Difesa del suolo, il Comune dell’Aquila approva il catasto degli incendi

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Dopo i devastanti incendi che hanno colpito, la scorsa estate, la pineta di San Giuliano e le aree circostanti, il Comune dell’Aquila si dota finalmente del catasto dei territori percorsi dal fuoco. Una mappa prevista dalla legge quadro in materia di incendi boschivi approvata dal Consiglio dei Ministri nel 2000 (la n. 353 del 21-11-2000), ma divenuta di urgente applicazione per i Comuni entro 30 giorni dallo spegnimento dell’ultimo incendio.
Il catasto dei soprassuoli è uno strumento indispensabile per la difesa del suolo e del paesaggio dei territori incendiati, che dovrebbe evitare comportamenti illeciti sul territorio mappato.
«L'Aquila è la prima città a dotarsi del catasto – ha osservato l'Assessore all'Ambiente David Filieri – in poco più di due mesi e mezzo il Settore ha predisposto il documento e la Giunta lo ha approvato solo ieri. Qui parliamo poi di un incendio particolare, sul quale gli occhi degli aquilani sono puntati da tempo, e abbiamo voluto dare il segnale che l'Amministrazione ci sta lavorando in maniera alacre e che siamo pronti ad affrontare le fasi successive, che saranno quelle di verifica dei danni e delle risorse a disposizione per poter finalmente intervenire sull'area distrutta».
Il catasto pone una serie di vincoli: le zone boschive interessate da incendi non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all'incendio stesso, per almeno 15 anni; è vietata, per dieci anni, la realizzazione di edifici ad eccezione di quelli già autorizzati.
Nei cinque anni successivi all'incendio sono vietate opere di rimboschimento e per dieci anni il pascolo e la caccia.
Il sindaco Massimo Cialente ha espresso soddisfazione per l'approvazione del catasto, sottolineando il primato in questo campo in Italia, «stiamo recuperando credibilità a livello nazionale – ha detto il sindaco – dopo che per anni siamo stati agli ultimi posti in molti settori».
Ma il settore ambiente del Comune dovrà presto rimboccarsi le maniche per predisporre un piano comunale di emergenza. Un piano, cioè, che preveda misure cautelative per difendere i centri abitati che si trovano vicino alle aree boschive. Questo per evitare che, in caso di incendi, il fuoco si avvicini troppo agli edifici.
Filieri ha poi dichiarato che sarà potenziato l'apparato di Protezione Civile.
«Quando scoppiò l'incendio a Collebrincioni – ha affermato l'assessore – ci siamo resi conto che non avevamo il ponte radio con la Protezione Civile, ci siamo dovuti muovere in maniera quasi dilettantesca, ma ne siamo venuti fuori bene grazie all'intervento del Corpo Forestale, dei Vigili del Fuoco e di altre associazioni che ci hanno supportato».
Intanto, non sono buone le notizie riguardo i fondi per risarcimento dei danni provocati dall'incendio della collina di San Giuliano, che la scorsa estate ha distrutto 384 ettari di superficie boschiva, arrivando a lambire le abitazioni nel quartiere di Pettino.
«Non abbiamo ancora notizie sui fondi, un silenzio che non fa ben sperare – ha detto Filieri – ma vista l'entità degli incendi che hanno interessato il territorio nazionale quest'estate non saranno molte le risorse da destinare al nostro Comune. Intanto stiamo procedendo con la bonifica delle aree incendiate, e dopo aver ottenuto la relazione da parte dei tecnici e dei geologi andremo in Regione per ragionare sui fondi».

Mara Iovannone 28/11/2007 10.31