Il Tar annulla il bando ma il Comune non vuole rifare la gara

Alessandro Biancardi

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Il Tar annulla il bando ma il Comune non vuole rifare la gara
AREA DI RISULTA. PESCARA. C’è grande confusione e come sempre accade una ridda di commenti che tirano la “giacca” alle due sentenze del Tar sull’affidamento dell’appalto delle aree di risulta alla ditta Toto. Infatti sono due i ricorsi presentati:uno dalla associazione Codici e uno dai consiglieri di opposizione, ricorsi che sono rimasti distinti generando due sentenze diverse. LE SENTENZE INTEGRALI, LE POLEMICHE E L'AMBIGUITA'
Dalla lettura delle sentenze si evince chiaramente come ad uscirne male sia innanzitutto l'amministrazione comunale, la giunta ed i dirigenti che hanno orchestrato l'intera procedura che tuttavia non è stata annullata.
Nonostante il goffo tentativo di ieri della giunta e del sindaco di manipolare il peso di una sentenza che annulla provvedimenti amministrativi illegittimi.
Sono infatti state mosse pesanti censure dallo stesso tribunale nella parte in cui si parla di Ztl, di chiusura dl centro cittadino, di tariffe e di parcheggi che supererebbero la cifra di 4000, tutti da gestire grazie alla vittoria di un appalto che prevede la riqualificazione e, dunque, la realizzazione di opere in un'altra zona della città.

In sostanza, viene ripresa in pieno la parte che è stata lungamente contestata in questi mesi di diatribe politiche e che alla fine si riassumeva con l'aver aggiunto una serie di condizioni che erano “eterogenee” alla riqualificazione stessa dell'area della ex stazione.
Se è vero che la giunta non ne esce bene, nonostante i commenti positivi di giubilo, è anche vero che viene respinto integralmente anche il ricorso dei consiglieri comunali di centrodestra, con a capo il senatore Andrea Pastore, perché hanno dimenticato che i membri del consiglio non possono proporre questo tipo di ricorso.
Il Tar lo ha detto chiaramente, rigettando il ricorso e giudicandolo inammissibile. Ha bacchettato l'opposizione che parlava di «scippo delle funzioni del consiglio» ma loro stessi si riferivano ad atti che, invece, Il Tar ha stabilito essere competenza dei dirigenti. Inoltre, il ricorso “politico” è stato giudicato tardivo perché contestava atti amministrativi ormai superati.
Se il Tar è riuscito ad esaminare il merito, allora, il contenuto della intricata faccenda, lo si è dovuto esclusivamente alla associazione Codici patrocinata dagli avvocati Fabrizio Rulli e Mauro Talamonti.
La prima Sezione ha perciò prima confutato le censure opposte dagli avvocati del Comune circa una ipotetica non legittimazione da parte della associazione dei consumatori e poi è passata all'esame del merito.
Ed è subito chiaro scorrendo quanto disposto che il Tar -accogliendo il ricorso di Codici- annulla la determinazione del dirigente del Centro di responsabilità dei lavori pubblici che aggiudica in maniera definitiva la gara.
«Annulla altresì», si legge ancora, «le deliberazioni della giunta del 22 aprile 2006 n.389 e 6 luglio 2006 n.626, 14 settembre 2006 n.743 e la determinazione dirigenziale del 7 luglio 2006 n.89/br ed il relativo bando di gara».
In estrema sintesi, accogliendo le motivazioni esposte dall'associazione, il Tar ha stabilito che gli aspetti inerenti la determinazione della Ztl, delle tariffe e dei parcheggi fossero competenza del Consiglio comunale e non potevano essere decise dalla giunta, di qui l'annullamento delle delibere su citate.
Dovrà dunque essere il consiglio a decidere tutto quanto.
A questo punto non si esclude nemmeno la ripetizione della gara nel caso in cui l'assemblea dovesse decidere parametri diversi da quelli stabiliti dalla giunta.
A pesare infatti è quell'annullamento del bando di gara che sembrava essere passato “inosservato” finora.

CHE COSA E' STATO ANNULLATO

- BR LL.PP. del Comune di Pescara 23 aprile 2007, n. 364, di aggiudicazione definitiva alla ditta Toto Costruzioni s.p.a. della concessione della progettazione, costruzione e gestione funzionale ed economica degli interventi di riqualificazione urbana dell'Area di risulta della ex Stazione centrale di Pescara;

- la determinazione dirigenziale 7 luglio 2006, n. 089/BR, di indizione della gara,

- il bando di gara

- la deliberazione della Giunta municipale di Pescara 22 aprile 2006, n. 389, con la quale la Giunta municipale di Pescara ha preso atto dell'esito negativo della gara precedentemente indetta ed ha impartito alle strutture tecniche del Comune formale indirizzo al riavvio del procedimento finalizzato all'emanazione di un nuovo bando, riesaminando anche “il piano economico-finanziario anche al fine di contenere l'impegno finanziario dell'Ente”;

- 6 luglio 2006, n. 626, con la quale la stessa Giunta ha approvato un nuovo progetto preliminare relativo all'intervento in questione ed un nuovo bando, nel quale è stata prevista, con riferimento all'art. 143 del D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163, quale controprestazione a favore del concessionario la gestione funzionale ed economica delle opere realizzate; in aggiunta, per perseguire l'equilibrio economico-finanziario degli investimenti effettuati è stata anche previsto l'affidamento della gestione degli accessi e dei parcheggi nel numero di 600 posti nella zona a traffico limitato (ZTL) e di ulteriori 1.000 posti nelle zone di sosta controllata (ZSC), secondo quanto previsto dal Piano generale dei trasporti urbani (P.G.T.U.), approvato con deliberazione del consiglio comunale 15 dicembre 2005, n. 298.

- delibera 14 settembre 2006, n. 743, la giunta ha “condiviso” gli elaborati della procedura predisposti dall'Ufficio (schema di convenzione di concessione, schema di convenzione per costituzione diritto di superficie e schema lettera d'invito); contestualmente sono state invitate a presentare la propria offerta le ditte che avevano fatto richiesta.

I COMMENTI

I consiglieri di opposizione oggi hanno parlato di «annullamento totale dell'aggiudicazione dell'appalto a Toto» e di «procedimento che deve ricominciare da capo, con l'eventuale deliberazione del consiglio comunale sull'affidamento delle zone situate al di fuori delle aree di risulta».
«E' un bel giorno – ha detto Carlo Masci - perche' le azioni che abbiamo messo in atto hanno evitato il saccheggio della citta'. Tutto cio' che riguarda l'affare Toto e' stato annullato dal Tar, il che vuol dire che le nostre puntualizzazioni su questa vicenda erano fondate. Avevamo messo in evidenza che il sindaco non poteva, con un atto di giunta, affidare la gestione dei parcheggi e degli accessi alla citta', e il Tar ha detto proprio questo».
«Forza Italia e' assolutamente felice dell'esito di questo ricorso - ha detto Giuliano Grossi.
Abbiamo consentito di evitare che uno scempio fosse portato a termine. Cio' che ci interessa e' che la citta' e' salva, ma ci vuole una certa onesta' intellettuale, da parte della giunta, a riconoscere quando uno ha torto».
Il capogruppo di An, Augusto Di Luzio, ha annunciato che «se si cerchera' di sanare questa situazione faremo un ostruzionismo ferreo, con centinaia di emendamenti».

Costantini (Idv) ha fatto notare come già molti mesi fa aveva contestato «l'operato in solitudine della giunta» estromettendo di fatto l'organo elettivo che è il consiglio.

LO SCONTRO SALE: L'ASSESSORE MANCINI:«LA GARA NON SI DEVE RIPETERE»

Appare lapidari e chiarissimo l'assessore al traffico Armando Mancini che assicura:«bandi e capitolato erano chiari e la gara era legittima. Dunque: la gara non si deve ripetere, ma può essere aggiudicata dopo la precisazione che il Tar ha richiesto al Consiglio Comunale: una determinazione puntuale e più specifica sull'affidamento dei varchi Ztl e sulla disciplina generale delle tariffe. Non è vero, dunque, che si debba rifare tutto da capo. Entro la fine dell'anno porteremo in Consiglio la delibera».
E alla fine dell'anno mancano forse meno di dieci giorni utili.
«Il Tar», ha invece commentato l'avvocato del Comune Cerulli Irelli, «ha riconosciuto titolo nell'associazione ricorrente a difendere gli interessi dei consumatori e degli utenti in ordine all'utilizzo dei parcheggi nelle zone a traffico limitato e nelle zone di sosta controllata previste dal Piano Generale dei Trasporti Urbani di Pescara. La gestione dei parcheggi per un certo numero di posti auto, nell'ambito di dette zone, era stata prevista come oggetto dell'appalto. E le relative tariffe erano state fissate con gli atti della procedura di gara. Il Tar ritiene che si sarebbe dovuto pronunciare il Consiglio Comunale prima che il Comune procedesse all'aggiudicazione dell'appalto. La legittimità e la correttezza della gara, in tutte le fasi della procedura, nonché le modalità di scelta della ditta appaltatrice e quindi la bontà della sua offerta, escono confermate dalla sentenza del Tar. Sulla base di queste determinazioni del Consiglio Comunale, potrà essere confermata subito dopo, con Determinazione Dirigenziale, l'aggiudicazione dell'appalto in favore della ditta vincitrice della gara, la cui scelta non viene in alcun modo toccata dalla decisione del Tar».
Tutto chiaro dunque: l'appalto sarà affidato a Toto dopo il passaggio in consiglio comunale.

18/12/2007 16.08

SENTENZA AMBIGUA

E' un dato di fatto: la sentenza sul ricorso Codici è scritta male e risulta ambigua. Lo dimostrano i fatti.
I fatti a tre giorni dalla sentenza (pubblicata tardivamente dal tribunale amministrativo di Pescara e poi rese illeggibili per il cattivo funzionamento del sito istituzionale del Tar ) parlano di due posizione inconciliabili e contrapposte.
L'opposizione di centrodestra sostiene che la gara è nulla e da rifare, l'amministrazione comunale sostiene che basta il passaggio in consiglio per sanare.
La considerazione incontrovertibile (questa sì) è che se la sentenza fosse stata chiara non sarebbe stato possibile interpretarla in maniera così “estensiva”.
E' inconcepibile, infatti, in presenza di una sentenza trovarsi di fronte a due prospettive così distanti tra di loro che ammettono l'uno il contrario dell'altro.
Il problema nasce nel punto in cui il Tar decide di annullare «nella sola parte specificata in motivazione». Il tribunale infatti non dice mai di annullare tutta la procedura ma solo una parte.
Il problema è che quella parte cassata (abbiamo riportato sopra i documenti cancellati) sono una fetta fondamentale dell'intera procedura, diremmo proprio “le fondamenta”.
Dunque se si tolgono le fondamenta, la casa rimane in piedi?

19/12/2007 8.37

LA SENTENZA INTEGRALE DEL RICORSO CODICI


LA SENTENZA INTEGRALE DEL RICORSO DEI CONSIGLIERI DI CENTRODESTRA




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