Il Tar blocca il mega parcheggio commerciale

Alessandro Biancardi

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CITTA’ SANT’ANGELO. La società Canieri Italiani non potrà costruire il mega parcheggio nei pressi dei centri commerciali Mondo Convenienza e Pittarello, a due passi dall’Iper. L’autorizzazione rilasciata dal Comune è stata infatti sospesa da una sentenza del Tribunale amministrativo di Pescara dello scorso 7 novembre.
Ma c'è di più, perché adesso la questione approderà anche alla Procura di Pescara e alla Corte dei Conti dell'Aquila, per verificare, si spiega nella sentenza, se la cessione dell'area ai privati «potrebbe aver arrecato un danno all'Ente». Intanto il Comune deve versare 6 mila euro di spese legali.
La storia ha inizio il 21 dicembre del 2006 quando il Consiglio comunale approvò il Piano della Viabilità, in cui era stata inserita anche una nuova rotatoria, che interessava parzialmente il terreno di proprietà di una cittadina del posto.
Il 20 febbraio 2007 la donna è stata informata dal Dirigente del Settore Tecnico comunale che il Comune intendeva espropriare parte del suo terreno per realizzare la rotatoria, spiegando anche che la Giunta (con deliberazione comunale 8 gennaio 2007, n. 2) aveva già approvato il progetto preliminare dei lavori. Ma lei era all'oscuro di tutto, sebbene l'opera interessasse anche la sua proprietà.
Secondo il Tar, la signora «non ha ricevuto la preventiva comunicazione dell'avvio del procedimento», che è obbligatoria per legge, «che la Giunta comunale era incompetente ad assumere l'atto impugnato».
Il Comune ha provato a salvarsi con l' “occupazione d'urgenza”, ma nemmeno questa è stata ritenuta una valida scappatoia. «L'occupazione d'urgenza», scrive il Tar, «è oggi uno strumento straordinario nel procedimento espropriativo, non rinvenibile nell'urgenza di consentire l'apertura di una nuova struttura commerciale».
Inoltre con delibera del 1° febbraio 2007, n. 6, il Consiglio comunale di Città Sant'Angelo, in risposta alla richiesta di Cantieri Italiani s.r.l., ha variato lo strumento urbanistico, destinando a parcheggio un'area comunale destinata a verde pubblico. Ma non solo, il Comune ha disposto la sdemanializzazione e la cessione delle area alla società. E in questa zona era ricompresa ancora una proprietà della signora.
Lo sportello Unico per attività produttive ed il Comune non «hanno svolto», si legge nella sentenza, «un'adeguata istruttoria in sede di esame dell'istanza della Cantieri Italiani s.r.l., relativa al recupero ed alla trasformazione in attività commerciale dell'opificio industriale, né era applicabile il procedimento per trasformare un'area comunale destinata a verde in un'area di sosta-parcheggio a servizio dell'edificio commerciale. Ugualmente la Giunta era incompetente ad accogliere la proposta di acquisto di tale area comunale».
Insomma un errore dietro l'altro.
«Sono state violate le norme partecipative previste dalle legge», si legge ancora, e non sono «state effettuate le pubblicazioni previste per l'introduzione della variante allo strumento urbanistico». «L'eccessiva solerzia nella stipula degli atti», si legge ancora, «aveva condotto il Dirigente ad incrementare la superficie ceduta, che, a prezzo immutato (€ 214.800), era passata da mq. 5.570 a mq. 5.693. Per l'alienazione dell'area comunale si era fatto ricorso senza adeguata motivazione alla trattativa privata».
Eppure sulla questione c'erano state forti tensioni politiche tra il sindaco e Rifondazione comunista.
«Oggi il Tar», spiega Maurizio Acerbo, «ha confermato tutti i motivi di contrarietà espressi da Rifondazione che come al solito, è rimasta sola ad opporsi ad un'altra struttura della grande distribuzione». Una “solitudine” che spesso fa di Rc una voce fuori dal coro e che potrebbe adesso compromettere anche la serenità della maggioranza di consiglio.
30/11/2007 12.16

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=8869]UN'ALTRA SENTENZA DEL TAR CONTRO IL COMUNE[/url]