Pezzopane:«darsi una mossa sulla seggiovia di Scanno»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. La Provincia dell’Aquila torma nuovamente ad occuparsi della seggiovia di arroccamento Scanno Collerotondo. Questa volta lo fa con una lettera in cui la presidente Pezzopane invita il sindaco di Scanno a stringere i tempi sulle sorti dell’impianto.
Sulla base di quanto concordato in una riunione dello scorso 26 ottobre presso la sede della Regione, la Provincia ha chiesto al Comune di Scanno di manifestare entro 30 giorni la sua volontà di acquisire o meno la seggiovia.
In mancanza di una palese decisione, l'Amministrazione provinciale, secondo le norme di legge, cederà l'impianto ai privati, che hanno già manifestato interesse all'acquisto.
Le risorse ricavate dalla cessione, specifica la Provincia nella nota, saranno reinvestite sempre nel comune di Scanno per la promozione turistica e lo sviluppo del territorio.
«Non possiamo più permetterci di mantenere fermo l'impianto, dopo gli investimenti dei mesi scorsi» ha commentato la presidente Stefania Pezzopane.
La seggiovia, infatti, continua a rimanere ferma, nonostante il collaudo della scorsa estate, a causa della chiusura del rifugio.
«Abbiamo sollecitato più di una volta il Comune e chi gestisce il rifugio a riaprire la struttura, condizione imprescindibile per far ripartire la seggiovia», ha aggiunto la presidente.
«È inaccettabile- ha commentato l'assessore Teresa Nannarone- che vengano bloccati dei beni che potrebbero essere produttivi e non vengano spesi i fondi messi a disposizione dalla Regione».

08/11/2007 16.41

IL PARCO:«COLLABORIAMO MOLTO VOLENTIERI»

«Il clima generatosi intorno alla questione della stazione sciistica di Prati di Tivo rischia di ottenere il solo risultato di inficiare la serenità di un processo finora condiviso, creando inutili quanto dannose tensioni». Così il Commissario del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Stefano Allavena.
«L'Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga», dice, «non intende fare crociate né guerre ma dialogare e collaborare attivamente, in particolare, in merito al progetto di sostituzione della seggiovia di Prati di Tivo con un impianto a cabine. Quella che viene presentata come una “bocciatura” senza riserve da parte del Parco, non è che uno dei passaggi nel delicato processo di ammodernamento ed adeguamento degli impianti di risalita delle stazioni sciistiche che insistono sul territorio dell'area protetta. Sul progetto in questione il Parco ha, infatti, nell'esercizio della propria missione istituzionale e nell'interesse collettivo, auspicato un legittimo approfondimento ed un riesame congiunto del progetto».
«L'Ente Parco», ha agiunto Allavena, «ha ben presente l'opportunità di adeguare gli impianti esistenti, anche mediante intere sostituzioni, alle necessità di ordine tecnico e di sicurezza per gli utenti ma, naturalmente, nessuno può prescindere dal fatto che ci si trova ad operare in un'area di grande delicatezza, di rilevanza naturalistica prioritaria, non a caso inclusa in un Parco Nazionale e nella rete di aree protette di rilevanza europea (la cosiddetta Rete Natura 2000), ragioni, queste, che impongono di ponderare attentamente ogni intervento. Pertanto, aderiamo con piena convinzione al tavolo di discussione proposto dalla Provincia di Teramo, nell'auspicio che si possa addivenire, da parte di tutti, a quelle scelte che consentano, com'è primario interesse dell'Ente, la promozione delle giuste aspettative di sviluppo economico di chi nel Parco vive e lavora, nel rispetto della tutela dell'ambiente e della vigente normativa di settore».

09/11/2007 13.36