Giuliano Lalli nominato commissario prefettizio di Bussi

Alessandro Biancardi

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MALUMORI PER LA NOMINA «INOPPORTUNA»
BUSSI. E' il prefetto in quiescenza Giuliano Lalli il commissario nominato dalla Prefettura di Pescara al Comune di Bussi. Il provvedimento si è reso necessario a seguito delle dimissioni della metà più uno dei consiglieri del Comune di Bussi sul Tirino.
E oggi Rifondazione assicura: «l'amministrazione comunale non è caduta per la guerra del Pd».
Ieri l'ex sindaco di Bussi Chella
sosteneva che «i ginobliani hanno voluto far cadere un sindaco del Partito democratico».
Oggi Rifondazione puntualizza: «il partito democratico non è al centro del mondo e interpretare la crisi politica che ha diviso la maggioranza come scontro interno al Pd non solo è falso ma è quantomeno ridicolo».
Eppure Chella ne è certo: la spaccatura del nuovo partito ha portato alla sua caduta a causa di una "vendetta" dei supporters di Ginoble, candidato alla segreteria regionale del partito, poi battuto da Luciano D'Alfonso.
«Le questioni sono altre e riguardano lo sviluppo strategico di Bussi e le soluzioni ai gravi problemi che affliggono i cittadini», assicura Rifondazione.
«Già nel dicembre 2006, a sei mesi appena dall'insediamento dell'amministrazione, il sindaco senza un vero, valido e serio motivo ritirava le deleghe all'intera Giunta.
«Le forzature» per far accettare a Bussi l'insediamento della Orim, «risultano inopportune ed incoerenti vista la richiesta alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, di inserire la discarica di Bussi e l'intero Polo Industriale in un Sito di interesse Nazionale per permetterne la bonifica.
«Dare la parola ai cittadini», insiste Rifondazione, «sui grandi temi che riguardano il futuro del paese e dell'intera vallata del Pescara attraverso referendum comunali o altre forme di consultazione sarebbe stato il minimo livello democratico accettabile. Nulla di tutto ciò è stato voluto».

29/11/2007 9.16

MALUMORI PER LA NOMINA «INOPPORTUNA»

Scalpore, malumore e interrogativi.
Non è passata inosservata la nomina a commissario del Comune di Bussi dell'ex prefetto Giuliano Lalli.
Il centrodestra pescarese sembrerebbe non aver reagito bene all'annuncio. Al momento ci sarebbe una fase di concertazione e di confronto per valutare l'ipotesi di presentare una interrogazione urgente al parlamento per fare luce e chiarezza sulle ragioni della nomina.
Lalli era sempre stato al centro di pettegolezzi che lo volevano “troppo vicino” al centro sinistra e nella fattispecie al sindaco della Margherita, ora primo esponente del Pd in Abruzzo, Luciano D'Alfonso.
Appena andato in pensione le voci si sono trasformate in certezze perché proprio il primo cittadino pensò di utilizzare questa «professionalità» nominandolo nel Cda della municipalizzata Attiva che si occupa della pulizia delle strade.
A molti è sembrata strana la nomina per diverse ragioni.
Una certa consuetudine infatti vorrebbe che a gestire l'ordinaria amministrazione di un Comune, momentaneamente sprovvisto di amministratori eletti regolarmente, vadano dipendenti della prefettura in servizio. Non si ricordano casi di commissari reclutati tra i pensionati.
Inoltre, ragioni di opportunità avrebbero dovuto sconsigliare la nomina di una persona che ha perso la sua «imparzialità» accettando una carica “politica”.
Ad aggravare la situazione il fatto che Lalli attualmente dovrebbe sostituire proprio un sindaco della Margherita, lo stesso partito che lo ha ricompensato.
Tutto questo accade in un centro che da quasi un anno è diventato il centro della Regione per una serie di scandali che non hanno ancora responsabili, che è lo scenario di tantissimi procedimenti giudiziari che non vedono ancora una fine.
Lo scenario nel quale loschi figuri hanno riversato tonnellate di rifiuti nel sottosuolo, ed altrettanti loschi figuri hanno fatto finta di non vedere.
A Bussi vi sono anche i pozzi contaminati e dai quali è partita l'acqua avvelenata distribuita nella Val Pescara a 500mila persone.
Ora che i nodi sono arrivati al pettine e nel momento di assicurare alla giustizia tali terroristi il mondo delle istituzioni non può permettersi tali leggerezze.

29/11/2007 13.47