Filovia, dopo le Iene scatta l'esposto in Procura

Alessandro Biancardi

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Filovia, dopo le Iene scatta l'esposto in Procura
CHIETI. Alla procura di Chieti un esposto sulla filovia mai entrata a regime. Il documento è a firma di Cristiano Vignali della Fiamma Tricolore e cavalca l'onda mediatica delle Iene che nei giorni scorsi si sono recate a Palazzo d'Achille per avere delucidazioni dal sindaco Ricci.
«Che fine ha fatto la filovia di Chieti», si domanda Vignali, che sollecita l'interessamento della Corte dei Conti «per quasi 9 milioni di euro spesi che di fatto non sono valsi a nulla».
«Sono stati spesi fior di quattrini», continua l'esponente della Fiamma, «per ristrutturare cinque vecchi filobus che giacciono per la seconda volta inutilizzati nelle rimessa della società e che sarebbero già dovuti essere utilizzati in rete quantomeno per contribuire a rendere l'aria più salubre».
E secondo Vignali «i sette mezzi che si danno per riparati non saranno sufficienti per soddisfare le esigenze della città».
Stessa ammissione era arrivata qualche giorno fa anche dall'assessore Febo che aveva spiegato che i mezzi non basteranno per coprire l'intero servizio dal Capolinea di S.Anna all'Ospedale Clinicizzato di Colle dell'Ara con la cadenza di corse ogni venti minuti, «ma noi pensiamo che i mezzi elettrici potranno essere integrati ed affiancati da tre dei pullman impiegati oggi, per sostenere l'intera rete filoviaria e con gli attuali passaggi orari».
Resta, inoltre, ancora in alto mare, scrive ancora Vignali nel suo esposto «il prolungamento della rete filoviaria da Via dei Vestini (Ospedale SS. Annunziata e Università) alla Pietragrossa ( per realizzare l'antico progetto di anello interno alla città) e da Piazzale Marconi allo Stadio Angelini in località Santa Filomena» .
«Come è possibile», si legge ancora «che, per lavori pubblici iniziati nel giugno 2001 non è possibile fissare ancora nessuna data certa della loro ultimazione?» I lavori, in realtà, sono stati completati nell'ottobre del 2003 e collaudati solo nell'aprile del 2007 per la parte tecnico – amministrativa, mentre sono ancora in atto le procedure di collaudo da parte dell'Ustif, Ufficio Trasporti Impianti Fissi. Ma cosa è accaduto in questo periodo? Perché questi tempi biblici ?
«Che fine ha fatto», domanda inoltre Vignali, « il finanziamento di 2.400.000 euro che la Regione avrebbe concesso al Comune di Chieti ? E' arrivato a destinazione, oppure non è ancora a disposizione dell'amministrazione cittadina? Perché non sono ancora stati acquistati i 12 – 14 pullman che la ditta concessionaria del trasporto pubblico urbano ritiene necessari per garantire un servizio efficace?»

TUTTO PRONTO... MANCA SOLO LA FILOVIA

La storia della filovia intreccia quella di Chieti il 12 giugno del 1905, quando Re Vittorio Emanuele III e la Regina Elena di Montenegro inauguravano la ferrovia elettrica che collegava la Stazione ferroviaria con la città alta.
Il percorso, di 8,590 km circa partiva dal piazzale della stazione ferroviaria a Chieti Scalo, percorreva per circa un chilometro la Colonnetta per poi inerpicarsi sulla collina verso il Tricalle, dietro la fornace Di Muzio, saliva verso Sant'Anna tra oliveti e vigneti, passava davanti al cimitero, percorreva Via Ferri, Via Gaetani d'Aragona, risaliva Via Arniense, con sosta a Piano Sant'Angelo, poi divenuto stazione, fino a Largo Cavallerizza, per entrare in Piazza Vittorio Emanuele II dove era situata la stazione principale.
Il 1 Agosto 1950 viene inaugurata la filovia vera e propria di Chieti, restata in esercizio per 42 anni, l'ultima corsa risale al 1992, quando la rete ormai fatiscente venne dichiarata pericolosa. Non si vede più una filovia dunque da quasi 15 anni. Una grave colpa se si considera che in tutto questo tempo si è fatto di tutto (compreso spendere somme ingenti) per riportarla in vita.
La gara d'appalto per la realizzazione delle opere di ripristino della rete è stata bandita nel 2000.
Questa volta si è ripristinata una rete di 14 chilometri e mezzo.
Spesa totale circa 10 milioni di euro.
Da circa 3 anni lungo le strade sono stati sistemati i nuovi ed imponenti pali per l'elettrificazione posti a 40 metri l'uno dall'altro e a 25 metri nei tratti curvilinei per un numero complessivo di circa 850.
Allo stato delle cose l'impianto risulta completato e pare che sia stato anche collaudato. Pur tuttavia il servizio non può riprende perché i vecchi filobus -fermi da 14 anni- devono essere ristrutturati e revisionati. E ovviamente non vi sono soldi per comprarne di nuovi.

24/11/2007 14.21