Confusione e incertezze: ma qual è il calendario della caccia?

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Cresce la confusione, nel mondo venatorio abruzzese, dopo l'annuncio della proroga del prelievo del cinghiale appena deliberata dalla regione Abruzzo.
Le indiscrezioni circolate parlano di un prolungamento della caccia fino al prossimo 6 gennaio.
La conferma dell'assessore provinciale Tamburrino non si è fatta attendere, anche se al momento la Regione non ha fornito alcuna indicazione in merito.
Restando così le cose, nonostante le voci confermate in sedi ufficiali come l'«assessorato provinciale alla caccia, il prelievo venatorio del cinghiale andrebbe sospeso il 15 dicembre, sabato, come prescritto dal calendario venatorio.
I cacciatori mostrano disorientamento e non sanno come comportarsi, protestando per questo vuoto informativo da parte delle istituzioni regionali.
Il personale operativo sul territorio della Forestale precisa che, in mancanza di indicazioni diverse, la caccia al cinghiale è considerata chiusa il 15 dicembre.
Le eventuali battute poste in essere dopo quella data sono da considerarsi non autorizzate, dunque bracconaggio vero e proprio.
Nel tentativo di fugare questi dubbi e fare un po' di chiarezza in merito alla contorta vicenda, non resta che contattare la Direzione regionale Caccia e Pesca, cioè la struttura che si occupa della gestione dell'attività venatoria su tutto il territorio abruzzese, il braccio operativo dell'assessorato competente.
«Si, c'è stata una proroga, fino al prossimo 6 gennaio, del prelievo venatorio del cinghiale, - spiegano dalla Direzione Caccia - ma non si tratta di un atto di Giunta, bensì di una modifica apportata in sede di Consiglio. Un articolo della legge sulla caccia è stato modificato inserendo la proroga».
La confusione aumenta, poiché‚ non trattandosi di un atto di giunta, i tempi per l'entrata in vigore si dilatano. Un dubbio confermato dal personale della Direzione Caccia: «la modifica va comunque ratificata. Entro la fine della prossima settimana la legge potrebbe essere controfirmata e dunque essere promulgata».
Entro la fine della prossima settima, dunque, ma sabato, dopodomani, la caccia al cinghiale, in base al calendario venatorio, chiude. Come dovranno comportarsi i cacciatori nel periodo di tempo tra sabato 15 dicembre e l'effettiva promulgazione della legge che proroga il prelievo del cinghiale?
Nessuno è in grado di rispondere. Una cosa è certa, il calendario venatorio ha, al momento, valore vincolante.
Probabilmente si tratta di un provvedimento illegittimo, è questo il parere tecnico-legale fornito da alcuni avvocati esperti in materie venatorie.
La legislazione vigente sulla caccia prevede infatti che eventuali variazioni come quella effettuata, cioè che aumentano il periodo di prelievo venatorio per una specie selvatica, possono essere adottate esclusivamente dopo aver sentito il parere vincolante dell'Osservatorio Faunistico Regionale, una struttura che di fatto, in Abruzzo non esiste ancora. In mancanza dell'OFR, il parere va chiesto all'Istituto Nazionale della Fauna Selvatica.
In assenza di questi pareri, nessuna proroga può essere disposta dalla giunta o dal consiglio regionale. In merito alla questione della tempistica, gli avvocati non hanno dubbi: in attesa della pubblicazione sul Bura la proroga non ha alcun effetto, mentre resta valida la prescrizione del calendario venatorio, in base al quale l'ultimo giorno utile per la caccia al cinghiale è il 15 dicembre, sabato prossimo. Una bocciatura senza appello, dunque, per l'annunciata proroga partorita dalla Regione, che ha scontentato il mondo venatorio. Un provvedimento sbagliato nella tempistica e soprattutto nella sostanza, che mostra una scarsa propensione della maggioranza a pensare in termini di ''gestione conservativa'' di una specie cacciabile. L'unica preoccupazione che sembra aver mosso il consiglio regionale è quella di evitare i risarcimenti per i danni arrecati dagli ungulati al comparto agricolo e alle autovetture, che sempre più numerose restano coinvolte in incidenti causati dai selvatici.

Francesco Bottone
15/12/2007 12.12