Scoperta frode fiscale tra Chieti e Pescara: evasa Iva per 3 mln

Alessandro Biancardi

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PESCARA-CHIETI. Oltre 3 milioni di euro di Iva e un maggiore imponibile ai fini delle imposte dirette superiore a 8 milioni sono stati sottratti all’erario in Abruzzo.
E' questo il risultato dell'attività di analisi e controllo, coordinata dal Settore Accertamento della Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate e condotta dall'ufficio di Chieti, nei confronti di alcuni concessionari di automobili che operano tra le province di Chieti e Pescara.
L'operazione ha messo in luce il meccanismo evasivo noto come “frode carosello” più volte emerso nell'ambito di indagini fiscali nel commercio di auto.
In pratica, alcuni soggetti acquistavano autovetture da destinare al mercato italiano da un paese comunitario omettendo il pagamento dell'Iva, per poi rivenderle a concessionari “complici”, a prezzi naturalmente ridotti in misura pari all'Iva non versata. Questi soggetti, che di fatto si interponevano tra i fornitori comunitari e i concessionari italiani, rilasciavano comunque fatture con addebito dell'Iva, pur in assenza dei requisiti soggettivi.
L'operazione fraudolenta avrebbe prodotto un duplice effetto: da un lato, permettere ai concessionari di registrare fatture passive con diritto a detrarre l'imposta Iva, che in realtà non veniva versata dall'interposto; dall'altro, vendere le vetture a prezzi sensibilmente ridotti, in virtù del mancato versamento dell'Iva, con evidente distorsione della libera concorrenza.
Al termine dell'indagine, che ha portato i verificatori dell'ufficio di Chieti a richiedere riscontri e analoghi interventi in altre regioni, i soggetti coinvolti nella frode sono stati segnalati all'Autorità Giudiziaria competente.

18/12/2007 16.57