Imprenditore teramano nei guai per maxi evasione di 1 mln di euro

Alessandro Biancardi

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TERAMO. E’ una truffa milionaria ai danni delle casse dello Stato quella realizzata in meno di 8 mesi da una nota società distributrice di giochi da intrattenimento e scoperta dalla Guardia di Finanza di Teramo.
Da dicembre scorso ad agosto di quest'anno, l'azienda teramana è riuscita ad accumulare una maxi evasione di oltre 1 milione di euro per mezzo del mancato versamento del Prelievo Unico Erariale, noto con l'acronimo di PRE.U., ossia attraverso l'omesso pagamento delle imposte dovute per l'installazione delle cosiddette New Slot e calcolate sulla base delle giocate di questi apparecchi.
Ma gli accertamenti in corso potrebbero svelare una truffa di dimensioni ben superiori.

E' proprio per assicurare alle casse dello Stato almeno una parte del ristoro dall'ingente danno subito che la Procura della Repubblica di Teramo ha repentinamente richiesto ed ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari l'autorizzazione a sequestrare in via preventiva conto corrente, terreni, fabbricati, partecipazioni e quote societarie di sei aziende teramane e romane riconducibili al principale indagato: un trentenne teramano già noto alle Fiamme Gialle.
Con la complicità di un proprio dipendente, secondo la procura, l'imprenditore teramano era riuscito a sottrarsi al pagamento delle imposte inviando alla Snai - raccoglitrice delle omesse per conto dello Stato - delle false dichiarazioni di inattività, o addirittura di rottamazione, dei propri apparecchi.
Al contrario, tuttavia, le New Slot raccoglievano scommesse all'interno di numerosi bar e circoli della provincia di Teramo e non sarebbero mai state individuate nel corso dei controlli.
Gli indagati si erano persino premurati difatti di simulare il collegamento dei videogiochi alla rete telematica dei Monopoli di Stato mediante modem disattivati ma con led luminosi accesi e simulanti la trasmissione di dati.
Inoltre i baristi e gli esercenti erano ignari della falsità di tali collegamenti e sono rimasti del tutto sorpresi nell'apprendere dai Finanzieri che i nulla osta che attestavano la regolarità degli apparecchi fossero del tutto privi di valore.
Solo l'attenta attività investigativa dei Finanzieri, condotta in collaborazione con l'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato di Pescara, ha permesso di smascherare la truffa e sequestrare nel corso dei controlli 74 congegni per il gioco che nel corso delle operazioni l'imprenditore ha cercato inutilmente di sottrarre ai controlli.

8 MILIONI DI EURO INCASSATI SENZA PAGARE TASSE

A seguito dei primi riscontri degli inquirenti eseguiti attraverso l'analisi delle Banche dati e l'esame di data-base ricostruiti dagli investigatori, il profitto incassato dall'imprenditore teramano in completa evasione delle imposte supera 8 milioni di euro.
«E poiché per la truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato», spiegano dal comando provinciale di Teramo della Guardia di Finanza, «è prevista dalla normativa nazionale un particolare regime, Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Teramo, condividendo pienamente le ipotesi investigative prospettate dalla locale Procura della Repubblica, ha ordinato il sequestro di conti correnti, case, magazzini, terreni e quote di società fino ad un ammontare che coprisse gran parte del profitto illecito indebitamente intascato dall'imprenditore».
L'istituto giuridico applicato è quello del cosiddetto “sequestro per equivalente” e permette alla Giustizia di porre sotto sequestro i beni dell'indagato anche se tali beni non costituiscano direttamente il profitto del reato.
La particolare previsione normativa permette pertanto di congelare i beni dell'indagato ed evitare che gli stessi possano essere ceduti in danno del futuro risarcimento dell'erario.
Allo stato attuale sono ancora in corso ulteriori indagini per l'esatta individuazione delle responsabilità e delle somme indebitamente trattenute dagli indagati.

21/12/2007 10.34