D'Alfonso sotto inchiesta:«non c'è trippa per gatti»

Alessandro Biancardi

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D'Alfonso sotto inchiesta:«non c'è trippa per gatti»
PESCARA. «La mia opinione è che non c'è trippa per gatti». Il giorno dopo la conferenza stampa per fornire la sua versione sui fatti emersi dalla stampa, tengono banco ancora le vicende giudiziarie del sindaco Luciano D'Alfonso. Così, facendo riferimento alla inchiesta sul concorso del suo pupillo diventato dirigente, fa capire chiaramente che non ci sarebbero elementi sufficienti per sostenere le ipotesi accusatorie.
Tra le altre cose oggi il sindaco ha chiarito che - sempre e solo per la vicenda di Dezio - si sarebbe recato nella segreteria del pm per ritirare l'avviso di garanzia e fotocopiarsi il faldone dei documenti probatori (che ora ha il diritto di conoscere).
Fatto che deve essere successo nel pomeriggio di ieri visto che in mattinata aveva affermato di non aver ancora ricevuto l'avviso di garanzia e di non conoscere nello specifico le accuse.
«Un faldone alto così», ha specificato indicando con la mano una immaginaria risma di fogli che ipoteticamente potrebbero superare le 400 pagine.
«Dalla lettura delle carte», ha detto D'Alfonso, «ho capito che col concorso di Dezio io non c'entro nulla. L'avviso ricevuto per abuso e concorso in abuso riguarda altro, e cioè le funzioni di economo provveditore assegnate a Dezio e l'incarico che gli è stato assegnato come dirigente».
«A questo proposito - ha chiarito il sindaco - «è indiscutibile che il sindaco possa scegliersi il dirigente di staff. E poi, l'abuso deve determinare un vantaggio. Ma qual è - si è chiesto il primo cittadino – il vantaggio che ho procurato a Dezio, visto che la somma da lui percepita è la stessa? L'unico che si è avvantaggiato, in questa vicenda, è stato il Comune di Pescara, che ha risparmiato 100mila euro».

L'ALTRA INCHIESTA SULL'URBANISTICA PER CORRUZIONE

Per le altre vicende giudiziarie più recenti il sindaco sarà sentito dal pm probabilmente tra il 3 ed il 5 gennaio. In quella occasione il vertice della giunta, secondo la procedura, potrà fornire solo "deposizioni spontanee".
Ma su quali argomenti, visto non può conoscere ancora i fatti contestatigli?
E' chiaro che D'Alfonso andrà a parlare del fondaco avuto in uso per qualche tempo.
«Credo che sia stata l'amministrazione ad avvantaggiarsi», ha detto su questo argomento ancora una volta stamattina.
E parlando dell'ultima inchiesta D'Alfonso ha calamitato tutta l'attenzione sull'utilizzo del locale chiarendo aspetti e particolari che tuttavia con l'inchiesta nel suo insieme non occupano che una posizione totalmente marginale. Infatti nella relazione di più di mille pagine gli investigatori hanno ricostruito relazioni e fatti giudicati rilevanti e comunque numerosi e diversi.
E non bisogna nemmeno dimenticare la vicenda dell'area di risulta, una parte dell'intera inchiesta, questa coordinata dal solo pm Aldo Aceto il quale ha commissionato una perizia tecnica che dovrà valutare la correttezza formale della documentazione relativa all'appalto e valutare, questa volta esclusivamente con rilevanza penale, se quel bando di gara non sia stato scritto appositamente per una specifica ditta.
Evidentemente in procura sono convinti di poter chiarire questo aspetto da una attenta analisi sulla documentazione sequestrata.
Che cosa succederà allora all'audizione di D'Alfonso?
Il sindaco potrà parlare liberamente e dire quanto crede su argomenti che riterrà opportuno toccare ed intuisce oggetto di indagine.
Il pm in questa fase non potrà fare domande nel senso che la deposizione spontanea non è un interrogatorio.
Tuttavia potrebbe verificarsi l'ipotesi nella quale il pm potrebbe decidere di "aprire le carte" e allora rendere edotto il primo cittadino indagato delle accuse specifiche e consegnargli contestualmente l'avviso di garanzia.
Questo implicherebbe una svolta decisiva alle indagini ed un cambio di rotta (impossibile senza la fuga di notizie).
Potrebbe significare anche la fine delle indagini, cioè tutto il materiale raccolto sarà oggetto del futuro eventuale processo senza poter aggiungere altro.
In questo caso vi sarà un vero e proprio interrogatorio e lo scivolamento progressivo verso l'ipotetica richiesta di rinvio a giudizio e anche l'inizio della fase processuale vera e propria.
Una ipotesi, la seconda, decisamente più favorevole al sindaco che così imprimerebbe una accelerazione ma in un certo senso avrebbe anche la certezza di poter stare tranquillo e pensare a difendersi dalle accuse.
Nelle ipotesi più gravi, infatti, l'avviso di garanzia viene consegnato contestualmente all'arresto.

LE ALTRE INDAGINI DELLA PROCURA

Sul fronte delle indagini, invece, tutto tace; come nei momenti più delicati già vissuti, la Procura alza una cortina di silenzio, una sorta di protezione massiccia da attacchi, strumentalizzazioni o passi falsi.
Mentre continuano a circolare voci di vario genere e attacchi con lettere anonime o fughe di notizie che sembrerebbe tuttavia non abbiano compromesso il lavoro degli investigatori.
Così come da mesi circolano voci sul trasferimento del capo della Squadra Mobile, Nicola Zupo, che ha coordinato le più importanti indagini degli ultimi due anni da Montesilvano a Pescara.
Nell'ultima tornata di avvicendamenti tuttavia non figura il suo nome nonostante tentativi e proposte di spostamenti.
Un avvicendamento che avrebbe di sicuro minato il lavoro ancora in corso, così come accaduto per l'avvicendamento dei vertici della finanza nell'ambito della inchiesta Fira.
Altri spostamenti in questura potrebbero essere previsti in primavera.
Per il momento tuttavia è stato promosso l'ex vice di Zupo, Pierfrancesco Muriana, attuale capo delle volanti della polizia che andrà ad Ascoli Piceno a dirigere la Squadra Mobile.
E dopo il capodanno già nei primissimi giorni di gennaio si potrebbero avere sviluppi proprio per l'inchiesta Ciclone già chiusa per la quale si attende la formalizzazione del rinvio a giudizio.
Ma anche per lo scandalo più recente dei concorsi di Montesilvano in cui si ipotizza qualche taroccamento prevede nuove mosse a breve con gli interrogatori dei 16 indagati tra i quali figurano gli amministratori comunali Carbani e Marchegiani, oltre al responsabile provinciale di An, Lorenzo Sospiri.

29/12/2007 13.45

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=13195]LA NOTIZIA:D'ALFONSO INDAGATO PER CORRUZIONE[/url]