Autotrasporti: ore 19, c'è l'accordo tra sindacati e governo.

Alessandro Biancardi

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LA PROTESTA. L'incontro di ieri mattina a Palazzo Chigi non è riuscito a fermare il blocco dei Tir che sta mettendo l'Italia in ginocchio. C'è stata la rottura completa con gli autotrasportatori e probabilmente non sarà neanche un' ordinanza di stop al blocco, arrivata in serata dal ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, che avrebbe dovuto mettere fine alla protesta dalla scorsa mezzanotte. ECCO LA SITUAZIONE IN TEMPO REALE SULLE AUTOSTRADE ITALIANE


LA PROTESTA. L'incontro di ieri mattina a Palazzo Chigi non è riuscito a fermare il blocco dei Tir che sta mettendo l'Italia in ginocchio.
C'è stata la rottura completa con gli autotrasportatori e probabilmente non sarà neanche un' ordinanza di stop al blocco, arrivata in serata dal ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, che avrebbe dovuto mettere fine alla protesta dalla scorsa mezzanotte.

ECCO LA SITUAZIONE IN TEMPO REALE SULLE AUTOSTRADE ITALIANE

WEBCAM DELLA A14

-WEBCAM SU ROMA

-WEBCAM NAPOLI-SALERNO




Le sigle degli autotrasportatori che hanno iniziato lo sciopero hanno annunciato, infatti, che il blocco proseguirà. Perché - spiegano - l'ordinanza del ministro non ha validità giuridica: non c'é stato, dicono, il previsto tentativo di conciliazione. Ed i riflettori si puntano su oggi quando dovrebbe esserci una nuova convocazione.
Il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi ha ordinato che alle
23:59 lo sciopero finisse. Ed il ministero dell'Interno ha attivato le prefetture per vigilare sull'attuazione del provvedimento in tutto il Paese e assicurare un'ordinata ripresa delle attività.
Dopo la rottura delle trattative, Bianchi aveva detto di non voler accettare «forzature di questo genere». Ha deciso, così, di emanare l'ordinanza, sollecitata dal Garante sugli scioperi, spiegandone la necessità per «la gravissima criticità della circolazione» su molte strade e sulle autostrade, «che ha determinato la concreta possibilità che venga pregiudicata la distribuzione dei beni essenziali volti a soddisfare i diritti fondamentali dei cittadini».
Da più fronti è stato lanciato l'allarme per il rischio di mancata distribuzione di farmaci, carburante, generi alimentari di prima necessità e dell'esaurimento delle riserve.
Le modalità della protesta hanno avuto la «completa riprovazione» dal premier Romano Prodi, che - mentre era in corso il tavolo a palazzo Chigi - in una conferenza stampa ha rilevato che «non sono questi i modi con cui si affrontano certe questioni».
L'Ufficio di presidenza della commissione Lavori pubblici del Senato ha chiesto un'audizione immediata al ministro Bianchi, che potrebbe avvenire giovedì prossimo mentre probabilmente - secondo le prime indiscrezioni - oggi ci potrebbe essere una nuova riunione 'tecnica' sul caso. In vista di una nuova convocazione.




SCATTA LA PRECETTAZIONE MA NESSUNO SI MUOVE

Tre pagine firmate dal ministro dei Trasporti Bianchi, per delega del Presidente del Consiglio, e trasmesse alle segreterie nazionali di Cna-Fita, Confartigianato Trasporti e, tramite il Viminale, a tutti i prefetti, ordinano «la riduzione del fermo nazionale dei servizi di autotrasporto di cose già proclamato dalle ore 00 del giorno 10 dicembre alle ore 24 del giorno 14 dicembre 2007, limitandolo alle ore 23:59 del giorno 11 dicembre 2007».
A mezzanotte di ieri, dunque, le migliaia di trasportatori fermi da Ventimiglia a Villa San Giovanni, su strade ed autostrade di tutta Italia, saranno fuori legge e scatterà nei loro confronti l'operazione di identificazione e denuncia da parte delle forze di polizia.
L'ordinanza numero 146T cita quanto previsto dal codice di autoregolamentazione, la segnalazione del presidente della commissione di garanzia, per rilevare poi «la gravissima criticità della circolazione su molte arterie della rete autostradale, tra cui si evidenziano la chiusura delle stazioni di Anagni, Caianiello e Caserta sulla Milano-Napoli, interruzioni sulla diramazione Roma nord, gravissimi disagi sulla A3 Napoli-Salerno tra Cava dei Tirreni e Nocera nord, nonché blocchi di mezzi pesanti a Ventimiglia ed agli imbarchi dei traghetti per la Sicilia, oltre a presidi ai porti sardi di Olbia, Porto Torres e Sassari».
Non sono mancati momenti di tensione in alcuni blocchi stradali con chi voleva passare: a Cassino, ad Aprilia e ad Ancona due camionisti sono rimasti feriti, a Benevento sono state squarciate le gomme di un tir. Confronti tra autisti di tir, come anche con automobilisti in difficoltà visti i blocchi stradali, si sono registrati un po' in tutta Italia.



ABRUZZO, SMOBILITAZIONE MA OGGI SI RIPRENDE

Primi segni di smobilitazione ieri sera della protesta degli autotrasportatori in Abruzzo. Secondo la Polstrada che sovrintende al tratto abruzzese della A14 alcuni tir parcheggiati fuori il casello di Pineto avrebbero lasciato i blocchi.
In serata alcuni sindaci della zona frentana si sono recati al casello Valdisangro per incontrare gli autotrasportatori in protesta, i quali avrebbero confermato ai sindaci la loro intenzione di proseguire nello sciopero.
Secondo la Polstrada, i caselli sarebbero stati presidiati da circa cento tir e tutti e le volanti avrebbero iniziato a comunicare ai camionisti l'avvenuta firma della precettazione. Da qui le prime crepe sulla compattezza della protesta e nel caso di Pineto i primi abbandoni del fronte di lotta.
Infine, la questura dell'Aquila ha reso noto che il presidio dei tir sulla A25 che era all'esterno del casello di Aquila ovest ha smobilitato intorno alle ore 22 ma i camionisti avrebbero intenzioni di radunarsi nuovamente questa mattina.




COSA RISCHIA CHI CONTINUA IL BLOCCO

Chi non rispetterà l'ordinanza del Ministro Bianchi andrà incontro a pesanti sanzioni, che arrivano fino a 500 euro al giorno per i singoli imprenditori e fino a 25 mila euro al giorno per le associazioni, come precisa una nota del ministero dei Trasporti.
Non solo: chi non rispetta l'ordinanza rischia anche la sospensione dall'Albo nonché la reclusione sino a 4 anni e arresto facoltativo nel caso in cui il comportamento concretizzi la fattispecie criminosa di cui all'articolo 610 del Codice Penale (violenza privata, come ad esempio impedire l'accesso a un casello autostradale o a un porto).
Ma gli autotrasportatori ritengono che questa precettazione sia illegittima perché è mancato il tentativo di conciliazione.



FORNITURE ALIMENTARI BLOCCATE

In crisi tutta la filiera della distribuzione, a cominciare da quella agroalimentare. Per la Confederazione Italiana Agricoltori, la Cia, il danno ammonta a oltre 200 milioni di euro al giorno. Una cifra alla quale si aggiunge l'incubo degli 'scaffali vuoti' a ridosso del Natale: «a rischio - afferma Confagricoltura - proprio la settimana più importante dell'anno».
Potranno mancare quindi frutta, verdura, latte. Ma non solo, anche carni, formaggi e animali vivi. In Sicilia il blocco dello stretto di Messina impedisce il ritiro dell'ortofrutta e di effettuare le consegne programmate. In Liguria il fermo alla frontiera di Ventimiglia sta mettendo in seria difficoltà le imprese che esportano frutta, verdura e fiori. In Sardegna sono praticamente ferme nei porti le merci dirette al continente: pomodori, agrumi. E si guarda con forte preoccupazione ai prossimi giorni per quanto riguarda la carne di agnello. In Lombardia, in Veneto e nelle altre zone a vocazione zootecnica gli allevamenti sono in estrema difficoltà.
Da registrare in alcuni supermercati mancanza di prodotti anche per una sorta di corsa all'acquisto per la paura di successive mancanze.
Non è ancora accaparramento, ma tali episodi non fanno altro che accelerare la mancanza di forniture.
A causa del blocco è a rischio anche la distribuzione sul territorio dei farmaci, come afferma Farmindustria.



BENZINA

E' ormai una impresa ardua trovare ancora un goccio di benzina. Ci vorranno 48 ore dalla fine del blocco per tornare alla normalità. Ed è allarme anche per le ambulanze e mezzi di soccorso, tanto che la Figisc, come anche la Fegica-Cisl, invita i benzinai che ancora non hanno esaurito le scorte a conservarla per i servizi di pubblica utilità.
Peraltro la Confagricoltura sottolinea che il blocco ripropone con forza il problema dell'inefficienza del sistema di trasporti, che è molto sbilanciato verso quello su gomma: l'84% delle merci viaggia in autotrasporto, solo l'1,43% via ferrovia.

12/12/2007 8.15


(svincolo Miranese)



SCARAMUCCE TRA AGENTI E CAMIONISTI

Blocchi degli autotrasportatori ancora attivi in Abruzzo. Scaramucce verbali tra camionisti, subito rientrate, sono state segnalate da Carabinieri e Polizia Stradale, dalle 7 di stamani, prima all'esterno del casello Val Vibrata, poi di Pescara Nord e Dragonara, sull'autostrada A14.
Circa 100, secondo il Compartimento regionale della Polizia Stradale, sono i mezzi pesanti distribuiti negli otto presidi attuati fuori, o nei pressi, di altrettanti caselli autostradali di A24 e A14 e lungo le statali, come l'Adriatica.
A Montesilvano, a meno di un chilometro dal casello di Pescara Nord i camion in transito vengono fermati da i colleghi in un Bar Autogrill.
Su nessuno dei mezzi pesanti impegnati nei presidi si trovano animali vivi o merci deperibili; prima della mezzanotte i tir fermi erano 150.
Sul fronte dell'approvvigionamento di carburante, problemi per gli automobilisti si stanno verificando anche in Abruzzo. Per le autostrade, lungo l'A25 Roma-Pescara hanno finito il carburante i distributori delle aree di sosta Monte Velino Nord e Sud.
Nel capoluogo di regione, invece, la polizia stradale segnala c'é ancora carburante solo in quattro stazioni di rifornimento.

COLDIRETTI, CROLLA IL MADE IN ITALY ALL'ESTERO

Scaffali lasciati vuoti si riempiono con prodotti dei paesi concorrenti.
Se in Italia gli scaffali dei supermercati si svuotano, all'estero gli spazi lasciati liberi dal Made in Italy si stanno riempiendo con i prodotti dei paesi concorrenti.
E' quanto denuncia la Coldiretti nel sottolineare che i ritardi nelle consegne e l'incertezza sui tempi di soluzione della crisi stanno provocando danni al Made in Italy anche all'estero dove i paesi concorrenti stanno occupando gli spazi di mercato lasciati liberi a causa dei blocchi stradali.
«La mancata sospensione dello sciopero dopo l'ordinanza di precettazione ministeriale fa temere - continua l'associazione di categoria - tempi lunghi per la soluzione che sono incompatibili con la tenuta economica delle imprese e le esigenze dei consumatori con i prodotti base dell'alimentazione che stanno rapidamente sparendo dagli scaffali».
Per questo gli uffici legali della Coldiretti stanno valutando una richiesta danni per le perdite subite


12/12/2007 12.28



(svincolo A4-A27)





(svincolo Marghera)



DEL TURCO «DOBBIAMO METTERE IN CRISI QUELL'ABRUZZO CHE NON VUOLE IL CAMBIAMENTO»

Del Turco, chiamato in causa sullo sciopero degli autotrasportatori, ha giudicato la vicenda da «cinema dell'horror».
«Ho conosciuto i capi della contestazione nel 2000, quando ero ministro delle Finanze e li ho ritrovati come sottosegretari del Governo Berlusconi. Caduto Berlusconi ricominciano con Prodi. La situazione è la stessa».
Citando un incontro tra l'allora presidente americano Franklin Delano Roosevelt e l'associazione degli industriali, durante il quale Roosevelt li richiamò alle loro responsabilità, anche sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro, Del Turco ha chiesto agli imprenditori abruzzesi «che oggi si lamentano» dov'erano quando «la sanità diceva di dare assistenza e invece strangolava il bilancio regionale. Dovete parteggiare - ha invocato Del Turco - nel senso di prendere parte allo scontro politico che c'è tra chi vuole il cambiamento e chi no. C'è un Abruzzo che dobbiamo mettere in crisi, quello che ritiene indifferente scegliere tra un presidente dell'Aptr che parla sette lingue e uno che conosce sette dialetti».



(stazione Padova Est)



LA FITA-CNA: LO SCIOPERO CONTINUA

«Nel provvedimento di precettazione disposto dal governo nei confronti degli autotrasportatori in sciopero non si può non rilevare la totale mancanza a qualsiasi cenno ai motivi della protesta. Né corrisponde al vero l'assunto che le organizzazioni sindacali il 23 novembre scorso non si siano presentate tentando di “creare” da parte del governo un tentativo di conciliazione che non solo non è mai avvenuto, ma non è stato neppure indetto, comunicato, segnalato, pubblicato». Lo afferma in un documento la Fita-Cna, che si chiede «come possa questo testo realizzare l'obbiettivo che si prefigge dell'equo contemperamento tra l'esercizio del diritto di sciopero e il godimento dei diritti fondamentali della collettività senza neppure prendere in considerazione i motivi che erano alla base dello sciopero, pure quelli connessi a diritti fondamentali primo fra tutti quello al lavoro».
«È singolare che un governo sensibile alle problematiche del lavoro – conclude la nota - affermi che esulano dalla competenza della commissione le valutazioni in ordine ai motivi che sono alla base della protesta».

ORE 16: NON PIU' BLOCCHI TOTALI

Rallentamenti, code, qualche tratto chiuso ai mezzi pesanti, ma nella nota di Autostrade per l'Italia, sulla situazione alle ore 15, non si registrano più blocchi totali sulla rete autostradale in conseguenza dello sciopero degli autotrasportatori.
Autostrade per l'Italia segnala inoltre che, il gasolio è disponibile ancora nel 70% delle Aree di Servizio della propria rete e che la benzina è presente nel 90%.
Le forze di Polizia stanno impiegando oltre 2.500 unità per garantire in tempi rapidi il ritorno alla normalità. Il Dipartimento di pubblica sicurezza sta monitorando le varie realtà locali e registra segnali positivi in alcune regioni, come l'Emilia Romagna, la Toscana, la Sicilia occidentale, la Puglia, il Friuli Venezia Giulia. Ovunque si sta favorendo l'afflusso e la disponibilità dei beni e dei servizi essenziali.
Laddove restano i blocchi - fa sapere il Viminale - si stanno rilevando puntualmente le violazioni all'ordinanza, che saranno perseguite come previsto dalla legge. Le questure stanno anche procedendo a trasmettere le segnalazioni dei comportamenti illegali al ministero dei Trasporti perché questo possa verificare i presupposti per la prevista revoca della licenza.

ORE 19. LA PROTESTA SI FERMA

Pochi minuti prima delle 19 due sigle sindacali hanno comunicato che la protesta era finita.
Ma quella di oggi è stata una giornata molto difficile. Moltissimi gli allarmi giunti dall'intero mondo produttivo. Dopo la cassa integrazione chiesta ieri dalla Sevel di Atessa (Ch), che produce i furgoni Ducato per la Fiat, hanno avuto moltissime ripercussioni quasi tutte le imprese che operano nel campo alimentare e non solo.
Allarmi sono stati lanciati dalle farmacie per il mancato approvvigionamento dei farmaci, dagli aeroporti per le difficoltà di trovare carburante, da diverse società di trasporto pubblico. Nel pomeriggio si era persino chiesto l'intervento della Protezione civile per numerose segnalazioni di criticità in tutta Italia.