D’Alfonso accusato di abuso d’ufficio per il concorso di Dezio

Alessandro Biancardi

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D’Alfonso accusato di abuso d’ufficio per il concorso di Dezio
PESCARA. La notizia è corsa di bocca in bocca per tutta la mattina. Un certo scalpore e un interesse ha caratterizzato la verifica della notizia. Così a rompere gli indugi è stato proprio il principale protagonista. Alle 12 in punto è stato proprio il sindaco Luciano D’Alfonso a spiegare l’avviso di garanzia ricevuto. L’EDITORIALE: QUELLA INSOSTENIBILE (A)NORMALITÀ
Nei giorni scorsi, infatti, il sindaco di Pescara ha ricevuto la notifica del documento che certifica l'apertura di un procedimento penale a suo carico e la fine delle indagini.
L'accusa ipotizzata dalla procura di Pescara è di abuso d'ufficio e riguarda i fatti inerenti il concorso di Guido Dezio, "pupillo preferito", già primo componente del suo staff personale, nonché procuratore delle campagne elettorali, e da gennaio 2007 dirigente del Comune di Pescara, vincitore di un regolare concorso, fino a prova contraria.
Ma dietro quel concorso già chiacchierato ci sarebbe altro, l'abuso, appunto, il reato che la procura avrebbe accertato in questi mesi di indagini.
Ed il primo cittadino si è detto «sereno», «tranquillo» persino «contento» perché è giusto che si accerti la verità.
«Non c'è un solo amministratore pubblico che non abbia dovuto spiegarsi e spiegare o difendersi da accuse di abuso», ha detto dipingendo un quadro non esattamente esaltante del popolo degli amministratori.
«Sono sicuro che la procedura adottata dal Comune sia stata regolare e lo dimostreremo presto, il più presto possibile. Per questo stiamo valutando l'ipotesi di chiedere il giudizio immediato in modo da arrivare subito alla verità».
D'Alfonso ha detto di non sapere nulla, prima di oggi, dell'esito delle indagini.
E come avrebbe potuto, visto il segreto imposto dalla legge?
E' vero però che c'erano già state delle avvisaglie, seguite da voci, illazioni e depistaggi.
Nel mese di giugno c'era stata infatti una perquisizione nell'ufficio del neo dirigente Dezio.
L'indomani sui giornali si legava la perquisizione e il sequestro dei documenti ad una relazione tra il braccio destro di D'Alfonso con la società dell'ex vescovo Cuccarese e la speculazione edilizia in una zona precisa di Pescara.
Poi si scoprì invece che tutto poteva essere legato al filone dell'urbanistica e a presunte mazzette di alcuni politici locali.
Ma alcuni dettagli non tornano.
Quella perquisizione fu operata dalla Squadra mobile di Pescara mentre queste indagini sono state portate avanti dai carabinieri che si sono mossi probabilmente in seguito ad un esposto e coordinati dal Pm Pompa.
Dunque l'ipotesi più accreditata potrebbe essere quella che i guai per Dezio potrebbero non essere finiti qui, potendo essere indagato ragionevolmente anche per il filone legato alla inchiesta sulla politica e l'urbanistica.
«Ora - ha detto - sono informato del reato per il quale risultiamo indagati io, Guido D'Ezio e tre componenti della commissione di concorso» che sono Vincenzo Montillo, Paola Di Marco e Carlo Montanino.
Insomma non una buona notizia per il primo cittadino che ora dovrà affidarsi alla giustizia per poter accertare la sua piena estraneità ai fatti.
A indirizzarlo sulla strada verso la verità ci saranno due illustri avvocati pescaresi, veri e propri principi del foro ed esperti in materia, Giuliano Milia e Giovanni Di Biase.

IL CONCORSO CONTESTATO

Secondo alcune informazioni sarebbero state riscontrate molteplici anomalie nella procedura concorsuale e alcuni documenti necessari e obbligatori che invece non sarebbero stati trovati dagli inquirenti nel fascicolo sequestrato di Dezio.
Nel concorso bandito alla fine del 2006 Guido Dezio arrivò secondo classificato, oggi è dirigente del patrimonio.
L'opposizione di centrodestra da subito ha aumentato l'attenzione verso la vittoria della persona più vicina al primo cittadino ed incaricato delle più importanti incombenze.
Venne presentata una interrogazione parlamentare ed una al consiglio comunale dal senatore Andrea Pastore (Fi).

IL NUCLEO CENTRALE DELL'INTERROGAZIONE

Dezio aveva allegato una autocertificazione poi smentito da una nota del dirigente delle Risorse Umane della Regione.
Pastore scriveva: «Dezio ha dichiarato di aver svolto dal 22 maggio 2000 al 31 dicembre 2000, dal 2 febbraio 2001 al 31 dicembre 2001, dal 1° gennaio 2002 al 31 dicembre 2002 e dal 1° gennaio 2003 al 31 dicembre 2003 un'attività equiparata a quella di Dirigente presso il Consiglio regionale d'Abruzzo con contratti a tempo determinato, a disposizione del gruppo consiliare PPI-Margherita; a dimostrazione di tale attività il dott. Dezio ha allegato a sua volta una dichiarazione a firma di un Dirigente della Presidenza del Consiglio regionale d'Abruzzo, datata 8 settembre 2006 prot. n. 11777, e la stessa è stata accettata senza rilievi dalla apposita Commissione giudicatrice d'esame per il concorso sopra citato, ai fini della assunzione del dott. Dezio presso il Comune di Pescara».
E' capitato poi però che successivamente è stata resa nota una lettera del Dirigente delle Risorse umane della Regione Abruzzo (Prot. 1979 dell'8 febbraio 2007) nella quale si riferisce testualmente che «il dott. Dezio non ha mai prestato servizio - e in nessuna maniera - presso il Consiglio regionale d'Abruzzo»
«Tale atto ufficiale di un alto Dirigente della Regione Abruzzo», scriveva Pastore, «invalida assolutamente ed in maniera definitiva sia quanto asserito dal dott. Dezio quale partecipante e vincitore del concorso del Comune, sia il precedente parere regionale che egli ha allegato a sostegno della propria dichiarazione».

LA SPIEGAZIONE DEL COMUNE

«A conferma dei requisiti», aveva scritto il dirigente del personale Gaetano Silveri (primo classificato proprio nello stesso concorso), «Dezio aveva allegato anche una dichiarazione a firma Giuseppe D'Urbano, dirigente presso la Presidenza del Consiglio Regionale d'Abruzzo. Nel momento della valutazione tutta la documentazione presentata è stata esaminata e Dezio è stato assunto al Comune di Pescara».
Qualunque contrasto tra le dichiarazioni dei dirigenti fu smontato proprio da Silveri.

LE ACCUSE

Secondo l'ipotesi accusatoria D'Alfonso, in qualita' di sindaco, avrebbe procurato intenzionalmente a Dezio un ingiusto vantaggio patrimoniale attraverso una serie di provvedimenti, in violazione delle norme di legge che disciplinano l'accesso alla dirigenza presso le amministrazioni pubbliche.
I provvedimenti finiti nel mirino della Procura riguardano l'assegnazione a Dezio prima delle funzioni di dirigente del Comune di Pescara, senza espletare alcuna procedura di evidenza pubblica come previsto dai vigenti regolamenti municipali, poi degli incarichi di dirigente del settore Provveditorato ed Economato per sei mesi, di dirigente del settore Provveditorato e Patrimonio per un anno, e infine dell'incarico di dirigente del settore Provveditorato e Patrimonio fino all'entrata in vigore della macrostruttura attuata presso il Comune.
Guido Dezio e' invece indagato per falso perche' ha attestato alla commissione istituita presso il Comune di Pescara per il concorso di dirigente amministrativo di aver ricoperto incarichi equiparati a quelli dirigenziali e di ricoprire un incarico dirigenziale presso pubbliche amministrazioni (per un periodo complessivo di almeno cinque anni).


12/12/2007 14.48

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=10127]IL PUPILLO DI D'ALFONSO E' DIVENTATO DIRIGENTE[/url]
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=10665]LE NOTIZIE DOPO LE PERQUISIZIONI[/url]
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=10606]L'ALTRA INCHIESTA SU POLITICA E URBANISTICA[/url]

COSTANTINI:«D'ALFONSO RASSICURI CON DOCUMENTI O ANNULLI IL CONCORSO»

«Guido Dezio è un grande lavoratore ed una persona di particolare intelligenza, anche se non sempre la indirizza nella direzione giusta. Non mi sorprende, quindi, la circostanza che per meriti e capacità possa partecipare e vincere concorsi». Commenta così Carlo Costantini, deputato Idv, la notizia anche se poi si spinge su considerazioni tutte politiche.
«Il Sindaco sa perfettamente cosa è accaduto ed è in grado di valutare se le procedure concorsuali contestate dalla Magistratura risultano rigorosamente rispondenti alla legge o no.
Nel primo caso reagisca e rassereni con argomentazioni e documenti la maggioranza ed i pescaresi che lo sostengono. Nel secondo caso, invece», aggiunge Costantini,«faccia quello che ogni buon amministratore è tenuto a fare in situazioni simili: annulli il concorso e lo ripeta assicurando piena trasparenza e legittimità delle procedure. La terza via quella della difesa ad oltranza delle proprie decisioni anche se palesemente sbagliate, sarebbe certamente la peggiore, per il Sindaco, per la maggioranza e, più in generale, per la credibilità della politica nei confronti dei cittadini».

12/12/2007 15.06

DI CARLO (RL):«MANIFESTI TRASPARENZA»

«Per il bene della Città ci auguriamo che il Sindaco riesca a dimostrare la propria estraneità ai fatti».
E' il commento di Alessio Di Carlo dei Riformatori Liberali.
«Nel frattempo, però, visto anche l'approssimarsi delle elezioni di primavera, sarebbe bene che D'Alfonso rendesse pubblicamente conto ai cittadini della trasparenza del proprio operato, non solo in questa inchiesta ma anche nelle altre che lo hanno coinvolto in questi mesi».
«Se difatti è alla magistratura che spetta di giudicare la rilevanza penale dei comportamenti del primo cittadino - ha aggiunto Di Carlo – saranno gli elettori i giudici in sede politica dell'operato di D'Alfonso. E a noi pare, ha detto ancora l'esponente liberale, che il quadro che da tempo si è delineato imponga una severa bocciatura del Sindaco di Pescara che da cinque anni amministra la cosa pubblica come se si trattasse di cosa propria».
Di Carlo ricorda anche le altre inchieste aperte e le moltissime denunce piombate dal mondo politico come «le campagne promozionali milionarie fatte a spese della collettività, i manifesti del candidato alla segreteria del PD affissi abusivamente, le lettere inviate ai neonati o le telefonate e gli sms fatti per scopi diversi da quelli istituzionali».

12/12/2007 19.02

VALLOREJA:«I MILLE PUNTI INTERROGATIVI DELLA GIUNTA D'ALFONSO»

«Questa amministrazione nei suoi attuali 1620 giorni è stata scossa più di una volta da diverse inchieste giudiziarie e amministrative che hanno visto implicati propri assessori o capi servizio e nonostante questo, con molta baldanza, taluni individui coinvolti in queste vicende anziché essere radiati dal circuito amministrativo sono stati reintegrati», ha commentato Lorenzo Valloreja esponente di Sfl, Innovazione per Pescara, «questa amministrazione è una delle poche, se non l'unica in Abruzzo, ad aver attuato una sorta di "DICO", una unione di fatto fra ente pubblico e privati. Questa amministrazione ha prodotto, dal suo insediamento ad oggi, un infinità di manifesti, dei veri e propri auto-elogi, nei quali magnifica il proprio operato in contrasto, spesso, con il reale giudizio del cittadino.
Ha lasciato che si insediasse, senza tener conto della reale ricchezza pro-capite, un numero pari ad 80 istituti di credito diversi, fra banche e finanziarie all'interno della città di Pescara».
E non mancano accenni alla filovia o alla Ztl.

13/12/2007 11.36


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L'EDITORIALE: QUELLA INSOSTENIBILE (A)NORMALITÀ


«Sono cose naturali che accadono a coloro che decidono e fanno parte delle amministrazioni, in particolare di quelle pubbliche».
Tra le altre cose il sindaco Luciano D'Alfonso nello spiegare la sua versione dei fatti, e difendendosi dall'accusa di abuso d'ufficio, ha pronunciato questa frase.
Ci sarebbe da riflettere molto sulla "normalità" di certe cose.
Non è certo rassicurante per "l'uomo della strada" vedere sempre più spesso che amministratori pubblici debbano difendersi da accuse di questo genere.
D'Alfonso probabilmente si riferisce al sindaco di Milano, Moratti, a quello di Termoli (accusati proprio di abuso), magari a Berlusconi e alla folta schiera di amministratori "alla sbarra" (per non parlare dei dipendenti di amministrazioni pubbliche).
Ed il fatto che accada "in modo naturale" è precisamente il segno dei nostri tempi, caratterizzati dal malumore nei confronti della politica che ben conosciamo.
Non sarà mica che tali malumori derivino proprio dal fatto che accuse così gravi vengano mosse "praticamente a tutti gli amministratori"?
Non sarà mica che i cittadini desiderino per le prossime generazioni persone che amministrino la cosa pubblica senza dover inciampare (o a dover dimostrare di non essere inciampati)?
E non ci riferiamo a quelli bravi, talmente tanto che fanno sparire ogni prova così che mancandone sono "innocenti".
E qui non si parla di colpevolezza o innocenza.
Non si sparano sentenze.
Incidenti come questi, poi, in un secondo momento (ma solo in un secondo momento) diventano fatti personali…
Eppure nemmeno si può sempre dare la colpa a "regimi" o "giudici rossi" o in alternativa a errori di chi accusa o sviste o altro ancora.
Possibile che nessuno confessi o senta il bisogno intimo di liberarsi dal peso?
E pure in presenza di condanne passate in giudicate, anche in quel caso, si parla di "condanne ingiuste"?
Sempre e comunque tutti innocenti.
Anche in questo caso c'è qualcosa che non va.
Chissà quanti desiderano per il futuro amministratori che non debbano essere messi nella condizione di "difendersi".
Ma come si fa?
"Capita a tutti".
Quante volte ancora dovremo sentir parlare di "complotti politici" o di "vendette" e non della verità sul “sistema”?
Il fatto più sconcertante in realtà potrebbe essere un altro.
Il caso del concorso di Pescara potrebbe essere il classico esempio da manuale.
C'è un concorso pubblico, c'è una persona che non è proprio una sconosciuta e che partecipa.
Poi quella persona legata a più fili con il vertice amministrativo, proprio quella, vince, nonostante le polemiche, le voci, le illazioni della vigilia.
Proprio quella persona che tutti avevano indicato molto tempo prima come vincitore.
"Quel concorso era su misura per lui", quante volte siamo stati costretti a sentire queste frasi per concorsi o appalti?
Una situazione che capita spesso, oseremmo dire quasi sempre.
Alla nostra redazione arrivano molteplici segnalazioni in questo senso che il più delle volte non ci permettono di poter divulgare la notizia perché non riusciamo a trovare sufficienti prove per verificare il sospetto.
Ed è proprio il "sospetto" che probabilmente l'uomo della strada, ancora lui, vorrebbe eliminare dalla vita politica.
Ma come si fa?
Si dovrebbe indagare a fondo su tutte le situazioni dubbie, di sospetto, di malumore.
Si dovrebbero verificare sempre le voci (almeno quelle insistenti), ovunque, dal paesello alla grande città.
Si dovrebbe dotare la magistratura di mezzi e denaro per indagare.
Si dovrebbero accelerare i tempi della giustizia e colpire davvero i delinquenti.
La gente dovrebbe avere più fiducia nella giustizia e denunciare più spesso.
Questa sarebbe la vera "normalità".

a.b.