Sequestrata discarica abusiva di 8 mila metri quadri

Alessandro Biancardi

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VASTO. Sequestrata ieri una discarica abusiva di 8 mila metri quadri. Sei le persone denunciate. Oltre a materiale di risulta sarebbero stati occultati prodotti inquinanti.
Dopo il sequestro di alcuni giorni fa di una discarica abusiva di 2.000 metri quadri contenente 5.000 metri cubi di rifiuti liquidi, effettuato lungo l'argine sinistro del fiume Sangro, nel territorio del Comune di Lanciano, continua incessante l'attività svolta dagli uomini della Sezione Aerea e Stazione Navale della Guardia di Finanza di Pescara, volta alla tutela del patrimonio ambientale sull'intero territorio regionale.
Nella giornata di ieri, con l'ausilio determinante del mezzo aereo, sono state individuate nella Zona Industriale di Punta Penna – Vasto (CH), altre tre discariche abusive di rifiuti speciali provenienti da demolizioni edili.
Le due strutture, secondo gli inquirenti, sarebbero state aperte di recente da imprenditori del posto.
Gli accertamenti eseguiti hanno permesso di stabilire che all'interno delle citate aree vi sono stati scaricati e stoccati, nel corso del tempo, rifiuti provenienti dalle lavorazioni edili della zona.
Le indagini svolte dai militari della Sezione Aerea e della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Pescara, coordinate dal Comandante del Reparto Operativo Aeronavale della stessa città, si sono concluse con il sequestro preventivo delle tre aree in argomento, per complessivi 8000 metri quadri e la denuncia all'Autorità giudiziaria di sei responsabili.
Il reato contestato è la gestione non autorizzata di rifiuti come previsto dalla normativa del Testo Unico dell'Ambiente, Decreto Legislativo nr. 152/2006.

«LE NOSTRE SEGNALAZIONI SULLA PRESENZA DELL'AMIANTO»

Tra le sostanze trovate ci sarebbero anche amianto, vernici, prodotti chimici, che formavano dei cumuli predisposti per lo smaltimento, che deve avvenire secondo procedure complesse e rigide, in molti casi anche costosi.
«Da tempo», commenta Franco Aldo Cucinieri, del coordinamento Esposti Amianto di Vasto, «abbiamo denunciato gli occultamenti di materiali pericolosi, tra cui anche amianto. Dal settembre del 2003, con l'esposto presentato alla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello dell'Aquila, per conoscenza inviato anche al Ministero della Sanità e al Presidente della Giunta Regionale, venne inviato anche all'INAIL, per il nostro percorso legato all'esposizione ad amianto». Le testimonianze e le prove prodotte dal Comitato , «se avessero avuto la giusta considerazione nei tempi dovuti», sostiene oggi Cucinieri, «non solo si sarebbe evitata l'esposizione per tanti anni della popolazione circostante che vi vive e lavora, ma si sarebbe accertato il peggio del peggio, per dare anche una classificazione agli stessi rifiuti, rispetto a interventi di bonifica mai effettuati nel rispetto delle precise indicazioni legislative, per aziende che hanno radicalmente modificato in questi anni gli assetti strutturali e tecnologici. Quanti di questi rifiuti sarebbero nel tempo dovuto essere classificati come sostanze Tossiche, Pericolose per l'Ambiente, Nocive, Cancerogene, Teratogene o Mutagene? Non lo sapremo mai».

14/11/2007 9.35