Sequestrati ottanta appartamenti in zona a rischio idrogeologico

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

1185

VASTO. I Carabinieri della Compagnia di Vasto hanno posto sotto sequestro preventivo, in esecuzione di un ordine di sequestro firmato dal Gip del Tribunale di Vasto, Caterina Sallusti, tre fabbricati facenti parte del complesso edilizio "Itaca" che sta sorgendo tra Vasto alta e la marina, su Via Donizetti. Complessivamente gli appartamenti sequestrati sono una ottantina.
Le costruzioni erano in fase di realizzazione da qualche tempo a cura di una società che fa capo ad un cinquantenne della zona di Caserta L.D.A., che ha oggi come rappresentante legale una ragazza di
23 anni, P.L., anche lei della zona del casertano. Stava sorgendo tutto nella più assoluta tranquillità, fino all'operazione di oggi che ha di fatto bloccato i lavori.
Il provvedimento di sequestro preventivo è stato adottato perché mancavano il nulla osta paesaggistico, l'attuazione delle norme antisismiche nella costruzione dei fabbricati ed il deposito del calcolo del cemento armato.
Il sequestro è stato eseguito questa mattina in quanto il costruttore stava realizzando i tre edifici in difformità rispetto al progetto originario, autorizzato prima del 2005.
Successivamente la zona inserita dalla Regione nel piano di assetto idrogeologico è divenuta a forte rischio.
La legge regionale non consente la modifica dei progetti e né prevede la sanatoria delle opere realizzate in difformità.
Questa mattina i carabinieri, avvalendosi di un elicottero del nucleo di Falconara, hanno realizzato una serie di fotografie lungo tutta la costa vastese.
Da queste sarà possibile risalire ad altri eventuali abusi avvenuti nella zona e nelle prossime settimane potrebbero esserci quindi nuovi risvolti.
Dal 2005 la zona in oggetto, denominata "P2", è stata inserita nel PAI (Piano di Assetto Idrogeologico) redatto dalla Regione Abruzzo, come area "R3", ovvero a rischio idrogeologico. Pertanto, il progetto non poteva essere modificato perché la legge regionale non ammette modifiche nè procedure per la sanatoria attraverso varianti nè tanto meno aumento delle superfici e delle altezze.

05/11/2007 15.08