Centro oli: Eni, «scelte tecniche di assoluta sicurezza»

Alessandro Biancardi

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Centro oli: Eni, «scelte tecniche di assoluta sicurezza»
ORTONA. «Eni opera nella regione Abruzzo e nel comprensorio di Ortona da moltissimi anni e la storia delle sue attività nell'area dimostra quanto il rispetto del territorio sia stato sempre al centro di tutte le sue operazioni». Scatta la difesa d’ufficio della multinazionale, dopo i dati diffusi dal Mario Negri Sud.
L'Eni rispedisce al mittente le “accuse” mosse nella relazione sommaria (quella definitiva sarà disponibile a giorni) dell'Istituto di ricerca Mario Negri Sud.
Gli esami del centro di analisi, infatti, avrebbero riscontrato valori inquinanti superiori dalle 5 alle 20 volte rispetto ai dati forniti dall'azienda nella Valutazione di Impatto Ambientale per illustrare l'insediamento nell'ortonese della mini raffineria.
«L'Eni», assicura l'azienda, «ha posto un'attenzione costante e rigorosa sulle scelte tecniche del progetto per lo sviluppo del 'Centro Olio' di Miglianico (Ortona) utilizzando le migliori e più avanzate tecnologie oggi disponibili, che peraltro vengono utilizzate in tutto il mondo».
«Gli studi per la valutazione dell' impatto ambientale del progetto - prosegue la nota - effettuati coerentemente alla legislazione vigente ai limiti imposti dagli Enti competenti e al proprio codice etico, hanno evidenziato che l'impatto sul territorio e' ampiamente all'interno delle soglie stabilite dalle leggi nazionali e regionali di riferimento. Su queste basi Eni ha ottenuto le autorizzazioni necessarie al prosieguo del progetto».
L'Eni assicura che a prescindere dal profitto ci sono elementi da cui non si può prescindere: «la tutela della salute, la sicurezza e la protezione dell'ambiente sono valori imprescindibili alla base della nostra scelta di agire in modo sostenibile. Proprio a sancire questo concetto sono arrivati quest'anno i due più importanti riconoscimenti per un'azienda veramente 'sostenibile', ovvero l'entrata di Eni nei due più importanti indici internazionali, FITSI 4 GOOD e Dow Jones S.I.»
L'azienda assicura inoltre che «per la realizzazione di questa importante infrastruttura si è sempre confrontata con i massimi esperti del settore e con le Autorità competenti al fine di operare nei propri progetti adottando i migliori standard possibili . Con questo spirito - conclude la nota - Eni è da sempre disponibile a confrontarsi con tutti gli interlocutori per illustrare la qualità delle scelte operate e per rendere evidente la volontà di operare per lo sviluppo del territorio in un quadro di piena sostenibilità»

D'ALFONSO: «FACCIAMOCI GARANTI DI UNO SVILUPPO SOSTENIBILE»


E se ieri il senatore Legnini aveva chiesto all'azienda di spiegare i dati contrastanti forniti, rispetto a quelli esposti nella relazione del Mario Negri Sud, oggi anche il sindaco di Pescara e segretario regionale del Pd Luciano D'Alfonso chiede un ulteriore approfondimento.
Si dice «legittimamente preoccupato» dopo aver letto la sintesi della relazione commissionata dalla Provincia di Chieti sull'impatto conseguente all'insediamento del Centro Oli in contrada Feudo a Ortona.
Il sindaco parla di «un allarme su più livelli, che, se venisse confermato, renderebbe il polo petrolifero in aperta criticità con lo sviluppo e la salute del territorio circostante». Per questo chiede di «approfondire la verifica dei rischi sia sanitari che ambientali prima di dare il via ad un insediamento che ha il suo valore se è in grado di garantire uno sviluppo economico compatibile con la vita e il futuro di un'intera area».
E se c'è chi si mobilita c'è anche chi continua a difendere strenuamente l'operazione. Come l'amministrazione comunale di Ortona, che ieri in una trasmissione televisiva di una tv locale non ha mostrato troppi dubbi a riguardo.

RAZZI: «RICADUTE DECISIVE PER IL TURISMO»

«Lo capirebbe anche un bambino, che nella terra dei Parchi, costruire un simile impianto avrebbe ricadute decisive su turismo e settori di produzione agro-alimentare», commenta Antonio Razzi (Idv), presidente della Feas, Federazione emigrati abruzzesi in Svizzera
«Purtroppo a decidere non sono i bambini, ma degli strateghi dalla vista corta», continua Razzi. «Inoltre, se ci fossero dei bambini anche delle elementari ci direbbero che ormai per il petrolio, il mondo studia delle “exit strategy”».
«L'opera che desta notevoli perplessità mi pare inopportuna ed antistorica», sostiene ancora Razzi, «inopportuna poiché si tratta di un investimento cospicuo che avrebbe un impatto ambientale terrificante ed un ritorno minimo sul piano occupazionale. Infatti spendere tanto denaro, per ottenere trecento posti di lavoro (forse) per la sua costruzione (quindi temporanei) ed un centinaio di occupati a regime, appare una impresa a perdere».

14/12/2007 10.30

DI STEFANO (AN): «CENTRO OLI, ITER DA RIFARE DA CAPO»

«Alla luce della relazione del consorzio Mario Negri Sud, la pratica relativa all'autorizzazione ambientale rilasciata all'Eni-Agip per l'installazione del Centro Oli ad Ortona va rivista integralmente e le valutazioni effettuate dalla Asl, dall'Arta, dai settori ambiente e urbanistica della Regione Abruzzo vanno rifatte da capo» è quanto dichiara il consigliere regionale di An Fabrizio Di Stefano.
«Ci domandiamo – dice l'esponente di An – come è possibile che quanto dichiarato dall'Eni per ottenere i nulla osta necessari sia così stridente con gli studi effettuati dal Mario Negri Sud? Dov'è la verità? È giusto ipotizzare anche eventuali reati di falso o di truffa qualora i parametri dichiarati dall'Eni non dovessero essere corrispondenti alla reale portata dell'insediamento?».
Di Stefano, quindi, conclude affermando che: «Visti gli ultimi eventi, si rende quanto mai indispensabile approvare in tempi brevi la mia proposta di legge regionale che, nelle more dell'istituzione del Parco della Costa Teatina, sospende cautelativamente le autorizzazioni per l'insediamento di impianti industriali a elevato impatto ambientale».
14/12/2007 15.16

FEBBO (AN): «CHIEDERE I DANNI ALL'ENI?»

Il capogruppo di An Mauro Febbo ha presentato una interrogazione alla provincia di Chieti dopo che il Mario Negri Sud ha reso noto lo studio (parziale) sulla realizzazione del centro oli.
Febbo chiede al presidente Coletti se lo studio del Mario Negrei Sud «è stato notificato a quei dirigenti dell'amministrazione provinciale che avevano partecipato alle conferenze di servizio rilasciando il parere positivo per rideterminare il parere».
Tra queste ci sono la Regione Abruzzo, l'Arta, Asl di Chieti.
Febbo chiede inoltre se non si ritiene di dover adire alle vie legali contro l'Eni per «aver fornito studi e dati che hanno indotto funzionari ed Enti in valutazioni errate conseguentemente al rilascio di autorizzazioni e permessi in contrasto con le normative.

Intanto un altro dibattito pubblico sul tema è in programma domenica 16 dicembre a palazzo Sirena a Francavilla a partire dalle ore 18.

14/12/2007 16.53