L'Aquila by night: schiamazzi e notti insonni, i cittadini insorgono

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «La città di notte oramai è invivibile, il centro storico sembra il Bronx: risse, schiamazzi, atti di vandalismo». I cittadini protestano e Cialente: «miglioreremo».
L'Aquila di notte pare invivibile, almeno per chi ad un certo orario vorrebbe cominciare a riposare.
Mentre i giovani si divertono (gli stessi che denunciano ciclicamente una mancanza di attrattiva del capoluogo) gli adulti passano notti insonni.
E adesso non ce la fanno più.
E non sembra che il capoluogo non sia più quella tranquillissima città di una volta.
«Le forze dell'ordine giustamente intervengono e qualcuno si ribella usando parole grosse parlando addirittura di deriva militarista, di isterismo dei componenti dei comitati. I commercianti coinvolti minacciano la chiusura dei locali ed annunciano la creazione di un comitato a difesa del popolo della notte ed il sindaco dell'Aquila Cialente per il momento osserva ma non agisce». E' quanto denuncia Carla Mannetti, presidente del Circolo di Alleanza Nazionale "Progetto L'Aquila".
«Il quadro - prosegue - è veramente inquietante, soprattutto perchè non si può assolutamente far passare la linea che il piacere è solo alcol e droga, esiste anche altro: lo studio, lo sport e il volontariato e ci si può divertire lo stesso, con educazione, senza arrecare danno ad altri. La situazione che sta emergendo in questi giorni, infatti, rasenta davvero l'incredibile - continua Carla Mannetti - Nel nostro ordinamento esistono delle norme che devono essere osservate da tutti, dai commercianti ai giovani che frequentano i locali, a coloro che di notte si divertono a disturbare la quiete ed il riposo dei residenti, sia nelle strade che all'interno dei condomini».
Secondo Carla Mannetti «i Comitati cittadini hanno semplicemente chiesto più controlli e vigilanza affinchè sia garantito il rispetto della legge e le reazioni di alcuni esponenti, politici e non, appaiono veramente fuori luogo».
«I controlli e il servizio d'ordine predisposti non rientrano nelle facoltà decisionali e operative del Comune dell'Aquila», ha risposta il sindaco Cialente.
Ma il primo cittadino assicura che si sta predisponendo un regolamento dei locali notturni «cercando da un lato di colmare le lacune e le incongruenze di quello attualmente in vigore, dall'altro di provvedere alla stesura del documento in tempi quanto più possibile rapidi».
Anche la questione relativa all'occupazione di suolo pubblico da parte degli esercenti sarà soggetta ad una globale rivisitazione ai fini di migliorare il sistema normativo di riferimento.
«Il problema, delicato e complesso», chiude Cialente, «non può, evidentemente, essere liquidato e strumentalizzato con slogan di facile presa sull'opinione pubblica ma di scarsa utilità riguardo all'individuazione di una soluzione. Il dibattito deve essere necessariamente riportato, da parte di tutti, su basi di confronto in cui prevalgano ragionevolezza e serenità di giudizio».
Il Sole 24 Ore come ogni anno fotografa la situazione della qualità della vita nei 103 capoluoghi di provincia.
Il dato complessivo vede L'Aquila al 65°, spinta in basso dai dati sul tenore di vita (82), su Servizi Ambiente e Salute (75), Affari e Lavoro (70) e, tempo libero (71). Mentre è in alto sul dato demografico (3) e, sull'ordine pubblico (29).
«La discussione sull'ordine pubblico in città appare surreale», sostiene Luca D'Innocenzo, presidente Adsu L'Aquila, «sSembra quasi che questa città sia alla disperata ricerca di “un nemico” interno contro cui prendersela. Un “nemico invisibile” che minaccia la tranquillità del suo vivere».
Eppure in questi giorni si è molto parlato dell'identità di “Città Universitaria” e dei “problemi” che si porterebbe dietro questa identità.
Così D'Innocenzo riporta alcuni dati proprio delle maggiori città universitaria unendo le cifre relative all'ordine pubblico e quelle del tempo libero.

La situazione che emerge è questa:
L'Aquila: 29° ordine pubblico, 71° tempo libero;
Bologna: 103° (ultima) ordine pubblico, 4° tempo libero;
Perugia: 65° ordine pubblico, 36° tempo libero;
Padova: 78° ordine pubblico, 39° tempo libero;
Pisa: 89° ordine pubblico, 40° tempo libero;
Firenze: 98° ordine pubblico, 1° tempo libero;
Lecce: 13° ordine pubblico, 88° tempo libero;
Pavia: 94° ordine pubblico, 62° tempo libero;
Siena: 26° ordine pubblico, 6° tempo libero;

«Insomma», conclude D'»Innocenzo, «se queste sono le 9 città di “paragone” come Città Universitaria non c'è che dire, solo Lecce e Siena sono piu' “tranquille” dell'Aquila, ma solo Lecce sta peggio dell'Aquila per il tempo libero. Quando si dice che L'Aquila ha gli stessi problemi delle città universitarie di tutta Italia, portando a paragone Perugia, Padova, Firenze o addirittura Bologna, si dice un qualcosa che non ha nessun riscontro con i dati, almeno con quelli de IlSole24Ore».
Il vero problema secondo il responsabile delle aziende al diritto allo studio è quello della carenza di opportunità di svago.
«In questa città», dice il presidente,«solamente l'Adsu prova a dare risposte “pubbliche”, pur con le poche risorse disponibili: dalla rassegna musicale, all'accesso agevolato alla piscina, dai rimborsi agli abbonamenti vari (insieme all'Università), alle sale lettura serali, dalla compagnia teatrale, ai corsi di ballo e dall'anno prossimo alla stagione dei “Solisti”. Per trasformare L'Aquila in città universitaria ci vorrebbe una rivoluzione dei tempi, degli spazi e delle tariffe in città.
Tra ordine pubblico e tempo libero invertiamo i termini dell'emergenza».

17/12/2007 14.36