Lotta al randagismo, "promossa" la strategia della Provincia

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il report del piano triennale dimostra che la campagna nelle tre Zrc vestine ha funzionato

E' tempo di bilanci per il piano triennale di prevenzione e controllo del randagismo attuato dalla Provincia e dall'Ufficio di Sanità Animale della Ausl di Pescara nei tre Istituti di protezione faunistica di Penne, Loreto Aprutino e Brittoli-Pietranico.
Si è conclusa, infatti, l'ultima fase (febbraio-novembre) del progetto avviato nel 2005 dal servizio Tutela e valorizzazione dell'ambiente d'intesa con l'assessorato alla Tutela del cittadino guidato da Mauro Di Zio, al quale ha collaborato anche la sezione pescarese dell'Enpa, coordinata da Carmelita Bellini, che si è preoccupata di cercare un'adeguata sistemazione ai randagi individuati nel comprensorio.
Il primo aspetto che salta all'occhio passando in rassegna i risultati degli interventi è la notevole diminuzione dei cani di proprietà “microchippati” gratuitamente dal veterinario convenzionato Marcello Palombo, che è stato affiancato nelle attività sul campo dall'agente Silvano D'Andrea della Polizia provinciale e dall'operatore faunistico della Provincia Antonello Zanghi.
Da 345 esemplari ai quali nel 2005 è stato applicato il microchip identificativo, si è scesi a 115 nel 2006 e quest'anno a 45 (su 80 nuovi cani padronali censiti, 54 maschi e 26 femmine), con un incremento dell'11,5%: una percentuale così contenuta dimostra che ormai, grazie alla capillare opera di informazione e sensibilizzazione attuata dall'amministrazione provinciale con convegni, brochure e visite a domicilio, la maggior parte dei residenti nelle zone interessate dal piano denuncia il proprio animale all'anagrafe canina della Regione.
I valori più alti si registrano ancora nella “zona di ripopolamento e cattura” di Loreto, dove si è passati da 176 cani a 27 e infine a 22; a Penne il numero è diminuito da 79 a 19, fino a 8; invece nella Zrc di Brittoli-Pietranico i quattro zampe registrati negli ultimi dieci mesi dalla Provincia sono stati 15, contro gli 82 del 2005 e i 69 dell'anno scorso.
Obiettivo raggiunto anche sul fronte sterilizzazioni: nel 2007 sono state sterilizzate 6 cagne utilizzando quanto restava dei 6mila euro (135 a cane) stanziati dall'ente per pagare i veterinari privati scelti dai padroni stessi. Un traguardo apprezzabile, se si considerano anche le quasi 30 femmine operate nel biennio precedente.
Per catturare i cani vaganti ritenuti pericolosi, nei punti strategici delle Zrc di Penne e Loreto sono state installate due gabbie-trappola con esca, costantemente monitorate, all'interno delle quali sono finiti due randagi.
Su richiesta della Ausl, quello preso a Loreto è stato anche sottoposto all'esame del Dna per la forte somiglianza con un coyote, ma l'analisi ha dato esito negativo: a quanto pare, si tratta di un comune cane domestico. Gli animali recuperati con le gabbie sono stati poi portati al canile sanitario per le procedure previste nei casi di randagi catturati sul territorio.
Tra le contrade Colle Trotta e Pagliari di Penne, inoltre, sono stati fatti diversi sopralluoghi per ricostruire la composizione di un gruppo di randagi segnalato dai cittadini, al momento costituito da 4 adulti e 4 cuccioli.
«Il randagismo – sottolinea Franco Recchia, direttore del servizio Tutela dell'ambiente – esiste perché, come nella gestione faunistica, la strutture preposte sono totalmente disorganizzate e soffocate da una burocrazia lenta e cavillosa che impedisce di fatto ai pochissimi tecnici efficienti di lavorare adeguatamente».
27/12/2007 9.36