Costruzioni. Al via la trattativa per il rinnovo del contratto

Alessandro Biancardi

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LAVORO. I sindacati delle costruzioni presentano all’ANCE la piattaforma del Contratto Nazionale dell’Edilizia Industria. Interessati 1.250.000 lavoratori dipendenti e 400.000. Richiesto un aumento di 105 euro.
Al via il negoziato per il Contratto Nazionale dell'Edilizia. Ieri mattina i sindacati delle costruzioni, Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, hanno presentato all'Ance, Associazione Nazionale Costruttori Edili, la piattaforma per il rinnovo del Contratto Nazionale dell' edilizia industria, che scadrà il prossimo 31 dicembre e interessa in Italia circa 1.250.000 lavoratori dipendenti, dei quali 140.000 impiegati e 400.000 imprese.
Accanto ad una richiesta di aumento mensile di salario di 105 euro al terzo livello, molti sono gli obiettivi della piattaforma degli edili, primo fra tutti la qualità del lavoro, che coinvolge i temi della strutturazione dell'impresa, della sicurezza e della qualificazione professionale. Temi centrali della piattaforma sono, infatti, il rilancio del sistema formativo collegato al governo del mercato del lavoro a salvaguardia della qualità professionale e di un'occupazione stabile, attraverso la formazione d'ingresso, ulteriori otto ore annue obbligatorie di formazione continua e l'utilizzo del diritto allo studio per i corsi di alfabetizzazione ai lavoratori stranieri in orario di lavoro; la definizione del cantiere come unica unità produttiva, aumentando l'importanza del ruolo dei rappresentanti sindacali e degli RLS e riaffermando la dignità del lavoro edile come incentivo alla permanenza nel settore.
L' obiettivo principale espresso dei sindacati è stato quello di rinnovare presto e bene un contratto che è tra i più importanti del settore industriale.
Il comparto dell'edilizia viene da nove anni di crescita ininterrotta confermata da alti livelli di produzione, profitti e occupazione, nel 2006-2007 la crescita occupazionale è stata di 162.000 lavoratori, dei quali oltre la metà sono stranieri, ma a questa crescita non ha corrisposto una parallela crescita qualitativa del settore. La bassissima media di addetti per impresa, tre lavoratori, e la presenza di lavoro irregolare molto diffusa hanno determinato negli ultimi anni una preoccupante alterazione del mercato. Il livello di infortuni resta molto alto, soprattutto quello degli infortuni mortali, così come l'incremento dei lavoratori ai livelli di inquadramento più bassi e una situazione di precarietà per larghi strati di lavoratori.
Il contesto normativo in cui si discute il rinnovo del CCNL del 2004 è complesso, anche se si sono fatti passi avanti riguardo al contrasto del lavoro nero, grazie a novità come il consolidamento del DURC e a nuove norme come il tesserino di riconoscimento, l'assunzione prima dell'inizio del lavoro, il nuovo sistema sanzionatorio per la sicurezza e l'abbattimento del costo del lavoro (11,50%) per le imprese regolari.
«Questo quadro (congiunturale e normativo) - affermano i Segretari Generali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, Giuseppe Moretti, Domenico Pesenti e Franco Martini – ci ha spinti a rivendicare una diversa qualità delle relazioni industriali e della concertazione, il consolidamento degli strumenti bilaterali di attuazione contrattuale , il miglioramento della qualità del lavoro nei cantieri e nel territorio, dei diritti, l'incremento del reddito e l'abbassamento del livello di precarietà, con l'obiettivo di incentivare i lavoratori alla permanenza nel settore consentendo così lo sviluppo ed il mantenimento delle professionalità e di alimentare nuovi ingressi».
«Il rinnovo di questo contratto – concludono i Segretari di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil – ci offre l'opportunità di mettere al centro le condizioni di lavoro degli operai edili , degli impiegati e dei tecnici e di trovare strumenti in grado di riqualificare un settore spesso considerato di serie B, sebbene sia quello che più di altri contribuisce alla ricchezza del Paese. Nel nuovo contratto saranno prioritari gli interventi volti a qualificare e valorizzare il lavoro, dalla formazione ai riconoscimenti professionali; dalla tutela economica e dall'incremento del valore dei salari ai diritti e alle tutele a fronte della frammentazione produttiva».

15/11/2007 9.24