Inchiesta Ciclone: nuove accuse di corruzione per ex sindaco Cantagallo

Alessandro Biancardi

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TANGENTI A PALAZZO. MONTESILVANO. Sarebbero emersi nuovi fatti di corruzione e nuove tangenti pagate da ditte che hanno operato nel territorio di Montesilvano. Nei giorni scorsi nuove perquisizioni sono state eseguite dalla squadra Mobile di Pescara che da oltre un anno indaga nel grosso calderone degli appalti nella «terra di nessuno». DOPO PESCARA E SAN GIOVANNI TEATINO NON SI ESCLUDE UN ALTRO “SCONFINAMENTO”
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Ci sarebbe anche un nuovo iscritto nel registro degli indagati: Luca Bitondo, titolare della omonima ditta alla quale è stata affidata la manutenizione della rete di illuminazione del Comune.
E' questo, infatti, l'ennesimo filone che gli inquirenti stanno percorrendo, oltre quello del verde pubblico, della ricostruzione del PalaRoma e della strada parco.
La ditta Bitondo deterrebbe da alcuni anni l'appalto sull'illuminazione e sembrerebbe che non vi sia stata una gara pubblica per l'affidamento dei lavori per diverse migliaia di euro.
Non si esclude nemmeno che in questo ingranaggio possano essere finiti altri imprenditori che potrebbero essere subentrati alla ditta principale con il meccanismo del subappalto.
Dalle indagini sarebbero emerse nuove dazioni da parte dell'imprenditore a favore dell'ex sindaco della Margherita Enzo Cantagallo, già finito in carcere un anno fa e poi scarcerato.
E si tratterebbe di una lunga pratica consolidata, assicurano gli inquirenti, iniziata già all'epoca in cui lo stesso Cantagallo era assessore, poi continuata anche dopo l'insediamento nello scranno di sindaco.
Nuovi fatti che di sicuro potrebbero aggravare la posizione dell'ex amministratore che potrebbe vedere aumentato il computo della sua eventuale pena definitiva.
Ma questo sarebbe solo uno dei tanti aspetti emersi che trapelano dalla procura che intanto continua nello studio dei documenti sequestrati.
E ci sarebbe dell'altro, probabilmente a carico sempre degli indagati già noti, fatti ricostruiti dal 2000 al 2007, tasselli che hanno individuato un presunto malaffare ed un “sistema” che a detta di molti sarebbe stato per certi versi palese, noto negli ambienti amministrativi e quelli imprenditoriali, regole tacitamente seguite da chi voleva avere rapporti con l'amministrazione comunale.
Ed un ruolo importante l'avrebbero svolto molti cittadini che si sono recati in questura per denunciare fatti e presunti illeciti, denunce inserite nel procedimento principale che avrebbero trovato in alcuni casi già interessanti riscontri.
Come già preannunciato alcune settimane fa, almeno per l'inchiesta Ciclone, il termine previsto dal codice per la fine delle indagini è ormai prossimo.
Entro dicembre dovrebbe essere notificata agli indagati la chiusura della attività investigativa e seguire a stretto giro la richiesta di rinvio a giudizio per inaugurare la fase processuale vera e propria, nella quale saranno prodotte le prove e nella quale gli imputati avranno modo di difendersi.
Ancora un mese, dunque, per poter conoscere quanto è stato portato a galla dagli inquirenti dopo le tre ondate di arresti dei mesi scorsi.
Forse poco prima di Natale.
Non si esclude nemmeno il proseguimento di una parte dell'inchiesta che potrebbe essere stralciata e andare avanti per altri mesi nel caso in cui fosse necessario approfondire ulteriori aspetti ed ipotesi di reato.

DOPO PESCARA E SAN GIOVANNI TEATINO NON SI ESCLUDE UN ALTRO “SCONFINAMENTO”

Tutto tace, invece, sull'altro fronte di indagine, quello che mira ad appurare presunti reati di corruzioni e tangenti a Pescara.
Tranquillità apparente perché l'attività in procura è frenetica e per una prima parte si potrebbero tirare le conseguenze e fare il punto sul lavoro svolto.
Questa indagine, che non avrebbe grossi punti di contatti con l'altra di Montesilvano, sarebbe nata quasi per caso e si sarebbe ingrandita sempre più come una palla di neve che diventa valanga.
Non trapelano particolari anche perché questa è una indagine più giovane e, dunque, nel mezzo della sua attività (il termine in questo caso per le indagini dovrebbe essere intorno alla metà di giugno 2008).
Gli agenti della squadra mobile starebbero continuando le perquisizioni a carico di altri imprenditori alla ricerca di documenti e di prove di illeciti.
Allo stato ci sarebbe «una mole enorme» di riscontri già al vaglio.
Non si esclude nemmeno che dallo studio dei faldoni già in possesso della procura siano emerse verità scottanti e le prove di corruzione di amministratori nell'ambito di una rete molto ampia di interessi e che vedrebbero al centro i maggiori imprenditori del mattone e forse non solo.
Riscontri dai documenti ufficiali di verità già conosciute dagli inquirenti.
E proprio le varie connessioni esaminate hanno già portato la polizia a sequestrare documenti di accordi di programma nel Comune di San Giovanni Teatino.
In questo caso sembrerebbe trattarsi di cessioni e premi di cubatura agli imprenditori a fronte di percentuali di opere pubbliche giudicate non sufficienti o irrisorie.
Un evento che potrebbe non essere isolato tanto che sembrerebbe imminente una nuova perquisizione in un altro comune dell'interland pescarese che secondo gli inquirenti avrebbe forti similitudini con quanto emerso anche nel capoluogo adriatico.
Quale sarà dunque la prossima amministrazione a finire dentro il grande calderone di questa inchiesta molto più ampia e complessa di quella di Montesilvano?
20/11/2007 9.22