Anche il governo sceglie Air France. Carlo Toto infuriato attacca

Alessandro Biancardi

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Anche il governo sceglie Air France. Carlo Toto infuriato attacca
ROMA. Sembrerebbe la parola fine sulla vicenda Alitalia. La soppressione definitiva delle speranze per l’imprenditore abruzzese Carlo Toto. Il Governo sceglie la soluzione francese e da' il suo ok all'Alitalia per una trattativa in esclusiva con Air France. CARLO TOTO ALL’ATTACCO:«NON VINCE IL MERCATO E NEMMENO LA TRASPARENZA»


LA VIGNETTA DI GIO



A conclusione del Consiglio dei ministri l'annuncio e' arrivato dal ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa, che ha avuto dal Cdm il mandato per seguire il negoziato.
«Siamo convinti che la valutazione data dal Cda di Alitalia sia corretta. La trattativa in esclusiva - ha affermato il ministro - durera' circa otto settimane. Seguiro' la trattativa come azionista e come Governo».
Il via libera del governo arriva mentre a Malpensa divampa la protesta di chi non vuole la soluzione francese. Ieri il presidente del Consiglio Romano Prodi aveva detto che la decisione su chi sara' l'acquirente sara' presa «senza ascoltare le proteste».
E proprio stamane al terminal 1 nell'hub milanese e' iniziato un presidio di Alleanza Nazionale per dire no a «scelte affrettate» e «giu' le mani da Malpensa».
Presente il capogruppo di An alla Camera dei deputati, Ignazio La Russa, che ha ricordato il favore del partito per una scelta dell'acquirente «soprattutto italiano» e ha senza mezzi termini
parlato di 'colpo di mano' del governo per Alitalia.
«Non prendiamoci in giro. Non credo sia possibile rovesciare una indicazione del Cda di Alitalia presa all'unanimita'» aveva detto prima di entrare al Consiglio dei ministri il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio.
«E' difficile - ha anche aggiunto il ministro - sostenere la questione dell'italianita' con una compagnia che fa parte della Ue. Lo Stato francese detiene solo il 15% di Air France. Se ci
fosse uno scambio azionario lo Stato italiano potrebbe mantenere una sua quota di capitale...».
Intanto per salvare Malpensa si continua a cavalcare l'ipotesi di una compagnia del Nord.
In un documento firmato dai segretari regionali del Pd Maurizio Martina, della Lombardia; Paolo Giaretta, Veneto; Gianfranco Morgando, Piemonte, e Bruno Zvech, Friuli Venezia Giulia si chiede un piano di investimenti per il network aereo di Lombardia, Veneto, Piemonte e Friuli.
«In questi anni - si legge nel documento - l'accessibilita' aerea e' diventata uno dei fattori essenziali per lo sviluppo e la competitivita' delle economie territoriali. L'aeroporto di Malpensa costituisce un patrimonio competitivo utile all'intero sistema economico del nord. Un patrimonio importante ma di certo non ancora pienamente sfruttato».
Intanto i sindacati esprimo a caldo «disappunto» per una scelta del governo definita, senza mezzi termini «autoritaria».
Per ora l'imprenditore abruzzese titolare di Airone, Carlo Toto, non commenta ma sembrerebbe, a meno di colpi di scena, la fine di una ipotesi di acquisizione della compagnia di bandiera da parte del vettore italiano, unico rimasto in gara nelle fasi finali della aggiudicazione pubblica.

28/12/2007 17.12

CARLO TOTO ALL'ATTACCO:«NON VINCE IL MERCATO E NEMMENO LA TRASPARENZA»

«Quella del governo è una decisione sorprendente che smentisce quanto dichiarato pochi giorni fa dal CdA di Alitalia, - ovvero che il Governo avrebbe esaminato in modo approfondito le due proposte – e che conferma la non disponibilità ad un confronto trasparente tra i due progetti».
Commenta così in maniera netta il presidente di Airone, Carlo Toto.
«E' stata assunta una scelta», sostiene, «senza che sia stata data la possibilità di illustrare ed approfondire il nostro progetto, presentato lo scorso 6 dicembre, né con gli advisor di Alitalia, né con l'azionista di controllo, né con il Governo».
Secondo l'imprenditore abruzzese il piano presentato dal suo gruppo «prevede non solo la ristrutturazione, ma anche il rilancio di Alitalia, sia per la parte volo, che per la parte di servizi a terra».
«E' un piano che assicura 5.3 miliardi di euro di investimenti, sostituzione ed integrazione della flotta in tempi brevi con l'ingresso di 130 nuovi aerei di ultima generazione, incremento di 29 rotte nazionali, consolidamento di quelle internazionali, sviluppo dell'offerta intercontinentale di oltre il 30% con rafforzamento sia di Malpensa che di Fiumicino, costituzione di un grande polo di eccellenza nella manutenzione, definizione di una forte partnership internazionale».
L'integrazione con Air One poi, sempre secondo Toto, permetterebbe ad Alitalia di tornare ad essere un grande player europeo e, dall'altra parte, all'Italia di mantenere la propria Compagnia di bandiera.
«Se l'Italia rinuncia al nostro progetto, spreca una grande opportunità, oltre che la capacità di competere in “serie A”», attacca duro Toto, «siamo un Paese che sta semplicemente scegliendo di autodeclassarsi, svendendo un asset strategico nazionale e così contribuendo ad un grave indebolimento strutturale. Oggi non ha vinto il mercato, perché in quel caso ci sarebbe stata trasparenza nella decisione e ci sarebbe stato un confronto serio e chiaro tra i due piani. Oggi ha perso l'Italia, i cittadini, l'industria del turismo, le nostre imprese che concorrono con sempre maggiori pressioni sui mercati esteri.
Cosi' non va bene. Credo che sia un dovere fare molto di più e credo anche che il nostro Paese abbia le competenze e le capacità per farlo, come tante aziende italiane hanno potuto dimostrare».
«Vigileremo con grande attenzione», conclude Toto, «affinchè nelle prossime settimane vengano resi noti gli aspetti qualificanti della proposta selezionata, ad oggi in buona parte sconosciuti. L'Italia ed il trasporto aereo, settore strategico nazionale, non possono permettersi di arrendersi in questo modo di fronte a grandi gruppi internazionali che si portano via fette ricche del nostro mercato. Per quello che ci sara' possibile, saremo attenti guardiani affinche' questo non avvenga».

28/12/2007 19.35