Fisascat contro «apertura selvaggia» dei negozi

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

1081

ABRUZZO. La Fisascat Cisl di Chieti (Federazione Italiana Sindacati Addetti Servizi Commercio Affini Turismo) contro «l'apertura selvaggia» dei negozi anche di domenica.
«A lavorare per 41 domeniche all'anno dovrebbero essere i consiglieri regionali che hanno votato quel papocchio di legge», commenta Vincenzo Dell'Orefice.
Gli interventi di riforma operati sulla Legge Regionale 24 luglio 2006 n. 25 in materia di criteri di apertura e chiusura degli esercizi commerciali sta ora producendo, secondo la Fisascat «gli effetti nefasti ampiamente anticipati».
Con la convocazione delle Conferenze Servizi da parte degli assessori al Commercio si perfezionerà l'iter amministrativo che sancirà la pressoché totale liberalizzazione delle aperture domenicali e festive degli esercizi commerciali: «non l'ipotetico rischio», spiega dell'Orefice, «ma la certezza di 41 (che potrebbero arrivare a 44 e addirittura a 50, operando un'interpretazione molto estensiva della
norma) giornate domenicali e festive di apertura (e di lavoro) impatterà sulla vita di centinaia lavoratori della nostra provincia operanti nella grande distribuzione, con le ricadute negative in termini di qualità della vita relazionale facilmente immaginabili».
La Fisascat assicura di non essere contraria al lavoro domenicale nel commercio «ma siamo contrari all'apertura selvaggia ed incondizionata dei punti vendita per il semplice motivo che, spesso, questa disponibilità di servizio non costituisce un elemento di competitività degli esercizi commerciali stessi».
In Abruzzo, proprio per l'anomala e sproporzionata presenza della grande distribuzione rispetto alla popolazione residente («e numerosi sono stati in questi anni gli allarmi provenienti da una fonte autorevole come Unioncamere Abruzzo»), «il settore commercio certamente non può essere lasciato a sé stesso», sottolinea il sindacato, «occorre un ruolo di governo e d'indirizzo che gli ultimi atti (legislativi e amministrativi) non fanno intravedere».

07/01/2008 11.22