Francavilla Foro, a 5 km dal centro mancano servizi e comodità

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA AL MARE. A circa cinque chilometri dal centro di Francavilla negli ultimi quindici anni si è espanso un nuovo maxi quartiere residenziale nella zona del Foro, formato da diversi agglomerati di villette. Presa d'assalto dalla speculazione edilizia ha portato nuovi residenti nel Comune, che di fatto, come spesso avviene per zone nuove, si trovano però privati di servizi fondamentali.
In questi giorni l'associazione "Voce del Foro" sta distribuendo un questionario per saggiare gli umori dei residenti, per cercare di stilare una lista di cose che non vanno e di proposte per il futuro, probabilmente anche in vista delle prossime amministrative.
E dalle prime risposte dei cittadini già sono palesi gli umori di chi vive lì e ogni giorno è alle prese con scomodità e disservizi.
«La qualità della vita è scadentissima in una periferia squallida ed abbandonata», ci raccontano alcuni cittadini che vivono lì da qualche anno.
«Viviamo agli arresti domiciliari. Impossibile fare una passeggiata a piedi, non ci sono marciapiedi, o andare a gettare la spazzatura, che dista un centinaio di metri dall'abitazione, senza correre il rischio di essere investiti, i cassonetti sporgono per metà sulla carreggiata, le disposizioni comunali ci obbligano a portare i rifiuti dalle 19 in poi, ma l'illuminazione è insufficiente e le auto sfrecciano a tutta velocità, pertanto è già impossibile azzardarsi di giorno figuriamoci di sera al buio».
«I contenitori sono malandati, pedali incastrati o portelloni con apertura minima, la raccolta vetri non c'è, bisogna portarli a spasso per la città prima di trovare una campana», raccontano ancora.
Storie di ordinario disagio da anni segnalato all'amministrazione comunale.
«Stendiamo un velo pietoso sulla sporcizia e i rifiuti intorno ai cassonetti. La proposta migliore sarebbe quella di tornare alla raccolta porta a porta, si potenzierebbe così anche quella differenziata a cui non tutti aderiscono».
Una cosa è certa, da quelle parti farebbe piacere a tutti se la zona si sviluppasse, ma il primo passo da compiere sarebbe il potenziamento dei servizi. «Si dice a chi acquista una casa qui che aspetteranno anni per la linea telefonica e che internet è un sogno? Che d'estate manca l'acqua e che la corrente elettrica ha frequenti sbalzi di tensione mettendo fuori uso computer ed elettrodomestici?»
Disservizi che difficilmente potranno essere risolti (ammesso ce ne sia la volontà) e per i quali nessuno si occupa. Così le linee telefoniche si guastano facilmente lasciando isolate famiglie e imprese per oltre 10 giorni. Di internet non ne parliamo: la Adsl (quella vera) è fuori discussione e pare che i nuovi arrivati nemmeno potranno averla. O meglio, i contratti si pagano comunque e le compagnie allacciano formalmente il servizio ma la velocità e poco sopra i vecchissimi 56kb.
Pecche che gettano ombre pesantissime sulla reale qualità della vita in questa zona (e pure sui prezzi stratosferici degli immobili).

«Da qualche anno», raccontano ancora i residenti esasperati, «è stato realizzato un rondò "pattumiera", mai adornato con piante o fiori, all'ingresso/uscita della variante Anas, splendido biglietto da visita per chi si trova a passare da queste parti. Alle nostre lamentele i vigili hanno risposto che la pulizia dipende dall'Anas e così se ne sono lavati le mani. Mancano i marciapiedi e dove sono stati fatti non sono utilizzati dai pedoni ma occupati da macchine o cassonetti, quindi anche lì le persone rischiano la vita dovendo camminare sulla strada».
I vigili dove sono?
«Ogni tanto, per fare cassa, si appostano con le macchinette a fare multe a chi supera i 50 km orari, ma mai alle macchine in sosta vietata o alle biciclette contromano nelle strade a senso unico.Esiste il caos più assoluto all'altezza della rotatoria sulla nazionale e chi prende la direzione di Passo Lanciano trova la curva ostruita da macchine parcheggiate in malo modo o camion fermi in riparazione presso l'officina, pericolosi ostacoli per i veicoli in transito».
La mancanza di parcheggi rende impossibile svolgere tutte le attività quotidiane come «recarsi all'ufficio postale, in farmacia o in lavanderia. Così per comprare il pane. In estate per andare al mare il problema è identico e penalizza non solo i residenti ma anche chi viene dall'entroterra».
E' palese che nessuna attività commerciale potrà progredire a queste condizioni. «Noi e chi come noi è costretto a prendere l'auto va altrove a fare la spesa o shopping. Non ci si conosce perché manca un punto d'aggregazione: non c'è una piazza nè verde pubblico attrezzato dove poter trascorrere qualche ora di svago in compagnia dei residenti».
Altra nota dolente anche i mezzi pubblici: «linee ridotte. Passa solo la linea numero 1» E molto spesso c'è chi sceglie la periferia per respirare aria buona e salubre ma anche su questo ci sono molti dubbi: «quanto salubre sarà quest'aria», si domandano i residenti, «se nei pressi della nostra abitazione ci sono capannoni con il tetto di amianto di vari metri quadrati? Tempo fa ci siamo informati per la rimozione, ma era stato istituito un ufficio, non ricordiamo se della provincia o della regione, preposto a fare solo un censimento degli edifici con amianto e ci riferirono che per lo smaltimento non era ancora stata presa alcuna decisione in merito».
Oltre a ciò è impossibile tenere aperte le finestre per altri due gravissimi motivi: il depuratore di Miglianico maleodorante e l'ingente quantità di zanzare. «Possibile che non si faccia una disinfestazione efficace in tutta la città? Sempre i vigili ci hanno riferito che la disinfestazione si fa ma solo lungo le strade principali. E chi abita un po' all'interno deve essere mangiato vivo?
Non si utilizzano anche i nostri soldi per affrontare questa spesa? E perché non dobbiamo usufruire degli stessi benefici? Esiste una sola maniera per essere ascoltati», sostengono i cittadini, «astenersi dal voto amministrativo finchè non ci siano provvedimenti scritti ed approvati per il Foro. Noi dobbiamo pensare al vivere bene dell'intera comunità utilizzando al meglio i nostri soldi, non facciamoci abbindolare ancora una volta perché, ormai lo hanno capito anche le pietre, ai politici interessa la loro sistemazione personale».
Ci si aspettano allora una valanga di nuove fiammanti promesse dai candidati sindaci.


07/01/2008 9.55