Il teramano Mazzitti nominato presidente Remob

Alessandro Biancardi

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ROMA. L’avvocato teramano Walter Mazzitti, attuale capo della Task Force sull’acqua per il Processo di Pace in Medio Oriente dell’Unione Europea e già presidente del Comitato di vigilanza sull’uso delle Risorse Idriche (legge Galli) è stato nominato Presidente della Rete Mediterranea degli Organismi di Bacino (REMOB) con sede a Valencia in Spagna.
La nomina è stata approvata la scorsa settimana a Roma a conclusione della Conferenza internazionale della Rete Europea delle Organizzazioni di Bacino (Euro – Riob), ospitata dall'Italia attraverso il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e dall'Autorità di Bacino del Tevere.
Il RIOB (Reseau International des Organismes de Bassin) o INBO (International Network of Basin Organizations) è stato istituito nel 1994 e agisce su base volontaria con la finalità di promuovere la gestione integrata delle risorse idriche a livello di bacino idrografico come strumento essenziale per lo sviluppo sostenibile, nelle diverse utilizzazioni: potabile, agricolo, industriale, artigianale e turistico.
Ne sono membri Enti governativi, Amministrazioni e Agenzie che operano nel settore della gestione delle acque nei bacini idrografici. La rete è attualmente composta da 134 organizzazioni appartenenti a 51 Paesi in Europa (dell'Unione Europea e non), Africa, Nord Centro e Sud America, Asia e Europa dell'est.
Alla Rete Mediterranea degli Organismi di Bacino, che è parte del RIOB-INBO, partecipano anche alcuni dei Paesi dell'area Mediorientale quali Israele, Autorità Palestinese, Libano e Giordania.
A conclusione della Conferenza di Roma, che ha adottato una importante e unanime risoluzione per i futuri due anni di lavoro, il Ministro dell'Ambiente, Pecoraro Scanio, ha espresso grande soddisfazione per i risultati raggiunti e per la nomina dell'Italia alla guida futura della Rete Mediterranea.
Tra i principali obiettivi che l'avvocato Mazzitti dovrà perseguire alla presidenza di questo organismo internazionale ci sono quelli del costo della Direttiva Quadro (il costo delle procedure, l'elaborazione dei piani di gestione e il loro finanziamento, gli studi economici, la tariffa dell'acqua), le conseguenze del riscaldamento climatico (la prevenzione e la gestione dei fenomeni climatici estremi quali le inondazioni e la siccità, la situazione nei bacini idrografici del Mediterraneo), la consultazione del pubblico (bilancio delle prime consultazioni e riflessioni sulle future iniziative da assumere nel 2008 per il conseguimento della più ampia partecipazione del pubblico a ogni livello).
20/11/2007 12.20