Interrogazione Trifuoggi, Barbieri (Udc): «non è un attacco alla magistratura»

Alessandro Biancardi

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Interrogazione Trifuoggi, Barbieri (Udc): «non è un attacco alla magistratura»
ROMA. Eccone un'altra. A pochi giorni dalla prima interrogazione parlamentare sull'acquisto da parte del Procuratore di Pescara, Nicola Trifuoggi, di una casa dall’imprenditore inquisito Biagio Liguori, ne arriva un'altra. Stesso destinatario, il ministro della Giustizia Clemente Mastella. Stesso mittente, il deputato reggiano dell'Udc Emerenzio Barbieri.
I misteri si infittiscono con il secondo colpo messo a segno.
In realtà l'interrogazione non è ancora ufficialmente pubblicata ma è solo stata presentata agli uffici della Camera e non è stata ancora decretata ammissibile.
Fatto sta che il testo è uscito dagli uffici del Transatlantico e ieri è finito sul Messaggero.
Ed è di nuovo bufera.
Questa volta Barbieri chiede la testa di Trifuoggi.
«Il ministro deve effettuare una ispezione», «è chiaro che c'è una palese incompatibilità ambientale».
Qualche giorno fa era invece stato il Centro a dare la notizia sulla prima interrogazione arrivata dallo sconosciuto deputato emiliano.
Una vera e propria “polpetta avelenata” è quello che si dice a Pescara sul giallo che appasiona e sconcerta.
Che sia un attacco è palese, che l'obiettivo sia “eliminare” il procuratore di Pescara vertice investigativo di inchieste come la cartolarizzazione sulla sanità, l'indagine sulla Fira, quelle sulle tangenti a Pescara e Montesilvano.
L'altro fatto da tenere ben presente è quello di attacchi sferrati da un personaggio sconosciuto in Abruzzo, questa potrebbe essere la chiave ed il metodo migliore per consumare una vendetta.
Da parte di chi?
Il deputato Emerenzio Barbieri a PrimaDaNoi.it dal suo ufficio romano ha spiegato da dove è nato questo suo "interessamento" per le vicende abruzzesi.
Lui assicura che si sta muovendo esclusivamente per «riportare alla procura della Repubblica di Pescara serenità e credibilità» e trova inammissibile che si possa pensare che lui stia tentando di delegittimare la magistratura.
«Ma lei crede veramente che oggi la politica sia in grado di affossare la Giustizia? Semmai è il contrario. E' stata la magistratura a radere al suolo un partito come la Democrazia Cristiana. Oggi si deve entrare nell'ordine delle idee che un magistrato è un cittadino comune e come tale deve essere trattato».
Comune come i politici…
E' difficile non cogliere la stortura tra causa ed effetto nelle affermazioni dell'onorevole deputato: non sarà che componenti della Dc avranno commesso reati e per questo sottoposti a processi penali e condanne?
Eppure oggi il clima a Pescara e le ipotesi di reati (dalle truffe al falso alle tangenti) assomigliano molto a quelli dell'Italia del 1992.
Così a Barbieri non interessa se Trifuoggi oggi sta coordinando le inchieste più scottanti della regione, dice.
E attacca. Una volta.
Ma non basta, e lo fa ancora con una seconda interrogazione depositata lunedì.
Il deputato parla di «evidente incompatibilità ambientale».
Ovvero, Trifuoggi, secondo Barbieri, non può continuare a fare quello che sta facendo deve andarsene.
O forse sarebbe meglio andare in pensione, magari, ed uscire di scena “con dignità”.
E se dopo la prima interrogazione il procuratore assicurava di non sapere dei legami dell'azienda da cui ha comprato la villetta di Montesilvano e l'indagato Biagio Liguori, il deputato oggi entra nei dettagli.
«Le affermazioni di Trifuoggi - si legge nell'interrogazione - sono in contrasto con il fatto che sin dal 10 marzo 2005 lo stesso procuratore aveva personalmente ricevuto una nota informativa congiunta di carabinieri e guardia di finanza. In questa nota si descrive l'attività criminosa di Biagio Liguori nella gestione del night club "Cutty Sark" ("soggetto aduso al riciclaggio di denaro di illecita provenienza, ricevuto dai corrieri proprio all'interno del Cutty Sark") per il cui fallimento è stato chiesto il rinvio a giudizio per concorso in bancarotta fraudolenta».
Ma sempre secondo il Messaggero le caratteristiche attribuite a Liguori nel testo dell'interrogazione sarebbero una clamorosa svista: in realtà nella informativa gli inquirenti si sarebbero riferiti ad altro soggetto.
Questa volta Trifuoggi non risponde. Ha detto solo che «prende atto della seconda interrogazione».
Onorevole Barbieri, si aspettava una controreplica?
«No. E non mi interessa. A me non deve rispondere Trifuoggi. Devo avere una risposta da Mastella».

«LA SOFFIATA DEI DUE AMICI PESCARESI»

I rapporti tra Barbieri, reggiano di nascita, e l'Abruzzo ci sono ed è lui stesso che li racconta.
«Nel 1996 sono stato candidato nel Ccd Cdu, nella quota proporzionale. Ammetto che lì, nel corso degli anni mi sono fatto molti amici».
E proprio queste amicizie avrebbero portato a galla le notizie degli acquisti di Trifuoggi.
«Sono stati due amici, un imprenditore e un commerciante, a indirizzarmi…».
Dei due non vuole svelare nomi e dettagli ma assicura che non operano nel campo dell'edilizia.
«Se vorranno saranno loro ad uscire allo scoperto», chiude senza scampo.
Ed è forse il caso che lo facciano perché questo giallo inizia a diventare un affare molto grosso e scottante per più di qualcuno.
Le voci corrono in fretta a Pescara, si sa…
Così, in una realtà piccola come Montesilvano qualcuno avrebbe saputo dell'acquisto e raccontato tutto a Barbieri, che è stato recentemente qui in Abruzzo, l'ultima volta appena due mesi fa al congresso dell'Udc.

«HO RISCOSSO MOLTO SUCCESSO: 50 TELEFONATE DI COMPLIMENTI»

Ma perché dirle a lui certe cose e non a deputati abruzzesi?
«Questo non deve chiederlo a me. E nemmeno voglio rispondere perché non entro nel merito di quello che fanno i miei colleghi di partito che vivono lì. Ma la legge è chiara e stabilisce che un deputato possa occuparsi anche di cose che non riguardano direttamente l'area geografica di appartenenza».
E pare che con le due interrogazioni Barbieri abbia riscosso enorme successo: «in questi giorni ho ricevuto almeno una cinquantina di telefonate, solo dall'Abruzzo. Mi crede se le dico che mi hanno fatto tutti i complimenti? Mi hanno detto: finalmente, era ora che qualcuno cominciasse a scoperchiare tutto…»
Rimangono i misteri nonostante le risposte del deputato.
Ed il fatto che si esponga chi non ha interessi in Abruzzo è chiaramente il segnale che il vero motore di tutto ha necessità di rimanere occulto.
La domanda seguente allora può essere: chi avrebbe interesse a rimuovere Trifuoggi?
Esatto, chi rischia.
Dunque i tanti indagati o chi è finito comunque in qualche inchiesta pagandone amaramente le conseguenze….
Una vendetta consumata ad un anno di distanza?
C'è poi il giallo nel giallo dei documenti citati che dovrebbero essere riservati ma finiti nella interrogazione: chi può averli? Magistrati ed avvocati.
Chissà che indagando più a fondo nei rapporti personali e di lavoro dell'unico punto certo, quell'imprenditore immobiliare Biagio Liguori, non si arrivi anche al vero manovratore che dall'Abruzzo è arrivato in Emilia passando per Roma.
Fanno il tifo gli indagati, i magistrati invece fanno quadrato intorno a Trifuoggi.
Il clima è diventato rovente, c'è forte tensione nell'aria e quegli attacchi di cui abbiamo sempre parlato nei mesi scorsi in maniera velata sono ora diventati palesi.
Continueranno.
A torto o a ragione anche in questo caso si chiede la rimozione di un magistrato mentre indaga.
E sono indagini che scottano.
E sono indagini che riguardano il malaffare della politica.

Alessandra Lotti

16/11/2007 9.10