L'assessore Di Biase:«Il progetto di Trulli rientri ai box»

Alessandro Biancardi

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L'assessore Di Biase:«Il progetto di Trulli rientri ai box»
PESCARA. Nell'incontro del 16 novembre a L'Aquila, il Collegio di Vigilanza del Prusst La Città lineare della Costa ha preso visione del progetto Grand Prix One– Parco Mediterraneo, presentato alla Regione Abruzzo dalla Società dublinese Gardner Industries Limited e sostenuto anche dal campione di F1 Jarno Trulli. TUTTI I DETTAGLI E LE IMMAGINI

L'area interessata dal progetto è un vasto ambito, oltre 1 milione di metri quadrati, localizzato nel comune di Cepagatti in vicinanza del casello Pescara-Roma dell'A25.
L'intervento, che prevede diversi spazi (150.000 metri quadrati da immettere sul mercato) destinati a grandi strutture di vendita nei
settori della moda, dell'arredamento, del design, alla ricettività alberghiera, con annesse aree parcheggio, si completerebbe con la realizzazione di un autodromo.




Le società impegnate nel progetto sono Parco Mediterraneo Srl per lo sviluppo immobiliare, Studio Merlino Progetti per la progettazione, Main Street e MBO Consulting per la commercializzazione e la gestione, Mediobanca SpA quale financial advisor e Les Gitanes per la comunicazione e l'immagine.
«Ho preso visione del progetto in quanto componente del Collegio di vigilanza», fa sapere l'assessore all'urbanistica di Pescara, Tommaso Di Biase, «e ho ritenuto doveroso dare la massima informazione su un'ipotesi a mio parere molto preoccupante per un territorio assai
delicato: parliamo di una vasta area esondabile del fiume Pescara».
Da dichiarazioni pubblicate su riviste specializzate dai leasing advisor del progetto Grand Prix One, la sua inaugurazione viene data per prossima: dovrebbe avvenire tra la fine del 2008 e la fine del primo semestre del 2009.
Ma lo stesso Merlino non è nuovo all'ideazione di mega-progetti in piena area esondabile e dunque con qualche rischio. L'esempio più eclatante rimane per ora il Megalò, il grande centro commerciale con le dighe alte 11 metri per ripararsi dalle ire del vicino fiume Pescara.
«Nell'annunciare ciò – annota l'assessore Di Biase – i due advisor hanno presentato le cifre sulla superficie affittabile, quelle sulle previsioni occupazionali, hanno esposto le filosofie dei gruppi economici impegnati nell'operazione e le motivazioni della scelta abruzzese, anche facendo riferimento alle intuizioni di Jarno Trulli.
Hanno però evitato di dire che l'area interessata è sulle sponde del fiume Pescara e che, come rilevo dal Piano di difesa dalle alluvioni della Regione Abruzzo, essa è interamente inclusa nella fascia più delicata, totalmente inedificabile».
Infatti, nella cartografia del Piano l'ambito rientra nella classe di pericolosità idraulica molto elevata.




«La mia prima preoccupazione – prosegue l'assessore – è che un intervento di così grande scala (un'area doppia rispetto a quella del non lontano centro commerciale Megalò) richieda massicce opere di protezione dal rischio idraulico che, come insegnano le più moderne teorie, comportano grandi rischi. Le aree esondabili sono fondamentali per la loro capacità di assorbire con naturalità le piene dei fiumi.
L'eccessivo arginamento dei corsi d'acqua determina l'accelerazione dei flussi senza possibilità di deflusso degli stessi. E, come assessore di Pescara, non posso non preoccuparmi dei rischi che la città, posta a valle e non lontano da Cepagatti, correrebbe in futuro».
Nella suddivisione delle aree interne all'intervento, circa la metà, quella verso il mare, è riservata all'autodromo con gli annessi servizi logistici. La restante parte è interessata dalla realizzazione di grandi strutture commerciali e ricettive.
«Sappiamo anche – evidenzia l'assessore – come il massiccio insediamento di grandi strutture commerciali nella valle del Pescara
(è la più intensa concentrazione in Italia) siano fonte di preoccupazione per un settore economico importante e diffuso nella nostra città. Penso dunque che sia doveroso anche da questo punto di vista soffermarsi attentamente su queste mastodontiche operazioni».
Con queste preoccupazioni, l'assessore Tommaso Di Biase invita le rappresentanze politiche e istituzionali, le associazioni ambientaliste, quelle di categoria del commercio e gli stessi ordini professionali ad opporsi alla realizzazione del progetto Grand Prix One – Parco Mediterraneo.
«L'Abruzzo – conclude Di Biase – è una regione che dovrà impegnarsi a costruire il proprio futuro su modelli ecologicamente e socialmente
sostenibili. Ho letto che i leasing advisor di Grand Prix parlano dal loro ufficio nel cuore di Milano affacciato su un incantevole giardino all'italiana. Se non pensiamo alla nostra regione come al nostro grande giardino, contrastando grandi interventi eterodiretti, difficilmente sembreranno strane le ironie di chi, come è successo, propone l'Abruzzo come un grande parcheggio per l'Italia anziché come la sua regione dei parchi».