Accordo alla Asl: stabilizzazione precari e salari minimi a 1.000 euro

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Accordo fatto tra sindacati e Asl di Pescara. Nell'incontro di ieri la direzione aziendale ha firmato un importante accordo che mira alla stabilizzazione dei precari, all'aumento dei salari per i tecnici Edp che oggi guadagnano 340 euro. Mentre il sindacato Fsi organizza per il 21 novembre una fiaccolata di protesta sotto l'assessorato alla Sanità. AMICONE (UDC): «SANITA’ OSTAGGIO DEL PD»
All'incontro con la direzione Asl (erano presenti il direttore sanitario Valerio Cortese e il direttore dell'ufficio risorse umane Vero Michitelli) c'era la rappresentanza dei sindacati Fsi/Usae composta da Angelo Pascione, Cesare Barboni, Govina D'Ortenzio.
«Ci sarà l'immediata predisposizione da parte della Asl», ha spiegato la coordinatrice nazionale Fsi Silvana Sisti, «comunque entro il mese, del piano di stabilizzazione dei precari tra i quali infermieri, Oss, Ota, tecnici sanitari, amministrativi e medici che al momento lavorano nelle strutture sanitarie pubbliche. In questo modo si scongiura il collasso di attività vitali per la cittadinanza e attualmente non garantiti altrimenti».
E dall'incontro sarebbe emerso anche l'accordo sui salari minimi da elevare a tutti gli operatori che guadagnano meno di mille euro.
La Asl avrebbe così riconosciuto l'inadeguatezza di stipendi mensili anche inferiori a 400 euro.
Entro dicembre, poi, dovrebbero essere ridefinite le dotazioni organiche alla luce della riorganizzazione aziendale dei servizi per razionalizzare la spesa pubblica.
«Siamo molto contenti», ha aggiunto Silvana Sisti, «anche perchè sono state avviate una serie di rinnovi contrattuali per il personale sanitario. E' l'inizio d un ritrovato camino che ci vedrà impegnati nel continuo controllo del raggiungimento degli obiettivi promessi»
20/11/2007 9.58
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AMICONE (UDC): «La SANITA' ABRUZZESE OSTAGGIO DEL PD»

A molti è apparso «stonato» l'attacco mosso alcuni giorni fa dal sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso, segretario del Pd abruzzese, verso il collega di partito Mazzocca, assessore regionale alla Sanità ed ex coordinatore della Margherita.
Secondo Mario Amicone, consigliere regionale Udc , invece sarebbe il classico esempio di «una faida interna» al nuovo partito che è servita al sindaco di Pescara per togliersi qualche vecchio sassolino e per rimarcare nuovi ruoli e centri di potere.
«Se il dominus pescarese ha contestato all'attuale assessore alla sanità di non essere "vocato a fare gestione"», commenta Amicone, «in pratica di aver fatto una gestione fallimentare della sanità -come da noi sempre sostenuto- è ovvia la replica piccata dell'ex segretario margheritino che ha accusato il sindaco di Pescara di aver "perso qualche puntata sulla sanità. D'Alfonso non sa di cosa parla". Mentre avviene questo “cortese” scambio di opinioni, però, i problemi della sanità si aggravano ed aumentano i disagi per i cittadini. La cura "dimagrante" adottata dai direttori generali delle Asl in qualche caso genera solo risparmi risibili mentre la spesa complessiva della sanità invece aumenta. E' vero infatti che si punta esclusivamente ad una riduzione delle degenze, senza preoccuparsi a monte di verificare o stimolare la riduzione della domanda di sanità dei cittadini che saranno costretti a migrare».

Nella logica dei tagli, aggiunge Amicone, non era prevista però quella dei primari che in alcuni casi costituiscono veri e proprio doppioni con i loro reparti fotocopia.
«E' innegabile l'alto tasso di ospedalizzazione in Abruzzo» aggiunge Amicone, «dovuto certo alla mancanza di strutture alternative sul territorio, ma anche a scelte sbagliate dei direttori generali che hanno tagliato o abolito reparti, salvo poi essere costretti a ripristinarli in base a sentenze del Tar. Se è giusto puntare su centri di eccellenza, come cardiochirurgia o il centro per i trapianti di fegato, non bisogna però penalizzare i reparti "normali". Sarebbe interessante conoscere gli effetti pratici di questa terapia dimagrante: per esempio il manager dell'Asl di Chieti vanta il raddoppio delle sedute del blocco operatorio del Policlinico (da 35 a 56), ma a questo risultato corrisponde un raddoppio degli interventi? Sembra invece che in molti reparti in questi ultimi mesi si sia registrata una riduzione degli interventi, in conseguenza della diminuzione dei posti letto. E la mobilità attiva, vanto del Policlinico, rischia di trasformarsi in mobilità passiva. Se questi sono risparmi...»
20/11/2007 9.59