Domani giorno decisivo per il Centro Oli di Ortona

Alessandro Biancardi

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ORTONA. Che sia davvero il giorno decisivo domani per il Centro Oli di Ortona? Può darsi, anche se le cose sembrano aver già preso una piega più che certa. Sono stati molti, infatti, i segnali (atti amministrativi) che hanno spianato la strada alla costruzione della mini raffineria dell’Eni.


ORTONA. Che sia davvero il giorno decisivo domani per il Centro Oli di Ortona? Può darsi, anche se le cose sembrano aver già preso una piega più che certa. Sono stati molti, infatti, i segnali (atti amministrativi) che hanno spianato la strada alla costruzione della mini raffineria dell'Eni. D'altro canto, invece, sono stati praticamente nulli gli atti che possono in qualche modo testimoniare una volontà a recedere dal proposito di costruire un complesso industriale piantato nel mezzo dei vigneti. Mentre i lavori sarebbero già cominciati.
«Per il Centro Oli di Ortona domani è il giorno della verità» è quanto sostiene il consigliere regionale di An Fabrizio Di Stefano, il quale annuncia che «è già depositato un mio emendamento alla finanziaria regionale che – nelle more della istituzione del Parco della Costa Teatina – prevede la sospensione delle autorizzazioni per l'insediamento di impianti industriali ad alto impatto ambientale».
Se dovesse passare questo emendamento il problema sarebbe almeno rimandato.
Ma a decidere saranno i problemi politici che sconvolgono l'attuale maggioranza di centrosinistra.
Come si comporterà infatti il consiglio comunale che già aveva votato in maniera alquanto netta e contraria al Centro oli?
Sarà coerente alla precedente decisione o si rimangerà il voto dimostrando di avvicinarsi alla volontà del presidente della Regione Del Turco?
Un bel dilemma. Di certo non sfuggono le lacerazioni interne al Pd con il suo segretario, Luciano D'Alfonso, schierato per il No e Del Turco assolutamente a favore e senza mezzi termini, in questo caso in piena sintonia con l'amministrazione comunale di centrodestra.
«È innegabile, infatti – prosegue il consigliere di An – che, alla luce dei dati diffusi dal Mario Negri Sud, la questione va rivista nel suo complesso, con un supplemento di studi sulle ripercussioni che il Centro Oli avrebbe nei confronti dell'ambiente, della salute dei cittadini e su due settori strategici per l'economia locale quali l'agricoltura ed il turismo di tutto il territorio interessato».
«Il senso del mio emendamento, quindi, non ha nulla di pregiudiziale – spiega Di Stefano – ma solamente aderisce alla volontà, manifestata da più parti, di mettere sul piatto della bilancia i pro e i contro derivanti dall'insediamento, perché il benessere pubblico non può essere barattato con i proventi delle royalties, che sembra l'unico argomento interessare a un certo settore della classe politica abruzzese».
«Domani, nel corso del dibattito in Aula – conclude Di Stefano – verificheremo se, alle parole, gli esponenti politici che in questi mesi hanno espresso perplessità sull'insediamento voteranno a favore dell'emendamento, oppure, come troppo spesso è accaduto in passato, preferiranno far prevalere la logica di partito o di coalizione alla coerenza delle posizioni assunte sulla vicenda».
27/12/2007 15.20