazioni potranno essere rese e prodotte nel procedimento penale.

Il pericolo di inquinamento di prove e di pressioni su eventuali testimoni è stata dunque giudicata reale da parte del giudice per le indagini preliminari.


«COMPLIMENTI PER LE INDAGINI MA QUESTO E’ IL PRIMO ERRORE CHE FATE»


Quando gli agenti della Mobile hanno bussato alla porta dell'ex direttore quest'ultimo non è riuscito a trattenere la sua sorpresa.

Mentre la polizia gli notificava l'ordine di arresto, Di Blasio si è dichiarato subito innocente e sembra abbia detto «come è possibile? proprio io che mi ha sono sempre opposto a Cantagallo».

In che modo e con quali atti lo abbia realmente fatto probabilmente riuscirà a spiegarlo non appena sarà interrogato, forse fra un paio di giorni.

«Complimenti vivissimi per la sua importantissima inchiesta», avrebbe poi detto allo stesso capo della mobile Zupo, «state facendo grandi cose ma con il mio arresto state commettendo il primo errore».

Insieme a Di Blasio e Cantagallo sono indagati per truffa e falso anche due dipendenti che avrebbero falsificato materialmente e diversi documenti.


08/01/2008 13.51