Operaio precipita dall’impalcatura e muore. Ugl: «fermiamo la mattanza»

Alessandro Biancardi

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ARIELLI (CH). Meno di ventiquattro ore fa l’ennesimo incidente sul lavoro. Una vita spezzata di un operaio, mentre era su una impalcatura. Ugl: «bisogna fermare questa mattanza».
E' caduto da un'impalcatura alta otto metri, mentre stava lavorando alla costruzione di un opificio.
E' successo ieri ad Aielli, e lo sfortunato operaio non ce l'ha fatta. E' morto sul colpo Romeo Marinelli, di 61 anni di Roccamontepiano, provincia di Chieti.
Stava lavorando come tutti i giorni nel cantiere per la costruzione di un opificio in prossimità della strada provinciale 538 Marrucina.
All'improvviso è volato da una impalcatura alta otto metri ed è deceduto sul colpo.
Con lui al momento dell'incidente si trovava il figlio con ogni probabilità lo ha visto morire.
A niente è servito l'intervento dei medici del 118 perché il volo gli stato fatale.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri che dovranno verificare se l'impalcatura sulla quale si trovava l'uomo fosse a norma.
E mentre la ferita di questa ennesima morte bianca è ancora freschissima L'Ugl ricorda che il 24 novembre si terrà il 2° Security Day.
«A Manoppello», spiega il segretario Regionale della Ugl Geremia Mancini, «faremo suonare simbolicamente le campane chiamando a raccolta le sensibilità e le responsabilità delle Istituzioni tutte, non è più sopportabile quella che è oramai una delittuosa “mattanza” dei nostri lavoratori».
Ancora una tragedia nel mondo del lavoro, ancora un uomo ucciso dalle inadempienze sulla sicurezza, ancora un segnale inquietante di cosa davvero non si faccia in Abruzzo a tutela dei lavoratori.
«Dinanzi a questo fenomeno», continua Mancini, «che non conosce recesso ma che anzi si mostra sempre più aggressivo non possono bastare messaggi di dolore o rabbia, occorrono invece atti concreti che invece colpevolmente mancano. Da anni denunciamo il pesantissimo sottodimensionamento degli uffici preposti ai controlli, da anni richiediamo pene più pesanti per quegli imprenditori che amano costruire la propria ricchezza rischiando la vita degli altri ed invece molto spesso a loro vanno pene irrisorie spessissimo neppure applicate, una confusione generale nella quale si ha il dovere della denuncia più forte e sentita».
14/11/2007 10.56