Petizione on line per dire no alla chiusura dell'ospedale di Guardiagrele

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

3091

GUARDIARELE. Non demordono, anzi hanno promesso di andare fino in fondo per salvare il loro ospedale, centro sanitario importante ai piedi della Maiella. Così hanno pensato di lanciare una petizione on line per lasciare vivere l'ospedale di Guardiagrele. IL provvedimento è la diretta conseguenza del piano di riordino sanitario regionale che mira a tagliare costi.
Continua dunque la battaglia del Comune di Rapino, d'intesa con i Comuni di Fara S.M., Orsogna, Casacanditella a Civitella M.R., contro il riordino dell'ospedale di Guardiagrele, che ha visto il trasferimento a Ortona dei reparti di Ginecologia, Pediatria e Chirurgia e la chiusura della farmacia dell'ospedale per tre giorni a settimana.
I sindaci dei cinque Comuni, lo scorso mercoledì, hanno presentato ricorso al T.A.R. contro le illegittime delibere del Direttore Generale dell'ASL di Chieti.
«Le delibere del manager Asl Maresca non hanno seguito il normale iter per l'attuazione delle proposte» spiega il sindaco di Rapino Rocco Micucci.
«Infatti, al Piano prospettato dal Direttore della ASL, non è seguita l'approvazione della Commissione Sanità della Regione, né di conseguenza è stato elaborato un Piano Sanitario Regionale, ma si è passati direttamente all'azione, scavalcando di fatto le ordinarie procedure stabilite dalla legge per porre in essere determinate operazioni».
Il primo cittadino ha inoltre fatto notare che le stesse delibere sono contro le linee guida per il riordino del Piano Sanitario, emanate dalla Regione Abruzzo nel mese di aprile, in cui si sottolinea l'esigenza di tener conto delle peculiarità territoriali e in particolare di agevolare le zone appartenenti alle Comunità Montane e quelle a forte vocazione turistica.
«Nel nostro territorio coesistono entrambe le caratteristiche, per cui le azioni poste in essere sono assolutamente incomprensibili», continua ancora Micucci.
Azioni incomprensibili anche se si analizzano i dati statistici.
Nel 2006, nell'ospedale di Guardiagrele si sono registrati 303 parti, contro i 317 di Ortona. E' facilmente intuibile che, in base al bacino d'utenza, l'ospedale di Guardiagrele è risultato nettamente più funzionante e funzionale rispetto alla struttura di Ortona.
«Questi dati sottolineano l'efficienza e l'eccellenza raggiunta dall'ospedale di Guardiagrele, in particolare dal reparto di ginecologia-ostetricia», interviene Antonio Tavani, sindaco di Fara S.M..
«Delle 303 partorienti, circa la metà proviene da località esterne al territorio della Comunità Montana, scegliendo l'ospedale di Guardiagrele proprio per la qualità del servizio offerto».
Senza dimenticare, come ha precisato il sindaco Rocco Micucci, che «il S.S. Immacolata di Guardiagrele, la cui struttura è nuova e moderna, è una delle poche in Abruzzo accreditabili, rispondente a determinati parametri dettati dalla Comunità Europea, come per esempio, 9 mq di spazio per ciascun paziente, 1 bagno ogni 2 persone»
Ma quale sarà il destino dell'Ospedale di Guardiagrele?
Il manager delle ASL ha deciso che diventerà un centro con reparti di lungo-degenza e geriatria.
«L'inadeguatezza di una tale misura è assolutamente lampante se si pensa che proprio la popolazione anziana potrebbe avere l'urgenza di un intervento chirurgico o di una qualsiasi terapia o servizio non disponibili nei reparti di lungo-degenza», ha spiegato il sindaco di Rapino.
Forte l'intervento di Paolo Di Guglielmo, primo cittadino del Comune di Civitella M.R.: «Diventano vani gli sforzi degli enti locali per offrire servizi in particolare alle categorie più svantaggiate, se poi dall'alto vengono prese decisioni così importanti senza nemmeno interpellare gli Amministratori Locali. Senza contare, poi, che operazioni di questo tipo depauperano ulteriormente di servizi il nostro territorio, già soggetto a spopolamento a causa di altri fattori contingenti».
Finora, gli interventi del manager si sono limitati a operazioni ragionieristiche volte a contenere la spesa sanitaria. Di fatto, però, come risulta dai documenti ufficiali delle ASL e della Regione Abruzzo, i costi sono tutt'altro che diminuiti, registrando al contrario un sostenuto incremento.
Come ha commentato il sindaco Antonio Tavani «stiamo cercando di fare una battaglia del territorio che non vuole avere un colore, né una bandiera o una veste politica, ma, in quanto rappresentanti di un territorio, ci sentiamo in dovere di tutelare i nostri cittadini attraverso azioni concrete».
Per questo, i sindaci e il Tribunale del Malato, hanno organizzato per il prossimo 25 novembre, una manifestazione contro il piano di riordino, per dare voce alla popolazione.
I Comuni hanno inoltre indetto una petizione al Presidente della Repubblica, in cui si chiede il ripristino della condizione del diritto alla salute nel nostro territorio.
La petizione è disponibile on line all'indirizzo www.rapino.net e nei siti istituzionali dei comuni aderenti, nonché in forma cartacea nelle sedi degli stessi.
[url=http://www.firmiamo.it/salviamolospedalediguardiagrele]FIRMA LA PETIZIONE[/url]
Maria Lucia Primante

17/11/2007 10.11