Nuovo accordo di programma contestato: progetto modificato per un solo cittadino

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Un nuovo accordo di programma è alla base della più recente polemica politica. Un parco verde ed un progetto i quali sono stati modificati, nonostante diversa disposizione di giunta e consiglio comunale. E per di più il progetto sarebbe stato modificato dopo una conferenza di servizi alla quale avrebbe partecipato un solo cittadino.


PESCARA. Un nuovo accordo di programma è alla base della più recente polemica politica. Un parco verde ed un progetto i quali sono stati modificati, nonostante diversa disposizione di giunta e consiglio comunale. E per di più il progetto sarebbe stato modificato dopo una conferenza di servizi alla quale avrebbe partecipato un solo cittadino.Il parco verde è quello in località Santa Filomena nei pressi delle Naiadi. A sollevare il caso sono i consiglirei di An con una lettera indirizzata ai più alti vertici amministrativi della città.
Gli accordi di programma sono quelli denominati “Caldora località S. Filomena – Naiadi”, “Conscoop – Costruzioni S.p.A. – Coop Murri” e “Mediterranea Life s.r.l”.
Il Programma Integrato proposto dalla Società Caldora Costruzioni Immobiliari spa è stato rimodulato con delibera di Giunta Comunale dell'8.02.2005 n. 159 e successivamente ratificato dal Consiglio Comunale con atto del 28.04.2005 n. 96.
Con quest'ultima deliberazione, il Consiglio Comunale modificò, con emendamento approvato all'unanimità, la destinazione della somma di € 250.000,00 (maggior contributo nel finanziamento privato delle opere pubbliche) per «realizzare un parco pubblico nell'area comunale tra via Bernini e via Caravaggio da denominare Parco del Sorriso e la somma residuale per la realizzazione, ovvero quale parziale contributo economico, dei collettori fognari di via Caravaggio e via Nazionale Adriatica Nord».
L'iniziativa unanime andava ad intervenire in una zona particolare della città con diverse emergenze e secondo alcuni, già a lungo penalizzata.
La convenzione, stipulata tra Comune di Pescara e impresa (22.11.2005 con atto del notaio Marra), nell'art. 5 “Adempimenti a carico del soggetto privato proponente “ riporta le opere che riguardano la valorizzazione del parco Sorriso ma non gli interventi sui collettori fognari.

Improvvisamente, dopo quasi due anni, la giunta interviene (delibera del 23.10.2007 n. 842, tra le tante ancora non pubblicate sul sito del Comune), richiamando una riunione del 23 luglio, e decide di approvare un progetto definitivo – esecutivo per lavori denominati «miglioramento e potenziamento dell'arredo urbano e delle reti tecnologiche del Parco della Vittoria» (sede dell'Accordo di Programma Caldora) e realizzazione di nuova area verde, utilizzando i 250.000 €.
«Stravolgendo, di fatto», dicono i consiglieri di An, «ogni decisione precedentemente assunta dai vari organi, Consiglio Comunale compreso. Tra le motivazioni addotte nella delibera si può perfino leggere che tale decisione è stata assunta su sollecitazione di un (1) cittadino in rappresentanza dei residenti. E' davvero incredibile che, proprio qualche settimana fa, non si sia tenuto in alcun conto la democratica e formale espressione di voto di oltre 21.000 pescaresi in occasione del referendum sul Traffico e, invece, in questo caso l'opinione di un solo residente determini una tale rivoluzione».

E sarebbero molteplici le norme violate secondo An.
Ad essere contestata è la competenza di una riunione (conferenza di servizi) con un solo cittadino; l'aver «calpestato» il volere espresso dal consiglio comunale ed il fatto che l'ultima delibera «prevede lavori sugli impianti della pubblica illuminazione che, invece, dovrebbero essere oggetto di intervento esclusivo, finanziario e tecnico, da parte di Pescara Gas S.p.A. cui è stata affidata da parte del Comune la competenza su tale settore».
«Alla luce delle considerazioni sopra esposte», dicono Di Luzio, Mascia, Antonelli, Mancini, «invitiamo tutti i soggetti competenti ad effettuare le necessarie valutazioni, onde garantire il rispetto e gli indispensabili elementi di trasparenza, correttezza amministrativa e reale conseguimento degli interessi dell'Ente devono sempre coincidere, giova ricordarlo, con gli interessi della collettività, in questa fase sono stati palesemente dimenticati. Non sembra che si possa dire che si raggiunga sempre il pubblico interesse e il rispetto delle norme che disciplinano le attività del settore».

13/12/2007 15.29