L'ultima edizione del "Vasto Film Festival" finisce sotto inchiesta

Alessandro Biancardi

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VASTO. Blitz della Finanza in Comune ieri mattina. Una inchiesta aperta dopo mesi di articoli di fuoco sui giornali vastesi.
E' stato un blitz che ha colto tutti di sorpresa quello di ieri mattina al Comune di Vasto, compiuto dalla Guardia di Finanza di Chieti. O forse no.
I militari hanno richiesto ti ottenere e portato via tutti gli atti relativi all'edizione 2007 del "Vasto Film Festival", quella che si è svolta lo scorso agosto.
Gli inquirenti adesso dovranno verificare la correttezza della delibera di giunta, approvata poi a maggioranza dal Consiglio comunale, che assegnava a pochi giorni dall'avvio della manifestazione ad una ditta esterna l'organizzazione della Rassegna cinematografica nata negli anni '90.
Si tratta della Erre Cinema su cui più volte la stampa vastese ha avuto da ridire. Un affidamento che era stato presentato come un rinnovamento, un vero e proprio restyling ma che in realtà si è sempre portato dietro insinuazioni e polemiche.
Sulla vicenda era stata chiesta nei mesi scorsi, ad iniziativa del consigliere Guido Giangiacomo di centrodestra, anche la costituzione di una commissione d'inchiesta per verificare l'affidamento dell'organizzazione.
L'amministrazione comunale adesso non si sbilancia.
Dopo la notizia del blitz ha solo inviato un comunicato stampa in cui si dice tranquilla e assicura di essersi messa a disposizione «della Finanza per fornire ogni documentazione e informazione relative a questo evento affinché si faccia piena luce e chiarezza su una vicenda, amplificata da una campagna di stampa pressante, sulla quale anche il Consiglio comunale aveva deciso di effettuare, attraverso la istituenda commissione di vigilanza, un controllo sugli atti».
Come sempre più spesso accade in queste situazioni gli amministratori pubblici si dichiarano contenti di questa indagine in corso per la «definitiva chiarezza che verrà fatta sul Vasto Film Festival, al fine di sgomberare il campo da dubbi ed insinuazioni sulle procedure seguite che hanno certamente favorito l'intervento delle autorità di controllo».

MESI DI DUBBI E DI ATTACCHI

Ma nei giorni che hanno preceduto e seguito la rassegna cinematografica a Vasto i giornali locali hanno più volte parlato della vicenda dell'assegnazione . Tra questi il giornale Polis di Davide D'Alessandro chiedeva di vederci chiaro.
Il 28 settembre, (ad evento concluso, quindi) il giornale avanzava dubbi sulla organizzazione della rassegna.
«Truocchio (il referente della Erre Cinema e direttore artistico, ndr) è un grande organizzatore, sostiene, e con i 145 mila euro di Regione, Provincia e Comune (cioè nostri), ha pensato alla Bosè, alla Chiatti, a Salemme, a Ozpetek e a Placido. Questi personaggi, però, come sostenuto da Polis», scrive il giornalista, «costano infinitamente meno dell'intera cifra messa a disposizione dagli Enti pubblici (cioè da noi). Ma Truocchio, da grande organizzatore, ai personaggi ha aggiunto tante altre voci (di spesa), per rendere le cinque serate più liete, sostiene».
E sempre negli stessi giorni «con telegrammi al Comune di Vasto sarebbero stati minacciati ricorsi alla Procura della Repubblica e messo in mora lo stesso per la falsità e l'inesistenza di documenti circa le voci di spesa relative al Vasto Film Festival, così come presentate dal vicesindaco e assessore al Turismo, Nicola Del Prete, nel corso della conferenza stampa accanto a Remigio Truocchio».
Una vicenda intricata che ora passa sotto il vaglio della finanza che dovrà ricostruire le vicende entrandoci dentro e chiarire quanto accaduto dietro le quinte della manifestazione.

20/12/2007 9.54