Studenti d'Italia i più somari d'Europa

Alessandro Biancardi

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LA RICERCA. Gli studenti italiani sono i più somari d'Europa, almeno stando a quanto emerge dal rapporto dell'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) che fotografa la situazione degli studenti 15enni in 57 paesi del mondo.
L'Italia è al 33esimo posto per competenze di lettura, al 36esimo per cultura scientifica, al 38esimo posto per quella matematica. I risultati sono peggiorati rispetto alle precedenti rilevazioni nel 2000 e nel 2006.
I risultati sono ancora più pesanti se si considera il livello di Pil del paese e il numero dei progetti di ricerca. Quello che il rapporto evidenzia è, soprattutto, l'alto numero (un quarto o più) di studenti che hanno raggiunto un risultato sotto il livello 2, in pratica l'insufficienza.

Per quanto riguarda la differenza tra maschi e femmine, le ragazze di tutti i paesi interessati dalla ricerca hanno fatto meglio dei loro
coetanei: in particolare, in Italia lo scarto è di 41 punti a favore delle studentesse.
Se nel 2003 i quindicenni italiani figuravano al 27esimo posto per le loro competenze nelle materie scientifiche, nel 2006 sono slittati al 36esimo posto. In cima alla lista ci sono gli studenti della Finlandia, Paese che non solo continua a mantenere buoni risultati (da
548 punti a 563), ma in cui tutti gli alunni raggiungono livelli di buon rendimento. Dietro l'Italia si piazzano Portogallo (474), Grecia
(473) e Israele (454).
L'Italia si posiziona al 33esimo posto, totalizzando un punteggio totale di 469, che la posiziona al di sotto della media Ocse nella classifica che vede ai primi cinque posti Corea del Sud, Finlandia, Hong Kong, Canada e Nuova Zelanda. Di paesi dell'Unione Europea, soltanto Repubblica Slovacca, Spagna e Grecia hanno fatto peggio del nostro paese, oltre alle nuove entrate Bulgaria e Romania. L'Ocse, inoltre, rileva come l'Italia abbia peggiorato il proprio risultato rispetto al primo rapporto Ocse-Pisa del 2000.
Per la matematica l' Italia si piazza al 38esimo posto (con 462
punti) della classifica che vede ai primi cinque posti Taiwan, Finlandia, Hong Kong, Corea del Sud e Olanda. Peggio dell'Italia, tra i paesi dell'Unione europea soltanto la Grecia che si posiziona al 39esimo posto e Bulgaria e Romania.

FIORONI: «DATI PREOCCUPANTI»

Preoccupato si è detto il ministro dell'istruzione Fioroni, parlando questa mattina a 'Panorama del giorno', su Canale 5, dei dati Ocse sulla salute della scuola italiana.
«E' il motivo per cui abbiamo introdotto non delle nuove riforme, delle quali la scuola non ha bisogno, ma un ritorno ad alcuni elementi di buonsenso - ha detto -. In dieci anni abbiamo diplomato otto milioni e ottocentomila studenti con lacune gravi e gravissime con questo sistema dei debiti non recuperabili. Aver ripristinato il recupero entro settembre, e chi non li recupera deve ripetere l'anno, credo che sia un segnale di voler ritornare ad una scuola seria, requisito essenziale per farla essere di qualità».

MONTEZEMOLO: DATI MORTIFICANTI

«Risultati mortificanti di per sé, ma ancora di più se pensiamo che peggiorano rispetto alle precedenti rilevazioni». Il presidente di Confindustria, Luca di Montezemolo, commenta così il rapporto Ocse che, rileva, «fa una impietosa fotografia del livello di preparazione dei nostri studenti. Siamo tra il trentatreesimo ed il trentottesimo posto, a seconda delle materie, su 57 paesi analizzati». L'Italia, ha detto Montezemolo all'inaugurazione dell'anno accademico della Luiss, «già molto indietro nella graduatoria internazionale è ancora peggiorata»

04/12/2007 15.43