Centro Oli. La Uil:«No al rifiuto puro e semplice»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Sabato pomeriggio la manifestazione di protesta organizzata da associazioni e Comuni che si battono contro la realizzazione del Centro oli dell’Eni ad Ortona. Un lungo serpentone lentamente ha attraversato corso Vittorio Emanuele a suon di slogan e del “blues del Centro oli”, un country di protesta che è stata la colonna sonora.
Oggi la Uil Abruzzo esprime «rispetto e attenzione» per le preoccupazioni di quanti discutono del progetto ma pensa che si debba «lavorare per assicurare che l'impianto venga realizzato con le migliori tecnologie disponibili e il massimo di responsabilità, non organizzando il rifiuto puro e semplice dell'insediamento».
«La scelta di Ortona quale porto commerciale d'Abruzzo», sostiene Roberto Campo, segretario Uil, «ha rappresentato una positiva inversione di tendenza nella cultura campanilistica regionale, permettendo di programmare investimenti di potenziamento del porto, dei quattro abruzzesi il più vocato a candidare la nostra costa a svolgere un ruolo importante nella logistica adriatico-mediterranea. L'obiettivo, però, non è solo essere attraversati da flussi di merci, ma essere scelti come base per nuovi insediamenti. La sfida è fare di Ortona un punto di riferimento per l'industria che già c'è, soprattutto in Val di Sangro, e favorire l'attrazione di ulteriori investimenti, senza per questo compromettere l'ambiente e la convivenza con l'agricoltura. L'impatto sull'ambiente di questa prospettiva industriale e commerciale dovrà essere il più basso e controllato possibile, ma pensare ad un impatto zero significa non condividere alla radice la strategia di sviluppo regionale che è stata impostata, che assegna ad Ortona un ruolo impegnativo: è contraddittorio, come accade ad alcune forze politiche, approvarne gli atti e poi operare non per meglio realizzare ma per bocciare».
Secondo la Uil «errori di comunicazione e trasparenza» mancata hanno contribuito a creare malessere che ora però dove essere affrontato.
Il sindacato si schiera a favore del dialogo costruttivo che sia «più lineare ed informato tra istituzioni, impresa, esperti, cittadini, associazioni» e non condivide impostazioni di «totale avversità alla realizzazione di questo impianto e, più in generale, all'apertura di un nuovo ciclo di sviluppo anche industriale dell'Abruzzo».

26/11/2007 12.26