«Senza regolamento su cinghiali e cervi, lasceremo progetto per l'orso»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Se il regolamento per la gestione degli ungulati (Cinghiali, Camosci, Stambecchi, Caprioloi, Cervo, Daino) non sarà approvato dalla Regione entro gennaio 2008, la Provincia di Pescara uscirà dal Patom.
Si tratta del Piano di azione di tutela dell'orso marsicano sottoscritto tra Regione Abruzzo in qualità di capofila, Ministero dell'Ambiente, Corpo Forestale dello Stato, Università degli Studi "La Sapienza" di Roma, Istituto Nazionale di Fauna Selvatica, parchi e riserve naturali ed enti locali interessati alla salvaguardia del plantigrado simbolo della regione verde d'Europa.
L'annuncio arriva dall'assessore all'Ambiente, Sante Di Paolo, tra i firmatari del protocollo d'intesa del progetto, che in una lettera inviata ai partner spiega le ragioni dell'ultimatum, drastico ma necessario epilogo di una serie di sollecitazioni verbali, scritte e a mezzo stampa fatte da mesi alla Regione dal servizio Tutela e Valorizzazione dell'Ambiente dell'ente, senza ottenere risposte né risultati.
Senza esito positivo anche la mozione presentata in consiglio da Enzo Di Simone, presidente della commissione consiliare Lavori pubblici, Viabilità e Politiche Agricole, per accelerare l'iter di approvazione del documento, avviato nell'ottobre 2006.
«La bozza – spiega Di Paolo – è da alcuni mesi all'esame della terza commissione consiliare della Regione, che puntualmente va deserta o è inconcludente. Ma la situazione non è più tollerabile, perché il tanto atteso regolamento è l'unico strumento in grado di garantire da parte delle Province una corretta gestione degli ungulati al di fuori delle aree protette, risolvendo in parte anche il problema degli ingenti danni arrecati da questi animali, soprattutto cinghiali, alle colture e al patrimonio forestale».
Senza contare quello degli incidenti stradali provocati da cervi, caprioli, cinghiali e altri animali selvatici che attraversano all'improvviso le carreggiate.
«Il Patom - sottolinea l'assessore - non potrà essere pienamente efficace se non si risolvono parallelamente le principali emergenze in atto sul fronte degli ungulati e altri fondi pubblici verranno così spesi senza ottenere risultati soddisfacenti».
Basterebbe, secondo Di Paolo, la metà dei 2 milioni e mezzo di euro spesi ogni anno dalla Regione per rimborsi danni ed inutili ripopolamenti di animali da allevamento, come lepri, fagiani e starne, per creare strutture tecniche in grado di gestire adeguatamente il settore, con piena soddisfazione del mondo venatorio e agricolo.
«La ratifica del regolamento – conclude Di Paolo – è infine indispensabile per la pianificazione della stagione venatoria 2008/2009, per questo dovrà avvenire imprescindibilmente entro il prossimo gennaio».

28/11/2007 10.34