Toto, l'ascesa di un impero tra Alitalia e Wi Max

Alessandro Biancardi

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Toto, l'ascesa di un impero tra Alitalia e Wi Max
ABRUZZO. Il 2008 potrebbe essere l'anno della grande svolta per l'imprenditore abruzzese Carlo Toto. Potrebbe finalmente esserci il passaggio definitivo dall'imprenditoria locale di provincia ai vertici dell'economia italiana che conta. In ballo ci sono due delle più grosse operazioni pubbliche del nostro paese. In ballo ci sono l'aggiudicazione dell’Alitalia e l'assegnazione delle reti e dei diritti d'uso di frequenze per sistemi Broadband Wireless Access (BWA).
Qualche mese fa l'affare Alitalia sembrava definitivamente sfumato, ma oggi Toto ritorno all'attacco e gareggia insieme alla Air France-Klm e la cordata guidata da Antonio Baldassarre, ex presidente della Corte Costituzionale e della Rai.
Già nei mesi scorsi si sono potuti raccogliere pareri positivi da parte di uno schieramento trasversale verso l'imprenditore abruzzese (la tesi prevalente era: tutto sommato meglio un italiano che uno straniero a capo della compagnia di bandiera).
Tutte e tre le società hanno presentato una offerta non vincolante e il cda della compagnia di bandiera ha fatto sapere che si deciderà la prossima settimana.
«La Compagnia di bandiera è un asset irrinunciabile per la competitività del nostro Paese e delle imprese impegnate a concorrere su mercati sempre più globali, oltre ad essere un fattore determinante per l'industria del turismo e per le necessità di viaggio degli italiani», ha commentato Carlo Toto, Presidente del Gruppo Toto.
L'imprenditore teatino assicura che il suo progetto imprenditoriale è «solido e credibile» e «consentirà il risanamento e rilancio della Compagnia preservandone l'identità italiana. Potremo così restituire al nostro Paese la possibilità di avere collegamenti diretti con il mondo e a migliaia di lavoratori l'orgoglio di far parte di un'azienda sana e competitiva».

L'OFFERTA DELLA AP HOLDING

Quella della Ap Holding, (controllata al 100% dal Gruppo Toto), è un «progetto imprenditoriale a lungo termine», fa sapere l'azienda, «che rappresenta una soluzione concreta ed ottimale per Alitalia, per il suo personale, per i suoi azionisti e per i consumatori».
Il piano quinquennale 2008-2012 prevede il risanamento e il rilancio della Compagnia, che diventerà il quarto vettore europeo, raggiungendo il pareggio già nel 2009 e l'utile nel 2010.
AP Holding è supportata nell'operazione da un core banking group di cui fanno parte Intesa Sanpaolo, Morgan Stanley, Nomura e Goldman Sachs (advisor finanziario).
Il progetto prevede investimenti complessivi nell'arco di piano di oltre 4 miliardi di euro, in gran parte destinati al rinnovo della flotta di medio raggio.
Ulteriori investimenti saranno realizzati per gli aerei di lungo raggio.
L'Italia potrà così mantenere la sua Compagnia di bandiera con i due hub intercontinentali di Roma Fiumicino e Milano Malpensa e con un network focalizzato sui collegamenti dall'Italia verso il mondo e dal mondo verso l'Italia.
«L'integrazione tra le prime due compagnie italiane», si spiega in una nota stampa, «rafforzerà la leadership della nuova Alitalia sul mercato domestico, consoliderà la sua presenza sulle rotte point to point a livello internazionale e consentirà uno sviluppo rilevante delle attività di lungo raggio. Saranno rilanciati i servizi di terra e, in particolare, sarà costituito un polo di eccellenza nella manutenzione che risponderà alle esigenze prima della nuova Alitalia e poi di clienti esterni».
Domenico Siniscalco, vice Presidente di Morgan Stanley International e Country Head per l'Italia, ha sottolineato che «questa proposta è in grado di assicurare il miglior servizio per i clienti e l'indipendenza di Alitalia».
Per Corrado Passera, consigliere delegato e CEO di Intesa Sanpaolo, sono 4 gli elementi portanti del piano: «risanamento gestionale, investimenti importanti nella flotta e nelle strutture, sviluppo focalizzato sui bisogni del mercato italiano, alleanze internazionali» A fine piano, assicura la Ap Holdin, la nuova Alitalia avrà la flotta passeggeri più giovane d'Europa (la maggioranza degli aerei avrà un'età inferiore a 4 anni) con 215 aeromobili, di cui 40 per il lungo raggio. I nuovi aerei consentiranno una forte riduzione dei costi di gestione e di manutenzione, una consistente diminuzione delle emissioni inquinanti di CO2 e un notevole miglioramento della qualità del servizio ai passeggeri.

LA GARA DEL WI MAX

Il gruppo Toto opera nel trasporto aereo e nei servizi aeroportuali (Air One), nel settore ferroviario (prossimamente Rail One) e in quello delle opere pubbliche e delle concessioni autostradali (Strada dei Parchi).
Questo vuol dire che se con Alitalia si gioca già con le specialità della casa, con il Wi Max si aprirà invece una nuova avventura, quella delle telecomunicazioni.
Il ministero ha fatto sapere ieri sera chi sono i 48 partecipanti alla gara del mega bando per l'assegnazione dei diritti d'uso di frequenze per sistemi Broadband Wireless Access. Al numero 1 (ordine casuale? Ordine di arrivo delle domande?) c'è proprio la Toto costruzioni generali. Al numero 11, invece, un'altra “azienda” di casa Abruzzo Engineering Scpa.
Le due potrebbero aggiudicarsi uno degli appalti più importanti del centro-sud Italia.
Si tratterà, infatti, di assegnare 35 licenze per una base di asta pari a circa 45 milioni di euro.
L'utilizzo delle frequenze Wimax (World Interoperability for Microwave access) permetterà di coprire le aree geografiche più difficilmente raggiungibili o attualmente poco remunerative per gli operatori contribuendo alla riduzione del 'digital divide' tramite connessioni ad alta velocita' alle reti di telecomunicazioni (fino a 74 megabit al secondo) in un raggio di circa 50 chilometri dal singolo punto di propagazione.
La gara assegnerà 14 licenze, due per sette macroregioni: Lombardia, Bolzano, Trento – Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Toscana - Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche - Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise - Campania, Puglia, Basilicata, Calabria - Sicilia - Sardegna.
Altre 21 licenze saranno assegnate a dimensione regionale riservate ai soggetti che non hanno licenze per Umts. I diritti di uso dureranno 15 anni.
Tutte le autorizzazioni avranno la durata di 15 anni, potranno essere rinnovate, ma non potranno essere cedute a terzi senza l'autorizzazione del Ministero.
Per quanto riguarda i tempi: entro i prossimi 15 giorni le domande saranno esaminate dal ministero che comunicherà gli ammessi alla gara.
Entro i successivi 30 giorni le offerte saranno presentate. Calcolando i tempi complessivi le offerte potrebbero essere rese note intorno al 20 gennaio.

Alessandra Lotti 07/12/2007 9.33


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