Commercio, imprenditori e sindacati contro l’anomalia Abruzzo

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Rappresentanti degli imprenditori commerciali e dei lavoratori dipendenti hanno sottoscritto un documento comune sulla situazione del commercio in Abruzzo. In calce alle due cartelle che compongono l'avviso comune sulla legislazione regionale ed il commercio in Abruzzo infatti ci sono per la prima volta le firme di Beniamino Orfanelli, presidente di Confesercenti Abruzzo, e dei segretari regionali di Filcams-Cgil Antonio Terenzi, Fisascat-Cisl Marcello Pasquarella e Uiltucs-Uil Nicola Cieri.
Un documento che prende spunto dalla congiuntura attuale per giungere ad una nuova programmazione del settore.
Partendo da quelle che nel documento vengono definite «incongruenze», come «i 382 mq di superficie di vendita disponibili per ogni 1000 abitanti che fanno dell'area metropolitana che comprende i Comuni di Silvi, Città S. Angelo, Montesilvano, Pescara Chieti, S. Giovanni Teatino, Francavilla e Ortona la prima in Italia per mq commerciali disponibili» si legge nell'esordio del documento, «e la sproporzionata rilevanza ed incidenza sul tessuto economico e sociale della grande distribuzione organizzata nella nostra Regione anche in considerazione della conformazione del territorio abruzzese».
Una situazione che si scontra con «la immutabile disponibilità da parte dei consumatori in termini di spesa settimanale che spesso non consente di arrivare alla quarta settimana del mese», con «la mancanza di indirizzi programmatici utili al recupero della qualità ed efficienza della distribuzione che definisca una reale diminuzione dei prezzi» e con «la certezza di aumentare sì il dato occupazionale, ma solo in termini precari e a danno della stabilità del posto di lavoro».

«NUOVA LEGGE DI SETTORE»

È da queste considerazioni che Confesercenti, Cgil, Cisl e Uil partono per chiedere che la nuova legge di settore preveda alcuni passaggi decisivi, come «la presenza ed il costante funzionamento dell'Osservatorio Regionale di settore quale strumento necessario ed utile al rilascio delle nuove autorizzazioni alla grande distribuzione per uniformare le presenze nei diversi territori evitando inutili e dannosi intasamenti come già avvenuto per la grande distribuzione alimentare», il «riconoscimento ai centri città e storici di tutti i comuni della regione del ruolo primario di «polo commerciale sostenendo la crescita dell'associazionismo economico finalizzato alla gestione dei centri commerciali naturali ed integrati» e «il rispetto delle norme di legge e di contratto per tutto ciò che attiene al lavoro dipendente non escludendo penalizzazioni per gli operatori poco virtuosi».

ORARI E DEROGHE DOMENICALI

Un altro tema affrontato nel documento è stato la modifica, su base regionale, della normativa sugli orari riferita alle deroghe per le aperture domenicali e festive.
Nel documento si ribadisce che la prima stesura della legge regionale 25 del 06 è il «giusto punto di equilibrio, a suo tempo realizzato, tra le esigenze del mondo della distribuzione, dei consumatori e dei lavoratori e che occorre ripristinare anche nella parte relativa alle deroghe per le aperture domenicali e festive ed eventualmente predisporre alcune condizioni di miglior favore per le aree interne delle Comunità Montane del territorio regionale, dove non insiste la GDO».
Per questo Confesercenti, Cgil, Cisl e Uil chiedono al Presidente e alla Giunta Regionale e al Presidente ed ai capi-gruppo consiliari del Consiglio Regionale, come per la parte urbanistica-commerciale, «di abrogare anche per gli orari il deliberato del 23/10/2007 e che si impegnino ed operino, d'intesa con il mondo del commercio e del lavoro, all'approvazione di una nuova Legge Quadro che, tenuto conto delle presenti indicazioni, risponda agli interessi dell'economia abruzzese».

La stesura e la firma del documento viene giudicata molto positivamente dai vertici di Confesercenti.
«Questo avviso comune è un passo importante verso la nuova legge regionale» dice il presidente di Confesercenti Beniamino Orfanelli, «una legge che deve rispettare la natura del tessuto economico e urbanistico di questa regione e che in quest'ottica sia un giusto punto di equilibrio fra le esigenze delle piccole e medie imprese, dei lavoratori dipendenti e dei consumatori. L'Abruzzo deve essere la regione dei centri medi, della qualità della vita, del turismo, e tutto questo non passa certo attraverso la costruzione di grandi cattedrali nel deserto e lo svuotamento dei centri urbani».
«In occasione della stesura di questo documento» aggiunge il segretario regionale di Confesercenti Enzo Giammarino «si sono sedute attorno allo stesso tavolo quelle forze limpide e trasparenti che lavorano per lo sviluppo sostenibile del commercio di questa regione. Imprenditori della piccola e della media distribuzione e lavoratori dipendenti infatti sono quelle forze che lavorano per una economia sana non fagocitata dagli interessi della grande distribuzione e della speculazione edilizia. Riteniamo necessaria la legge quadro sul commercio, lavoriamo per far sì che il Consiglio regionale e la Giunta regionale sappiano insieme riempire questa legge di contenuti condivisi e concertati».

11/12/2007 10.41

I CENTRI COMMERCIALI TRA PESCARA E CHIETI



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