Mutui: tra 2006-2007 record pignoramenti. +41% per L'Aquila

Alessandro Biancardi

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LA RICERCA. Tra il 2006 e il 2007 crescita record dei pignoramenti: l'aumento medio in Italia è del 23% ma il capoluogo abruzzese batte tutti con un +41%. E' quanto emerge da una rilevazione dell'Adusbef basata su un monitoraggio nei tribunali italiani. 
LA RICERCA. Tra il 2006 e il 2007 crescita record dei pignoramenti: l'aumento medio in Italia è del 23% ma il capoluogo abruzzese batte tutti con un +41%. E' quanto emerge da una rilevazione dell'Adusbef basata su un monitoraggio nei tribunali italiani.

 



Quasi tutte le città italiane si attestano sopra il 20%, Roma e Milano sfiorano il 29%, e poi c'è il picco de L'Aquila che è la città in cui la percentuale dei pignoramenti raggiunge il 41%. Le procedure immobiliari sarebbero pari al 3,5% del totale dei mutui, per un valore corrispondente a circa 120 mila casi su 3,5 milioni di mutui erogati.
Su 3,5 milioni di famiglie che hanno contratto un mutuo per acquistare una casa negli anni scorsi, ben 3,2 milioni, ossia il 91% «è stato consigliato male». Questo quanto sostiene l'Adusbef Consumatori.
«Più di 9 persone su 10», spiega Elio Lannutti, presidente Adusbef, «è vittima dei cattivi ed interessati consigli delle banche», e sottoscrivono «contratti con tassi variabili quindi esposti alle turbolenze dei mercati». Questo avviene, secondo l'associazione «in presenza di tassi fissi al minimo storico, sconsigliati oppure non erogati affatto dalle banche, quando tutti gli indicatori economici che segnalavano una imminente stretta monetaria, avrebbero dovuto indurre gli istituti di credito a maggiore prudenza per debiti di così lunga scadenza».
Per l'associazione dalla prima stretta monetaria Bce del dicembre 2005,che aumentò i saggi dal 2 al 2,25%, «è iniziato un lungo calvario per milioni di famiglie che si sono viste aumentare le rate di ben 116 euro al mese su un mutuo di 100.000 euro, quindi di ben 1.400 euro a regime su base annua».
L'insostenibile pesantezza della rate per pagare i mutui, «aumentate del 40 ed anche del 50% dal 2005», porta sempre più famiglie italiane «a non poter onorare le rate dei mutui, impegno sempre più gravoso che si traducono, per almeno 1,9 milioni di mutuatari ad un rischio reale di insolvenza al punto che», secondo le stime dell'Adusbef, che ha raccolto i dati nei maggiori tribunali con fatica e tenacia, «le stime di quest'anno sul numero di pignoramenti ed esecuzioni, potrebbe salire del 23%».

E sul Sole24ore di oggi un articolo spiega come le famiglie del Sud siano ormai nella morsa dei tassi che salgono.
Il peso della rata del mutuo ormai pesa oltre il 40%.
In questa speciale classifica Pescara è al sesto posto (40,4%), Teramo 33,5%, Chieti 30,1%, l'Aquila 28,2%.

[url=http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=G6NH0]L'ARTICOLO DI OGGI DEL SOLE24ORE[/url]

12/11/2007 10.59

L'ESPERTO:«IL CICLO NEGATIVO E' APPENA INIZIATO»

«Dato che nel 2005 e 2006 molti mutui residenziali venduti in Italia erano ibridi (ovvero per una parte fissi e poi flottanti) il mercato si aspetta un'impennata della curva degli insolventi», spiega a PrimaDaNoi.it l'analista finanziario Attilio Di Mattia, «infatti appena il mutuo passa dal fisso (tasso piu' basso) a flottante, automaticamente la rata passa del 2-3% al 5-7%. Nel bilancio familiare cio ‘significa che per un appartamento standard di 200-250 mila euro, tale famiglia si vedra' aumentare l'esborso di 200-400 euro mensili».
Ma secondo l'esperto il ciclo si fara' ancora piu' tumultuoso in quanto, piu' case svendute ci sono sul mercato e piu' i valori totali degli immobili diminuiranno, diminuendo il tasso di recupero dalla vendita dell'immobile e mettendo alle spalle al muro ancora piu' famiglie.
«Per concludere», spiega, «il ciclo negativo in Italia e' appena iniziato e se ne vedranno delle brutte- Non come il subprime in America dato che il livello LTV (ovvero la proporzione mutuo/valore dell'immobile) in Italia e' piu' basso».
Di chi e' la colpa?
«Del sistema che ha remunerato il broker immobiliare a quantita' o dell'ottica annebbiata del mutuatario? Coloro che hanno sottoscritto mutui del genere sono stati valutati in maniera pertinente dalle banche eroganti? E sopratutto sono stati messi al corrente ed informati in maniera oggettiva sui possibili scenari futuri?»

12/11/2007 13:28

ARCO: «DIFFICOLTA' DI RINEGOZIARE I MUTUI»

PESCARA. L'associazione dei consumatori, Arco, denuncia le difficoltà che incontrano i cittadini nel rinegoziare i mutui per l'acquisto della prima casa.
Difficoltà, hanno evidenziato il presidente regionale e il responsabile del settore, Franco Venni e Samuele Lupidi, legate alla consegna dei conteggi di estinzione anticipata, che non viene fatta spesso immediatamente; alle cancellazioni di ipoteche non ancora automatiche, ma che richiedono l'intervento del notaio e, soprattutto, ai mutui "subprime", di cui tali istituti lamentano il pericolo. Per Lupidi, il problema di questo tipo di mutui, in Italia, è, in realtà, «così basso da essere irrilevante».
Le banche, ha spiegato, non hanno mai aperto i cordoni della borsa in modo sconsiderato e, salvo qualche rarissima eccezione, i mutui fatti dai consumatori sono per l'acquisto della prima casa e non, dunque, come negli Stati Uniti dove il 25% dei debitori subprime possiede più di una abitazione. Per Arco, dunque, le banche devono poter rifinanziare coloro che sono in difficoltà dovute, non a manovre speculative, ma all'aumento dei tassi d'interesse.
I rappresentanti dell'associazione hanno annunciato che vigileranno affinché ciò avvenga e denunceranno qualsiasi tentativo di strumentalizzare una situazione non causata dai consumatori, ma «da alcuni sparvieri del rischio».
Per Lupidi, se il legislatore, su questo tema vuole intervenire, deve favorire «nei fatti e non solo a parole» la possibilità di rinegoziare mutui anche a coloro che sono in temporanea difficoltà.