Diffida alla Asl di Chieti per gli infermieri contaminati

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Una diffida con la quale si chiede al direttore generale dell'Asl di Chieti di sospendere immediatamente l'attività presso la "sala cappa" del Policlinico di Chieti e di far visitare subito gli infermieri che vi lavorano ed i cui valori ematici risultano alterati.
La diffida è stata presentata oggi dall'avvocato Umberto Di Primio che rappresenta gli infermieri della Clinica Oncologica che sarebbero rimasti contaminati in seguito alla rottura del tubo della cappa di aspirazione.
Nella cosiddetta sala cappa gli infermieri sono addetti alla preparazione dei farmaci prescritti ai pazienti oncologici.
Ma dall'Asl di Chieti arrivano solo rassicurazioni. «I farmaci in uso presso la Clinica Oncologica dell'Ospedale Policlinico di Chieti», chiarisce l'azienda, «non sono di natura volatile e, pertanto, non costituiscono pericolo per la salute degli operatori».
La cappa a flusso laminare utilizzata per la preparazione dei farmaci antitumorali – oltre al tubo di collegamento all'esterno, che il 13 novembre ha subito un parziale distacco – «è, infatti, dotata di un doppio filtro a carbone attivo che impedisce la fuoriuscita delle sostanze chimiche e la contaminazione dell'ambiente».
La Direzione sanitaria aziendale della Asl di Chieti ha, «in ogni caso, disposto tutti gli approfondimenti tecnici e sanitari necessari a verificare le condizioni di sicurezza e salute del personale. I risultati degli esami ematochimici finora pervenuti sono da ritenersi nella norma».
Indipendentemente dall'accaduto, la Asl «ha già stabilito di riorganizzare le procedure per la preparazione dei farmaci antiblastici e ha previsto la realizzazione in tempi brevi di un nuovo centro unificato per lo svolgimento di tale attività».

AD OTTOBRE I PRIMI SINTOMI

Già ai primi di ottobre gli infermieri avevano avvertito i sintomi tipici degli stati di intossicazione: nausea, bruciore degli occhi, sensazioni di amaro in bocca, cefalea.
I prelievi ematici, dopo una richiesta di essere visitati per verificare possibili intossicazioni o alterazioni dovute all'utilizzo e inalazione di agenti antiblastici necessari per la preparazione dei farmaci, sono stati effettuati il 20 novembre.
Il 5 dicembre, unitamente ad una prima diffida al direttore generale a sospendere in via cautelare l'attività della sala cappa e ad effettuare controlli per verificare se vi fosse stata la contaminazione dell'ambiente di lavoro, Di Primio aveva inviato una formale denuncia al manager, al responsabile del servizio di prevenzione e sicurezza, al direttore del presidio ospedaliero e al direttore della clinica oncologica: secondo il legale sono state violate le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, l'articolo 2087 del Codice civile posto a tutela della condizioni di lavoro e l'articolo 32 della Costituzione con il quale è garantita la tutela della salute di ogni cittadino e quindi a maggior ragione dei lavoratori.


12/12/2007 15.42