IL SEQUESTRO

Sequestrati 44 kg di cocaina purissima tra carne e pesce. 15 arresti

La Cassazione poi assolve tutti

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. L'hanno battezzata operazione "Travel shop": 30 persone sono indagate, di cui 15 raggiunte da ordinanze di custodia cautelare. Tredici sono già state eseguite, altre due persone sono attivamente ricercate. 44 i kg di cocaina purissima sequestrata, probabilmente di origine colombiana, che avrebbe fruttato oltre 3 milioni di euro.

I camion sui quali viaggiava la droga trasportavano, come copertura, carne, pesce o frutta e verdura.
Lo stupefacente veniva stipato all'interno delle celle frigorifere per evitare che i cani antidroga potessero fiutarlo.
L'operazione è stata compiuta dalla Squadra Mobile dell'Aquila, che ha stroncato un traffico internazionale di cocaina e hascisc tra la Spagna e l'Italia, in particolare Abruzzo, Lazio e Campania.
L'operazione è stata coordinata dalla Direzione centrale Anticrimine del Ministero dell'Interno, in collaborazione con le Squadre Mobili di Roma, Napoli e Latina.
In manette sono finiti Eugenio Guardascione, napoletano di 43 anni; Mario Bartoli, romano di 62 anni, alias "l'animale" o "lercione", titolare della ditta di autotrasporti denominata "Bartoli trans"; Mauro Mastrofini, 49 anni romano, proprietario del ristorante "La Vigna" di Colonna (Roma).
Tutti e tre sono accusati di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Secondo gli investigatori Guardascione e Bartoli erano i capi dell'organizzazione, gli altri arrestati agivano da fiancheggiatori organizzando delle vere e proprie staffette al fine di evitare i posti di blocco delle forze dell'ordine.
Le altre ordinanze riguardano le gemelle Rosana e Roselì Correra, 44anni, brasiliane alle quali sono stati concessi i domiciliari; Nerio Ronzetti, 58 anni; Antonio Silvestri, 35 anni di Civitella Roveto (L'Aquila) gia' detenuto in Francia; Stefania de Luca, napoletana di 40 anni (domiciliari); Cataldo Patruno, foggiano, residente ad Aprilia (Latina) 60 anni; Simone Vasselli, romano di 25 anni (domiciliari); Giovanni Vasselli, romano di 54 anni (domiciliari); Bruno Ducci, 60 anni romano (domiciliari) e Francesco Di Nicola, 48 anni, di San Benedetto dei Marsi (L'Aquila).

«ALCUNI INDAGATI VICINI AI CLAN DELLA CAMORRA»

L'operazione era nata tre anni fa su indicazione della Dda che voleva verificare se sul territorio abruzzese ci fossero ramificazioni di organizzazioni della criminalità organizzata.
Secondo il questore dell'Aquila, Filippo Piritore, alcuni indagati sono vicini alla Camorra e alla criminalità foggiana.
In precedenza la polizia aveva già sequestrato, nell'ambito della stessa operazione, altri 20 chili di droga. Complessivamente, se immessa sul mercato, la sostanza stupefacente avrebbe fruttato introiti per circa 3 milioni e mezzo di euro.
L'operazione e' stata coordinata dalla procura distrettuale antimafia dell'Aquila nella persona del sostituto Mario Pinelli che ha richiesto e ottenuto dal gip Giansaverio Cappa le emissioni dei 15 provvedimenti cautelari.

L'USO STRATEGICO DEI CELLULARI

Secondo la ricostruzione della polizia, l'organizzazione era molto attenta nell'utilizzo dei telefoni cellulari le cui schede venivano cambiate ad ogni nuovo trasporto di droga.
La base operativa era il ristorante in provincia di Roma dove, spesso, alcuni degli arrestati si incontravano e da dove materialmente venivano effettuate le telefonate tra i componenti la banda. Oltre alla cocaina gli indagati spacciavano anche notevoli quantità di hashish che veniva chiamata in codice "Kiwi".


27/11/2007 14.46

AGGIORNAMENTO ASSOLTI IN CASSAZIONE

La Cassazione nel 2008 ha assolto Rosana e Roselì Correra «per non aver commesso il fatto, Mario Bartoli «perché il fatto non sussiste» e «per non aver commesso il fatto», Mauro Mastrofini perché «il fatto non sussiste», Stefania De Luca per insufficienza di prove.